08:24 03 Aprile 2020
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Una forma di carbonio sconosciuta sul nostro pianeta è stata scoperta dagli scienziati nei frammenti del meteorite caduto nella regione di Chelyabinsk nel 2013, hanno affermato gli scienziati siberiani che hanno studiato i reperti.

Sergey Zamozdra, assistente professore di fisica teorica all'Università Statale di Chelyabinsk ha rivelato ai media russi:

“Il preside della Facoltà di Fisica, Sergei Taskaev (ora rettore dell'università), studiando al microscopio campioni di polvere del meteorite rinvenuti nella neve dopo l’impatto, aveva notato qualcosa di brillante. All'inizio pensò che si trattasse di un micro diamante. Più tardi, in Germania, questo cristallo è stato estratto usando micro-pinzette e raggi X: si è scoperto che si trattava di un cristallo di carbonio".

La particolarità della scoperta consiste nel fatto che una forma simile di cristallo di carbonio non era mai stata osservata qui sulla Terra. E’ stata quindi misurata la posizione degli atomi e dei piani interatomici, in seguito esperti sudcoreani hanno analizzato al computer i dati forniti e concluso anch’essi che una tale disposizione atomica fosse sì, teoricamente possibile, ma mai rinvenuta prima in natura.

Tra le ipotesi che gli scienziati stanno vagliando sul perché tale tipo di configurazione non sia mai stata osservata prima sulla Terra ve ne sono due prevalenti – una è che il meteorite abbia incontrato nello spazio prodondo, magari miliardi di anni fa, condizioni particolari per assumere formazioni di quel tipo, l’altra è che l’impatto con l’atmosfera terrestre, l’alta velocità, calore e pressione, possano aver formato i cristalli durante la fase di caduta.

Gli studi dell’Università siberiana proseguono congiuntamente con quelli dell’Università tecnica di Darmstadt (Germania) e dell'Università nazionale di Kengpuk (Repubblica di Corea). Si prevede che a breve usciranno delle pubblicazioni sull’argomento.

Ricordiamo che la mattina del 15 febbraio 2013, un meteorite  impattò nella regione degli Urali. Lo stato di emergenza interessò i residenti delle regioni di Tyumen, Kurgan, Sverdlovsk e dei territori settentrionali del Kazakistan. Il danno principale venne registrato nella regione di Chelyabinsk, dove vennero anche trovati, dopo lunghe ricerche, alcuni frammenti del corpo celeste, che aveva perso la gran parte della sua massa durante l’impatto in atmosfera.

A Chelyabinsk, l’onda esplosiva danneggiò oltre 4 mila edifici. Più di mille persone subirono contusioni dovute principalmente ai vetri delle oltre 200mila finestre andate in frantumi. Il danno provocò danni per almeno un miliardo di rubli – oltre 14 milioni di euro al cambio attuale. Si stima che il meteorite prima di entrare in atmosfera avesse un diametro di circa 15 metri, una massa di 10mila tonnellate e viaggiasse a circa mach 44, 54mila km/h almeno. Al contatto con l’atmosfera si frantumò creando una pioggia di metoriti e provocando una potente onda d’urto stimata intorno ai 500 chilotoni (bomba di Hiroshima = 18 chilotoni).

​Il frammento più grande ritrovato di questo metorite ora fa bella mostra di sé al Museo di Chelyabinsk, è l’intera città è divenuta meta di curiosi, scienziati e ufologi di tutto il mondo dal momento che studi scientifici, insieme a leggende e mistica popolare, non fanno che amplificare la fama di questo misterioso oggetto proveniente dallo Spazio di anno in anno.

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