05:01 31 Marzo 2020
Scienza e tech
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Ricercatori dell’Università di Kyoto affermano di aver trovato il modo di ottenere elettricità applicando una pellicola capace di assorbire e trasformare la luce infrarossa assorbita dai vetri delle finestre.

Presto per dire che ognuno potrà prodursi energia elettrica da sé semplicemente sfruttando le proprie finestre di casa, fatto sta però che l’esperimento riuscito, annunciato dal quotidiano giapponese Asahi e realizzato dall’Istituto di ricerca chimica dell’Università di Kyoto, è di quelli che lascia ben sperare.

Masanori Sakamoto, professore associato di chimica dei nanomateriali presso l'istituto universitario e leader del gruppo di ricerca, ha spiegato al giornale giapponese come in un prossimo futuro si potrebbero ottenere buoni apporti energetici sfruttando i vetri delle finestre.

Sappiamo che la luce che ci arriva dal Sole è composta da una metà di luce visibile, un 46 percento di luce a infrarossi e una piccola parte di ultravioletti. Finora l’industria del fotovoltaico ha sfruttato solamente la luce visibile, come da sempre le piante con la fotosintesi. Questo perché la luce visibile ha un rilascio di energia ben superiore agli infrarossi. Un peccato però buttare via una quantità così grande di spettro elettromagnetico, si sono detti gli scienziati.

In effetti, pare proprio abbiano scoperto, questo 46% di luce con lunghezza d’onda oltre il rosso, sia in grado di produrre energia elettrica quando intercettata da uno strato di nanomateriale a base di solfuro di rame. Dopo lunghe ricerche, intraprese già a partire dal 2016, gli scienziati giapponesi sono riusciti a mettere finalmente a punto una sottile membrana fatta con questo materiale, che si può applicare ai vetri o, meglio ancora, si possono costruire vetri per finestre già questa membrana incorporata.

Essendo sottile e solo in minima parte oscurante, non inficerebbe per altro significativamente sulla quantità di luce visibile che entrerebbe negli appartamenti. La produzione industriale di vetri di tale tipo, affermano ottimistici i ricercatori, potrebbe iniziare già a partire dal 2023.

In questa fase gli scienziati sono impegnati a cercare di aumentare l’efficienza di conversione energetica del nanomateriale per i vetri, al momento ferma al 3,8% dell’energia potenziale che potrebbe provenire dall’infrarosso, e a escogitare il modo di arrivare addirittura a produrre idrogeno (ottimo combustibile) direttamente dalla stessa fonte.

La percentuale di conversione al momento è ancora molto bassa, ammettono gli stessi scienziati, ma immaginate cosa sarebbe riuscire ad ottenere quantità anche modeste di elettricità da una fonte finora del tutto inutilizzata dall’uomo, illimitata, e catturabile da una qualsiasi semplicissima finestra!

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