Ksenia Sobchak, conduttrice televisiva russa e candidata alle presidenziali russe

Sobchak: non mi si può condannare per le parole sulla Crimea

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La conduttrice televisiva russa e candidata alle presidenziali russe del 2018, Kseniya Sobchak, ha dichiarato a RIA Novosti che non la si può condannare per le sue parole sulla Crimea.

Alla prima conferenza stampa dopo l'annuncio della candidatura alle presidenziali russe del 2018, la Sobchak ha dichiarato di ritenere la Crimea territorio ucraino, e che il ripristino delle relazioni con l'Ucraina sono è un obiettivo fondamentale per la Russia, dichiarazioni che hanno attirato le critiche di molti politici.

"La legge dichiara che è condannabile esortare alla divisione o alla violazione dell'integrità territoriale. La legge non vieta però la constatazione dei fatti e l'espressione della mia opinione che non corrisponde con quella di chi è al governo. Condannarmi per questo è ingiusto, e lo stesso vale per Suleyman Kadyrov. Tutti coloro che sono stati condannati per questo sono prigionieri politici e innocenti. Proprio per questo partecipo alle elezioni, affinché essi non vengano condannati illegalmente al silenzio" ha detto la Sobchak a RIA Novosti.

Secondo i media Suleyman Kadyrov è stato accusato in Crimea di aver pubblicamente esortato alla violazione dell'integrità territoriale della Russia per una pubblicazione sui social network di un post sull'appartenenza della penisola all'Ucraina.

I giuristi russi non sono d'accordo sul fatto che la Sobchak possa essere condannata penalmente per le parole sulla Crimea, definita da lei come territorio ucraino. Secondo diversi esperti intervistati da RIA Novosti la sua dichiarazione è semplicemente un'espressione di libertà di parola, mentre altri ritengono che sono già state avviate le pratiche giudiziarie su tali dichiarazioni che porterebbero la Sobchak a rispondere penalmente nel caso nelle sue parole venissero trovati segni di separatismo.

Il leader del partito Liberal-Democratico di Russia, Vladimir Zirinovsky ha dichiarato che la Sobchak dovrebbe essere punita per le sue parole sulla Crimea, e che dovrebbe essere reclusa per cinque anni. Il partito inoltre intende rivolgersi alla Commissione Elettorale Centrale in relazione al fatto che a detta sua la Sobchak ha già iniziato a condurre una campagna elettorale prima dell'annuncio ufficiale delle elezioni.

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