10:26 29 Ottobre 2020
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Non facciamo la guerra su chi sia il migliore amico dell’uomo. Si dice che sia il cane, ma per gli amanti dei piccoli felini sono i gatti i migliori amici.

E anche le statistiche danno loro ragione. I gatti sono il primo animale domestico scelto dalle famiglie italiane: si stima che ci siano 60 milioni di gatti nelle case degli italiani. Se si considera che in Italia ci sono circa 60 milioni di persone, si arriva alla conclusione: per ogni persona c’è un gatto!

Quest’anno tutti hanno un livello di stress maggiore a causa della pandemia e delle sue conseguenze. “Il 59% degli italiani ha un livello di stress medio-alto (tra 70 e 100). In queste condizioni – dice il presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, David Lazzari - il Paese non ha le risorse psicologiche per reggere un nuovo lockdown. Sarebbe insostenibile una seconda chiusura totale".

Infatti lo dicono gli psicologi, lo dicono gli economisti, che l’Italia non potrà sopportare un secondo lockdown. Probabilmente solo i gatti rimarrebbero indifferenti alla pesantezza e alle conseguenze di una simile condizione, notando soltanto la maggiore presenza del proprio padrone. In questa situazione i felini potrebbero diventare fondamentali.

I gatti aiutano tanto a diminuire il livello di stress e ad allontanare la depressione. Accarezzando un gatto, aumentano i livelli di serotonina, l’ormone della felicità. E il gatto che fa le fusa (il mio le fa sempre quando mi vede), è un vero guaritore di tante malattie, dicono gli scienziati. E’ persino nato il termine “gattoterapia”, un metodo di cura basato sul rapporto che si stabilisce tra il gatto e l'essere umano, finalizzato a migliorare l'equilibrio psicofisico.

Un studio condotto dall'Università del Minnesota ha dimostrato che la presenza di un micio in casa diminuisce del 30% il rischio di infarto in chi convive con l’animale. Le fusa incrementano la capacità dei muscoli di rilassarsi e sono in grado di accelerare i tempi di guarigione di una ferita, persino di una frattura.

E poi, parlare con il gatto potrebbe avere un effetto molto più liberatorio rispetto alle situazioni in cui ci si confida con un amico o con un psicologo (a parte il fatto che il gatto è più economico), se mi è concesso esprimere un’opinione personale.

Rimane una grossa domanda, che in tanti si sono posti. I gatti possano ammalarsi di Covid e poi trasmettere la malattia alle persone? Ancora 4 mesi fa Soumya Swaminathan, Chief Scientist dell’Organizzazione mondiale della sanità, durante una conferenza stampa a Ginevra aveva parlato della relazione fra animali e Covid-19, facendo il punto sui risultati delle varie ricerche: “Si tratta di un tema molto importante per le persone, ma il rischio di contagio da animali domestici è molto ridotto. I felini, ovvero i gatti e persino le tigri possono essere contagiati da Sars-Cov-2 dall’uomo, come pure i furetti. Ma il ruolo degli animali domestici come fonte di contagio sembra trascurabile”.

Fino ad ora non sono venuto a conoscenza di casi di contagio da gatti o da cani. Quindi godiamoci la loro presenza e rilassiamoci con le loro fusa.

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