08:35 23 Ottobre 2020
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Si è appena concluso a Cernobbio il 46° Forum The European House - Ambrosetti: una scelta coraggiosa, quella di non cancellare il forum dal calendario e organizzarlo in modalità fisica e virtuale (con 71 relatori, di cui 36 presenti in loco).

L'apertura delle giornate del Forum non è stata da meno di quelle degli altri anni, vedendo tra i protagonisti Papa Francesco, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il leader dell’opposizione Matteo Salvini, mentre in chiusura del sabato vi è stato il Premier Giuseppe Conte.

Durante le giornate di Cernobbio i temi analizzati sono sempre moltissimi, ma, per iniziare dalla prospettive italiane, abbiamo scoperto che il nostro Belpaese avrebbe un nuovo modello, quello dell’idrogeno, con Snam in prima linea. Proprio di questo ha parlato infatti dal palco del Forum il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli.

“L’idrogeno – ha commentato in conferenza stampa Marco Alverà, Amministratore Delegato di Snam – può essere il migliore alleato dell’elettricità rinnovabile per consentire all’Italia di essere protagonista nella lotta globale ai cambiamenti climatici e al tempo stesso di promuovere nuove opportunità di sviluppo e occupazione. Grazie alla posizione geografica, alla forza del settore manifatturiero ed energetico e a una capillare rete di trasporto gas, il nostro Paese ha le potenzialità per diventare un hub continentale dell’idrogeno verde e un ponte infrastrutturale con il Nord Africa, assumendo un ruolo importante nella Hydrogen Strategy europea. Ciò ci consentirebbe di raggiungere più facilmente gli obiettivi di neutralità climatica al 2050 e di sviluppare una nuova filiera industriale in grado di creare crescita e posti di lavoro, con un valore della produzione cumulato che nei prossimi 30 anni può avvicinarsi ai 1.500 miliardi di euro”.

Per passare agli interventi di altri leader, invece, quello di Matteo Salvini si è concentrato sulle critiche ai ministri Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi, chiamati “due ministri ectoplasma”. Salvini ha detto che la prima cosa che avrebbe fatto personalmente sarebbe stata “far entrare gli studenti in classe”. Questo è, nell'opinione del leader dell'opposizione, ciò che dovrebbe fare “un Paese reale, e non un Paese della politica”.

Al di la delle polemiche, comunque, da un po’ di anni la cosa più interessante del Forum sono forse i sondaggi dei partecipanti. Alla prima domanda del sondaggio di quest'anno, “Quali dei seguenti fattori avranno un impatto maggiore sull’ordine globale alla luce del Covid-19?”, il maggior numero di partecipanti indica la guerra fredda tecnologica fra Stati Uniti e Cina (46,9%), seguita dalle crescenti tensioni fra India e Cina in Asia (30,6%) e dalle elezioni presidenziali negli Stati Uniti (20,4%). Nessun impatto invece per “i disordini anti-establishment in Bielorussia e le loro conseguenze sulle relazioni tra Russia e Occidente” e neanche per “le dinamiche del cambiamento climatico”.

Il 61,9% dei votanti ha poi dichiarato che il risultato delle elezioni americane sarebbe incerto, e lo sarà probabilmente fino all’ultimo come lo è stato la volta precedente. Ad ogni modo, fra i due contendenti per la Casa Bianca, Joe Biden viene designato come probabile vincitore dal 23,8% dei partecipanti, mentre Trump dal 14,3%.

Interrogati su chi vorrebbero che vincesse le presidenziali, nessuno dei top manager presenti a Villa d’Este e collegati in remoto ha risposto Donald Trump. Il candidato democratico Joe Biden è stato indicato, invece, dal 68,2% dei votanti. Il resto, il 31,8% della platea di Cernobbio avrebbe voluto altri candidati.

Anche nelle opinioni dei partecipanti al sondaggio, il Covid-19 ha evidenziato, non solo in Italia, un nuovo ruolo dello Stato nell’economia, molto più presente. Per il 46,9% dei partecipanti al televoto questo è un fenomeno destinato a rimanere, ma non ad aumentare di importanza. Per il 30,6%, invece, l'effetto sarà intensificato nei prossimi mesi, mentre il 20,4% lo reputa un fenomeno di breve periodo e temporaneo.
Alla domanda su quali siano i Paesi che hanno meglio gestito l'emergenza sanitaria, da Cernobbio hanno risposto collocando l'Italia al secondo posto (30%) dopo la Germania (36,4%), mentre la Cina viene indicata dal 23,4% di loro (tra le scelte vi sono 9 paesi, ma mancano ad esempio, la Russia e la Svezia).

Alla domanda sull’outlook economico, oltre la metà dei manager (il 54,2%) ritiene che le performance delle loro aziende siano nettamente migliori di quelle dei competitor, mentre il 41,7% non riscontra significative differenze. Però parlando del fatturato 2020, il 52,5% ritiene che decrescerà fino al 10% od oltre rispetto all’anno precedente, mentre i più ottimisti sono un terzo dei votanti: 2 su 10 (quindi il 20%) pensano che crescerà fino al 10%, mentre uno su 10 (il 10%) che aumenterà di più del 10%.

Rispetto alla media degli investimenti fatti nell’ultimo triennio, la maggioranza relativa (42,9%) ritiene che gli investimenti 2020 aumenteranno fino al 10%, e il 7,1% ritiene che aumenteranno di più del 20%. Coloro che prevedono una decrescita fino al 10% sono il 19,1% dei votanti.

Dunque, a dispetto della crisi derivante del Covid-19, quanta fiducia c’è sulle prospettive economiche future? Gli ottimisti sono il 30% dei votanti, che hanno espresso un indice medio-alto di fiducia. I più pessimisti sono invece ben il 37,5% della platea di Cernobbio, con un grado di fiducia medio-basso. Un terzo dei votanti, infine, ripone un grado sufficiente di fiducia nel futuro. Per la prima volta da un po’ di anni, i pessimisti hanno avuto dunque la maggioranza.

La platea di Cernobbio guarda tuttavia al Recovery Fund in maniera fiduciosa: il 55,4% lo giudica positivo mentre per il 42,9% rappresenta un passo nella giusta direzione, ma passibile di miglioramenti. Per quanto riguarda il MES quale strumento per fronteggiare l’emergenza da Covid-19, la quasi totalità dei manager (90,5%) ritiene che l’Italia debba avvalersene.

Cercando di concludere con una nota positiva, possiamo infine dire che nel Global Attractiveness Index 2020 l’Italia non ha perso le posizioni e rimane al 18mo posto (la Germania rimane invece la prima tra le 144 economie mondiali). La Russia, poi, fa un bel salto di 5 punti e si piazza al 23mo posto.

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Il forum The European House - Ambrosetti a Cernobbio
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