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11:03 21 Agosto 2019
Christine Lagarde

Finalmente una pregiudicata alla Bce. Torniamo umani

© REUTERS / Francois Lenoir
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Stupefacenti le critiche sulla Lagarde alla testa della BCE: “Non è una economista”...

Dopo quel che hanno fatto gli economisti alla Grecia (Barnier e Cottarelli che hanno sbagliato moltiplicatori fiscali provocando il crollo del 26% del Pil) e quello che ha fatto a noi il preside della Bocconi Mario Monti imponendo austerità non necessarie e devastandoci mentre faceva aumentare il debito pubblico, che riteneva sarebbe stao ridotto dalle sue misure crudeli; dopo l’esperienza del tecnico Padoan che a Bruxelles implora Schauble: “Cosa posso fare per ridurre la tua ostilità?”, ancora qualcuno non ha capito che gente sono “i competenti”, i tecnocrati? Gli economisti del Principe?

Il fatto che la Lagarde sia una politica, persino con la fedina penale sporca (ha una condannata definitiva in Francia (2016)) per corruzione per 400 milioni di Euro dovrebbe confortare come un buon auspicio. Una che si sporca le mani è meglio dell’asettica disumanità di Mario Monti, Cottarelli & Barnier.

Del resto basta vedere il dispetto con cui il media tedeschi, ispirati dai loro economisti austeritari, commentano la nomina.

Dispetto dei tedeschi

Su Handelsblatt, Sigmar Gabriel (il boss socialista!) freme: la Merkel ha svenduto Jens Weidmann e ha resto un “disservizio all’Europa”.

“Addio all’indipendenza della BCE dai politici”, freme di sdegno un altro, ricordando che non solo la Lagarde è stata ministro delle finanze in Francia, ma che il suo numero De Guindos, è stato ministro delle finanze in Spagna.

“La BCE sotto la Lagarde: la festa potrà durare ancora un po’ ma i pesanti sintomi della sbornia stanno arrivando”, profetizza lugubre Deutsche Wirschafts Nachrichten. La “sbornia” è quella che ha procurato Mario Draghi facendo il quantitative easing, che i media tedeschi sostengono che saranno i tedeschi a pagare. Non volendo ancora riconoscere che Draghi ha salvato l’euro (non l’Italia), che ha fallito nel suo compito assoluto di far salire l’inflazione al 2 per cento, e che occorre allentare. Il che fa pensare che la Lagarde sarà contestata da Weidmann e ai banchieri centrali satelliti dei tedeschi come, appunto, “Non esperta”, non economista, insomma un intruso. E’ possibile anche che provino a delegittimarla. I tedeschi possono inoltre paralizzare ulteriori quantitative easing firmati Lagarde, semplicemente facendo mancare i Bund, i titoli che la BCE deve comprar per “stampare”.

Perché è certo che la Lagarde, ancor più di Mario Draghi, farà “whatever it takes” per salvare l’euro. Adam Tooze, ottimisticamente, le attribuisce il merito di aver “guidato, al Fondo Monetario, un notevole cambio di orientamento ideologico, allontanatolo dall’ortodossia austeritaria”. Cosa che i greci possono non aver notato. Ma in ogni caso la Lagarde farà ”tutto quel che serve”, ed anche di più, perché è francese e il rapporto debito Pil francese ormai al 100%, e perché lei è euroinomane e serve “salvare l’euro” – Il che significa una cosa: che farà di tutto per mantenere l’Italia nell’euro, perché tutti, al Bilderberg e a Wall Street, sanno che “… un’uscita italiana dall’euro sarebbe un evento molto, molto doloroso per il sistema bancario europeo e quindi mondiale, potrebbe richiedere la più grande ricapitalizzazione bancaria di sempre – più grande degli Stati Uniti nel 2008″, come ha scandito Steve Sedgwick CEO di Principal Global Investors, al Forum Ambrosetti in Italia venerdì.

Quindi Lagarde ci darà più respiro che potrà – se i tedeschi lo permetteranno – per non provocare l’Italexit. I “sovranisti” italiani sono stati acquietati, sono collaborativi, hanno fato le correzioni richieste dalla UE- insomma si sono rivelati tigri di carta – e la cosa rallegra Bloomberg: la Lagarde “ha anche ricevuto un delizioso regalo di benvenuto dalla coalizione di governo italiana di populisti di sinistra e di destra, che hanno annunciato che intendono fissare un bilancio entro i limiti concordati con la Commissione europea. Nonostante i precedenti vociferazioni in contrario, sembra che non metteranno in discussione uno scontro con l’UE sul fatto che vogliono essere autorizzati a lanciare un grande stimolo fiscale”.

A noi lascerà il guinzaglio lungo – verso l’agonia

Lagarde “ha anche ricevuto un delizioso regalo di benvenuto dalla coalizione di governo italiana di populisti di sinistra e di destra, che hanno annunciato che intendono fissare un bilancio entro i limiti concordati con la Commissione”.

Insomma questo governo del cambiamento s’è rivelato una tigre di carta, e la Lagarde lasciarci il guinzaglio lungo, sotto forma di spread diminuito sotto i 200, che ci siamo meritati ritornando nell’ordine.

Per noi significa: prolungare l’agonia. Ma del resto, il popolo italiano non vuole l’uscita dall’euro – ed avrà quel che vuole: la lenta agonia, e poi la catastrofe dell’euro-implosione, inevitabile.

La Lagarde potrà occuparsi, dice Bloomberg, di contrastare “la deflazione”: ecco la parola vietata, che nessuno osava pronunciare: la BCE ha ridotto l’Europa in deflazione. Draghi doveva, per statuto, portare l’inflazione “vicina a 2%”, e ha fallito – come è giusto, in quanto “economista competente”, disumano.

Si chiama deflazione, ed è invincibile

Perché come si può contrastare la deflazione quando, scrive Ashoka Mody, “la piaga dei lavori temporanei e poco retribuiti attraversa l’intera zona euro-meridionale? Quando i dati dell’EFKA (Istat greco) mostrano che un greco su 3 è occupato in lavori part-time in cui guadagnano in media meno di 400 euro al mese?”

“Quando Nuno Mendes, un impiegato pubblico portoghese di 40 anni, vive con contratti di sei mesi in sei mesi? Guadagna 1.200 euro al mese. Le banche non gli darano mai un mutuo. “Tutto nella mia vita è in attesa – avviare una famiglia, fare progetti a lungo termine”, dice Financial Post.

“Come volete che si esca dalla deflazione quando in Italia, il numero di italiani che non trovano lavoro a tempo pieno è più che raddoppiato, passando da 756.000 nel 2007 a 1,8 milioni nel primo semestre dello scorso anno?”

Questa piaga del Meridione d’Europa che ha salari sempre più bassi, al limite della sopravvivenza, anzi ormai sotto i limite, tanto da provocare la denatalità e la disgregazione della società, è il prodotto delle austerità non necessarie a cui ci ha obbligato la gestione Draghi-Weidamnn della BCE, con tutto il codazzo di esperti e competenti.

Ora la Lagarde aumenterà l’inflazione? Intanto, quando la deflazione è instaurata, è quasi impossibile vincerla – e noi al Sud già ci siamo. Poi, la signora francese avrà da vedersela con la signora tedesca messa a capo della Commissione: che, dura, ha intimato ancora una vota all’Italia di fare i compiti a casa – austerità! Fino alla morte (anche dell’ultimo tedesco).

© Foto : Dati Bloomberg
Germania – Bund a tassi negativi, significano che le aspettative d’inflazione stanno inabissandosi, ed è la deflazione che si è instaurata. Ma Berlino vuole più austerità…cioè più deflazione.

Sarà una bella battaglia, per noi tornati al guinzaglio, a cui assistere. Speriamo che accelererà l’esplosione dell’euro-zona. Speriamo presto, perché più tempo passa al guinzaglio dell’euro, più perdiamo attività industriali, agricole, economia produttiva e competenze per la ripresa quando dovremo uscire dalla gabbia.

Esplosione comunque inevitabile, secondo Andrea Mazzalai: quando tutto il mondo è entrato nei tassi d’interesse negativi – ossia quando per prestare, ci si perde – vuol dire che è cominciata la fase finale della “deflazione da debiti”, quella per cui per quante centinaia di miliardi le Banche centrali iniettino, l’economia non cessa di decrescere – “se i tassi negativi sono così utili, perchè Giappone e Europa sono in condizioni miserabili?” dice Mazzalai:

Questa terza bolla è la più grande di tutte, ma non la vedono. La BCE sta esaurendo le obbligazioni sovrane da comprare, secondo le regole attuali. Lagarde dovrà inoltre affrontare un test importante riguardante i deficit di bilancio e il debito in Italia e il deficit nel suo paese, la Francia.

Quante regole romperà Lagarde?

Fonte: Il sito di Maurizio Blondet

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
Christine Lagarde, Europa, UE, Economia, BCE
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