16:46 14 Dicembre 2019
Emmanuel Macron

Il loro progetto: cavalcare il prossimo crack per “più Europa”

© REUTERS / Eva Plevier
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Macron riceve Mattarella il 2 maggio. Non a Parigi ma ad Amboise, paesetto della Loira, con la scusa di onorare la tomba di Leonardo. Gli abitanti non dovranno guardare dalle finestre (decreto comunale). Il traffico sarà vietato dalle 7 alle 5 pomeridiane alle auto, dalle 7 alle 13 ai pedoni. Mobilitati 300 gendarmi.

Ormai hanno abbandonato anche la finzione del curarsi del popolo. Devono preparare il salvataggio dell’euro-oligarchie e del sistema UE, ad ogni costo, da tutte le spinte popolari e gli scollamenti che il sistema subisce per i suoi errori e contraddizioni.

Ormai il fallimento della moneta unica imperfetta è la constatazione generale di ogni sede autorevole. Il Wall Street Journal ha parlato dello “incredibile restringimento dell’euro” in un articolo del l’11 febbraio, notando che mentre tra il 2009 e il 2017 la Cina è cresciuta del 139%, gli Stati Uniti del 34%, la UE è calato del -2%.

Eurolandia detiene insieme il tasso di crescita più basso del mondo e la massima disoccupazione giovanile, 36,6 per cento in Grecia, 34,1 in Spagna, 31,6 in Italia, e anche in Francia, 24. Cifre da mettere a confronto con l la Germania (6,1%), Stati Uniti (12,8), Gran Bretagna (15,3).

Impoverimento delle popolazioni, indebitamento pubblico e privato crescente, vampirizzazione di capitali e competenze da parte del Nord a danno del Sud. La Francia con la pretesa macroniana di non essere confusa col Sud, ha un debito pubblico ormai al 99% del Pil, ma un debito privato da far impallidire: le imprese francesi accumulano un debito di 4 mila miliardi, ossia del 175% del Pil, e in aumento strutturale: dieci anni fa, all’inizio della crisi, era del 135%. La Banque de France stessa ha segnalato i rischi di liquidità e di default che potranno accrescersi nei prossimi mesi. Contrariamente all’Italia che esporta ancora, la Francia ha anche un deficit commerciale enorme, e passato da 2,1 miliardi a 59,9 nel 2018. Il Financial Times nota che i mercati possono da un momento all’altro svendere il debito francese, facendo salire lo spread e il Per farla breve, lasciamo perdere le banche tedesche, non senza ricordare che Socièté Generale non sta meglio di Deutsche Bank..

Nei vent’anni di esistenza dell’euro, ha sancito uno studio del tedesco Centro di Politica Europea, ogni italiano ha perso 73.65 euro, ogni francese 56.996, mentre ogni tedesco avrebbe guadagnato 23.116, e un olandese 21300.

Jean Quatremer, il corrispondente di Le Monde a Bruxelles, un tempo europeista convinto, adesso ritiene che l’euro imploderà in un crack devastante, se non avviene un salto della UE in una vera federazione.

Ora, è proprio questo crack che le euro-oligarchie sentono avvicinarsi. Una replica del collasso del 2008, peggiore perché gli ammortizzatori usati all’epoca – quantitative easing per le banche, aumento dei debiti pubblici (per le banche) – sono ormai esauriti. Qualcosa di enorme: basta pensare che l’euro è la seconda moneta di riserva mondiale, utilizzata da 60 paesi del pianeta; i contraccolpi della crisi dell’euro sarebbero mondiali.

Ma attenzione: nella strategia di lorsignori, “mai sprecare una bella crisi”. L’Europa loro l’hanno completata chiusa come gabbia di ferro così, approfittando delle crisi, a spese della popolazione sempre più misera. Adesso, si preparano al momento in cui la prossima crisi darà loro la prossima scusa economica e finanziaria per fare il desiderato “salto federale”: concentrazioni bancarie, mercato comune dei debiti pubblici, austerità ulteriore.

Bisogna convincere la Germania, che non vuole mettere in comune i debiti (né i vantaggi). Ma è un fatto che a fine marzo, la direttrice del Fondo Monetario Christine Lagarde ha esortato a “stabilire un sistema comune di garanzia dei depositi” e “un mercato europeo dei capitali unificati” per rinforzare il sistema bancario europeo. Questa unione bancaria limiterebbe gli effetti della prossima crisi economica – e non sarebbe impossibile immaginare che fra qualche mese la Lagarde sia messa al posto di Macron, in contemporanea con la salita in plancia di comandi in Italia di Mario Draghi: i banchieri diretti guidatori del “salto federale” degli Stati Uniti d’Europa per lorsignori e la loro sopravvivenza e potere totale. E repressione ancora più dura e spietata di ogni spinta dal basso, “sovranismo” che diventa criminale “fascismo”, e sopprimere ogni protesta ,ogni domanda sulla illegittimità fondamentale dell’euro, del debito, degli interessi sul debito manipolati totalmente dalla BCE e dell’impunità delle banche.

L’incontro Mattarella-Macron va inserito in questo progetto generale: approfittare del crack per saldare il loro potere e chiudere definitivamente la gabbia dei popoli. D’altra parte, nel 2017 Attalì aveva profetizzato: “Il prossimo presidente” (dopo Macron) “sarà una donna”.

In Francia è uscito un libro Crépuscule, opera di Juan Branco, consigliere giuridico di Julian Assange, che tratta delle reti che hanno messo al potere questo povero giovane inadatto all’Eliseo. “Non sono corrotti. Sono la corruzione”, scrive.

Fuori testo, ma non fuori tema, questa lucida analisi della “Sinistra Patriottica” – degna di essere ascoltata:

Fonte: Maurizio Blondet

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
Sergio Mattarella, Emmanuel Macron, Francia, Italia
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