16:25 20 Aprile 2019
Claudio Borghi

Claudio Borghi, Lega: “Non siamo un paese sovrano, è inquietante”

© Foto : Claudio Borghi, Facebook
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Claudio Borghi, presidente della Commissione Bilancio alla Camera, da sempre auspica un ritorno dell’Italia alla sovranità monetaria. Ecco la sua intervista a Testa o Croce.

È Claudio Borghi Aquilini, presidente della Commissione Bilancio della Camera, il quinto ospite di "Testa o Croce", il nuovo format di Money.it che mette a confronto visioni pro e contro Euro e Unione Europea.

Dal 2014 Borghi è il responsabile economico della Lega e da sempre è fautore di un ritorno alla sovranità monetaria. Con il Carroccio partito di governo però, la linea generale che anni fa paventava addirittura l'obiettivo di uscita dall'Ue si è decisamente smussata: ora il focus è incentrato su un tentativo di riforma dell'Unione, magari se l'esito delle prossime elezioni europee fosse di un certo tipo. Il nostro Paese, comunque, secondo Borghi, rimane fortemente limitato nella sua sovranità a causa dello strapotere della Bce.

La fregatura dell'Euro

"Mi sono accorto della fregatura dell'Euro nell'estate 2011, e da allora nel mio piccolo faccio informazione per far capire come l'esperimento della moneta unica non sia stato il migliore possibile. E se ne stanno accorgendo un po' tutti, anche i più diplomatici come il nostro presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Si è entrati nell'euro con entusiasmo, anche io all'epoca della sua introduzione non avevo alcun sospetto, a parte qualche leggera vocina contraria nella testa. I risultati sono stati purtroppo sotto gli occhi di tutti: disoccupazione, austerità, politiche sbagliate. Altre dinamiche sarebbero in teoria possibili, ma nella pratica gli assetti geopolitici attuali le impedirebbero. Sogno un'Europa dove ogni Paese fa quello che è in grado di fare e non sia obbligato a seguire il modello dominante del più bravo, dove se non riesci ti tocca soccombere. Il più forte non deve annichilire il più debole.

Auspico un ritorno a una flessibilità dei cambi. La maniera più indolore per smantellare l'Euro sarebbe quella di partire dall'alto, con un cambio di equilibri politici in Europa, in cui per esempio sia la Germania, stanca di qualche nuovo obbligo che annulli i gap attuali, a trainare il superamento dell'Ue. Altrimenti in tutti gli altri casi bisogna cercare la massima concordanza; lo smarcamento unilaterale è solo l'extrema ratio, solo se le condizioni imposte fossero così intollerabili. Piuttosto che farmi sparare, a quel punto rischio il tuffo nell'acqua gelata".

Draghi, la Bce e la sovranità limitata

"Draghi veniva da una storia di predecessori non proprio esaltanti, fare peggio era un po' difficile. Ha dato personalità a questo ruolo che inizialmente era abbastanza defilato. Tutta la politica economica dell'Ue si è mossa sulla base delle decisioni di Draghi. Da una parte ciò significa aver interpretato il proprio ruolo al meglio; d'altronde, chi meglio di lui conosce i mercati finanziari in modo così ottimale? Questo protagonismo ha però evidenziato allo stesso tempo dei problemi. Ha fatto capire a tanta parte della popolazione europea che il vero potere risiede nella Bce e che i governi nazionali di fatto hanno una sovranità molto limitata. Sullo stesso argomento si è espresso anche Marco Rizzo, PCI: guarda qui la sua intervista a Testa o Croce.

Tutto questo ha aperto gli occhi a molte persone, me compreso. Se capiamo che il vero potere è in mano alla Bce non si capisce come mai si debba votare per il Parlamento Europeo che non conta quasi niente. Come popolo dovremmo poter eleggere i rappresentanti in Bce valutando magari programmi di mandato differenti. E invece abbiamo una Bce con tutta una serie di dogmi assoluti che sembrano la tavola della legge, impossibili da modificare. Un'istituzione che si è inventata strumenti non convenzionali, facendoli artificiosamente rientrare nel mandato.

Proprio in questo modo si è introdotto il quantitative easing, rilevando 3.000 miliardi di titoli di Stato e interferendo quindi sullo spread: solo un gonzo potrebbe pensare che sia un tema pertinente all'inflazione, ambito in cui è chiamata a operare la Bce.

Scambiare un titolo di Stato con liquidità non ha niente a che fare infatti con l'inflazione. Si è fatto passare il quantitative easing come un mezzo per contrastare la deflazione per non far capire subito la sua estraneità con il mandato. Abbiamo quindi un potere assoluto, con un'economia europea in mano a una persona avulsa da qualsiasi processo di controllo popolare. La Bce ha il potere di rendere non sicuro il tuo debito e non sicure le tue banche. Non è poco. È come dare a uno sconosciuto la possibilità di premere il bottone per spegnere la corrente di tutto il Paese. Non siamo per niente un paese sovrano e la cosa è oggettivamente inquietante".

Manovra: compromesso all'italiana?

"La differenza rispetto al passato è stata sostanziale: prima il governo di turno si presentava a queste trattative con l'Ue assolutamente prono, supplicando di avere un centesimo in più che era il punto di partenza consentito. Noi abbiamo invece valutato se fosse il caso di cedere qualcosa pur di chiuderla lì. Sotto un determinato livello non saremmo mai andati, mentre prima non era così".

La Lega e il dietrofront sul No Euro

"Il cambiamento di strategia c'è stato dopo il voto in Francia. All'epoca eravamo un piccolo partito che stava crescendo di fonte al Front National che aveva invece possibilità di vincere con un programma No Euro in parte scritto anche da me. In quel momento bisognava prepararsi ad uno sviluppo immediato. Purtroppo è arrivato Macron, e allora si è capita la necessità di cambiare strategia, prendendola alla larga.L'esperimento è riuscito visto che siamo cresciuti e andati al governo, oggi abbiamo la possibilità di essere guida dell'Europa per sperare di poterla cambiare. Bisogna sempre iniziare a ragionale in termini coordinati. Abbiamo ammorbidito la posizione rispetto all'inizio non perché l'euro sia diventato più valido, ma solo perché bisogna mettere in azione delle politiche precise per ottenere dei risultati altrettanto concreti."

Di Claudio Borghi

Fonte: Money.it

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
elezioni, Economia, euro, Giuseppe Conte, Emmanuel Macron, Germania, UE, Italia, Francia
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