11:37 17 Dicembre 2018
Erdogan e Putin, il 19 novembre 2018

TurkStream, chi vince e chi perde

© REUTERS / Murad Sezer
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Il gasdotto ha un grande valore strategico: il Cremlino vuole prolungarlo fino all'Europa del Sud con l'intento di aumentare la dipendenza energetica dell'Unione europea dalla Russia. Alcuni paesi saranno più avvantaggiati dal completamento di questa infrastruttura strategica, mentre altri ne saranno penalizzati. Un'analisi.

Il 19 novembre 2018 il presidente russo, Vladimir Putin, e il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, si sono riuniti a Istanbul per la cerimonia del completamento del tratto sottomarino del gasdotto TurkStream. Il progetto è nato nel 2016, dopo la ‘morte' dell'analogo progetto South Stream, che aveva doppia capacità rispetto al TurkStream.

Anche se di dimensioni inferiori, il nuovo gasdotto sarà il più grande gasdotto nel Mar Nero. Con centocinquanta mila tubi uniti, una capacità di 31,5 miliardi di metri cubi all'anno, per oltre cinquant'anni porterà il metano russo in Turchia attraverso i fondali marini per 930 chilometri. Quella che è stata completata è la sezione offshore: manca poco per completare la linea terrestre. I lavori, iniziati nel 2017, hanno impiegato un anno e mezzo per posare i tubi. Il completamento è previsto per la fine del 2019; non si intravedono ostacoli per raggiungere la fase finale. La metà del gas verrà consumato in Turchia, l'altra metà dovrebbe arrivare in Europa; resta da chiarire attraverso quali canali.

Rotte alternative

In una recente intervista a un giornale serbo, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha dichiarato: "Attualmente sono in fase di esplorazione diverse possibilità per prolungare il gasdotto attraverso il territorio europeo, compresa la rotta che passa in Bulgaria, in Serbia, in Ungheria con accesso al centro di distribuzione del gas a Baumgarten in Austria".

Nel ricordare, però, il naufragato progetto South Stream, il ministro russo ha aggiunto: "Saremo pronti a procedere solo dopo aver ricevuto solide garanzie positive dalle strutture competenti dell'Unione europea". Esiste anche un'altra strada, accennata dallo stesso Putin durante l'incontro con il premier italiano Giuseppe Conte: quella del Sud, che passa attraverso la Grecia per arrivare in Italia.

L'incontro tra Giuseppe Conte e Vladimir Putin
© Sputnik . Sergey Guneev

"I progetti di questo tipo, e questo in particolare, hanno un carattere puramente costruttivo e non si scontrano con gli interessi di nessuno. Essi mirano a sviluppare il rapporto tra gli Stati, a creare le condizioni sostenibili per lo sviluppo dell'economia e per la crescita del benessere dei nostri cittadini", ha detto Putin.

"Non costruiamo mai relazioni in base all'opinione dei paesi terzi", ha sottolineato Erdogan, "e non subiamo le pressioni degli altri". Putin ha risposto: "L'attuazione di questo tipo di progetti è un esempio positivo della capacità di proteggere i vostri interessi nazionali". Il TurkStream, ha aggiunto, "corrisponde pienamente agli interessi dell'economia turca".

Proviamo a fare un primo bilancio di questo progetto, spiegando quali sono i paesi che ne risultano più avvantaggiati e quali, invece, ne saranno penalizzati.

Turchia

Per Ankara è sempre vantaggioso avere dei gasdotti che attraversano il suo territorio per dirigersi verso l'Europa. I motivi sono sia economici che geopolitici. Prima di tutto, la Turchia è fortemente dipendente dal gas russo, garantendosi i rifornimenti attraverso il gasdotto Blue Stream (16 miliardi di mc all'anno) e, presto, anche del TurkStream. C'è da dire che la Turchia è in grado di comprare il gas al miglior prezzo sul mercato. Il transito verso l'Europa fa incassare ad Ankara anche nuovi introiti. Soprattutto, con i nuovi gasdotti, la Turchia è destinato a diventare un hub energetico: una porta verso l'Europa. Fino a qualche anno fa, il paese puntava all'ingresso in Unione Europea, poi le sue ambizioni si sono ridimensionate. Ma oggi, in possesso delle chiavi di accesso al gasdotto, Ankara, se vuole, potrà negoziare condizioni migliori nel mercato.

Bulgaria

La Bulgaria è stata ‘colpevole' del fallimento del South Stream; nel 2014, quando la nave che doveva posare i tubi era già pronta in mare, le autorità negarono i permessi. Oggi, Sofia chiede di usufruire del gasdotto in costruzione, e punta a essere territorio di passaggio del gasdotto, dalla Turchia verso altri paesi, come Serbia e Ungheria, o ad avere una bretella per i consumi interni.

Serbia e Ungheria

Belgrado e Budapest erano tra i promotori del South Stream (che avrebbe portato il gas russo direttamente in Ue approdando in Bulgaria), dalla cui cancellazione sono rimasti penalizzati. Anche Belgrado e Budapest cercano nella pipeline una cinghia di trasmissione che rafforzi i consumi interni di gas o puntano a diventare, come la Bulgaria, paese di transito.

Italia

L'Italia potrebbe trarre vantaggio dall'eventuale prolungamento del TurkStream e dall'apertura della rotta meridionale, arrivando direttamente nel Sud del paese. Ma anche con l'altra rotta di approvvigionamento che passerà attraverso Bulgaria, Serbia, Ungheria, il gas arriverebbe a Baumgarten, diramandosi verso l'Italia.

Ucraina

Con l'apertura del TurkStream, il rischio per Kiev è di vedere ridotto il suo peso geopolitico ed economico nei confronti dell'Ue.

Kiev rischia di perdere la sua influenza con l'apertura del TurkStream e dell'altro gasdotto in costruzione, il Nord Stream 2. Attualmente, quasi 100 miliardi di mc viaggiano dalla Russia verso l'Europa passando per il territorio ucraino. Con i nuovi gasdotti, invece, l'importanza dell'Ucraina come paese di transito tenderà ad azzerarsi. Il rischio per Kiev è di vedere ridotti il suo peso geopolitico ed economico nei confronti dell'Ue, nonché la sua forza negoziale con la Russia.

Russia

Mosca consoliderà il mercato europeo, potendo contare su due rotte sicure: quella del sud verso la Turchia e quella del Nord verso la Germania. La Russia, inoltre, una volta completati i lavori di costruzione del gasdotto, potrà bypassare l'Ucraina come paese di transito, anche per motivi economici. L'AD di Gazprom, Alexey Miller, ha detto che le nuove vie verso l'Europa sono molto più economiche di quelle vecchie che passano per l'Ucraina. Non dobbiamo inoltre dimenticare che, se il completamento dei gasdotti incontrasse ostacoli di varia natura (ad esempio sanzioni o altre restrizioni di questo genere), nel frattempo la costruzione del gasdotto verso la Cina continuerebbe a procedere a pieno ritmo. Ci sono altri compratori oltre agli europei.

Europa

L'Europa, in generale, trarrà dei vantaggi dall'aumento delle rotte del gas (come del resto anche la Russia). Nei periodi caratterizzati da un forte aumento dei consumi, come gli inverni particolarmente freddi, più rotte garantiscono più possibilità di approvvigionamento.

Stati Uniti

Gli Usa cercano di ostacolare i nuovi progetti russi verso l'Europa per motivi geopolitici: il Vecchio Continente è troppo dipendente da Mosca. E' vero: la percentuale del gas russo è in crescita a fronte del calo della produzione e dei conflitti in corso nelle regioni da cui provengono altre fonti di approvvigionamento. Non possiamo, però, trascurare l'esistenza di interessi commerciali: Washington punta a vendere l'LNG in Europa, dove il prezzo del gas naturale è attualmente aumentato del 20-30 percento. Gli Stati Uniti hanno perso l'influenza su Ankara, quindi non hanno potuto impedire la costruzione di TurkStream. Ma stanno cercando di rallentare o cancellare l'estensione del gasdotto verso Europa e puntando sul Nord Stream 2. Proprio nel giorno della celebrazione del completamento del tratto sottomarino della pipeline, il premier polacco Mateusz Morawiecki ha detto che non appena il raddoppio del Nord Stream sarà completato, la Russia attaccherà l'Ucraina.

La Polonia è il maggior sostenitore degli interessi americani in Europa, e non ha grande feeling con la Russia. Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha definito "infelice" la frase di premier polacco evocando il "tentativo di politicizzare il progetto". Per il portavoce del capo del Cremlino, le esternazioni di Morawiecki sono la manifestazione di concorrenza sleale e riflettono l'intento di "costringere gli europei ad acquistare il gas americano costoso che non è redditizio".

di Evgeny Utkin

Fonte: About Energy

L'opinione dell'autore puo' non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Turkish Stream, Nord Stream, Gazprom, Vladimir Putin, Recep Erdogan, USA, Ucraina, Italia, Serbia, Ungheria, Bulgaria, Russia, Turchia
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