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    Carri armati USA Abrams dell'esercito dell'Iraq

    Ne hanno già uccisi milioni

    © AP Photo / Khalid Mohammed
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    “Quanti milioni di persone sono state uccise nelle guerre sferrate dagli Stati Uniti dopo l’11 settembre?”

    E' la domanda a cui cerca di rispondere da anni Nicolas JS Davies, un giornalista americano con un gruppo di collaboratori volontari. Pubblica articoli e libri che sono poco giornalistici, perché cercano di valutare attraverso le varie fonti quanti sono i morti ammazzati da Usa e Gran Bretagna. Sono articoli e libri faticosi da leggere. Davies cerca di essere preciso e documentato, perché, scrive "rendersi conto della vera scala dei crimini commessi resta un dovere pressante, da un punto di vista morale, politico e giuridico".

    Dunque è in vista di un processo internazionale che occorre la triste precisione dei morti, con l'indicazione delle fonti e la loro valutazione critica.

    Perché "è importante sapere se le nostre guerre uccidono milioni di persone, o soltanto 10 mila, come dai sondaggi, crede la gente nel Regno Unito e negli USA".

    "La maggior parte degli americani direbbero che importa sapere se la parte della Germania nella seconda guerra mondiale ha causato milioni di morti o solo 10 mila. Preferire il secondo termine è un delitto penale in Germania e in altri paesi".

    Il libro Blood on our hands da Nicolas J.S. Davies
    Il libro "Blood on our hands" da Nicolas J.S. Davies

    Per il solo Iraq, Davies valuta il numero di civili — non soldati combattenti né insorti in armi — ma civili uccisi, nei 15 anni dal 2003 al 2017, ammonta a 2 milioni e 440 mila, di cui forse il 40 per cento sotto i 15 anni. Le fredde cifre non riescono a dire gli orrori che hanno sparso le truppe occidentali, i bambini nati mostruosi per l'uranio impoverito, quelli mai disseppelliti dalle macerie a cui sono state ridotte città intere, i 1600 corpi mutilati che nel solo mese di ottobre 2006 riempirono l'obitorio di Baghdad, per gli squadroni della morte sunniti contro gli sciiti, e la vendetta di questi — una violenza settaria deliberatamente eccitata secondo il Piano Kivunim. Le fredde cifre non possono dire quello che ciascuno di quei 2 milioni e 400 mila civili ha provato di spavento, orrore e sofferenza di morte.

    Davies ripubblica un'immagine che in qualche modo li riassume tutti.

    E' Samar Hassan, di 5 anni, che urla disperata perché papà e mamma sono stati appena uccisi mitragliati da soldati americani; con la loro vecchia auto si erano avvicinati ad un posto di blocco, era il crepuscolo del 18 gennaio 2005. La bambina ha nelle mani e sul volto il sangue ancor fresco dei genitori massacrati e di uno dei cinque fratellini, ferito. Gli assassini appartenevano al primo battaglione, 5 ° corpo di combattimento della Brigata Stryker della 25° divisione di fanteria di Ft. Lewis, Washington.

    Pubblico questo perché dalle espressioni di soddisfazione dei capi sionisti, si capisce gli Macron, la lobby e l'Arabia Saudita hanno convinto Trump a mantenere le truppe in Siria del Nord, quindi a continuare la guerra per gli anni a venire.

    Nella conferenza stampa a Washington se ne è vantato.

    "Dovremo costruire la nuova Siria ecco perché la tenuta americana è importante. Il giorno in cui finiremo questa guerra contro lo Stato Islamico [sic] se noi partiamo definitivamente e totalmente, lasceremmo la parola al regime iraniano, a Bashar Assad e i suoi uomini, ed essi prepareranno la nuova guerra. Alimenteranno i nuovi terroristi".

    Quanto ad Avigdor Lieberman, il ministro della guerra israeliano, parlando ad un media saudita:

    "Questi sono gli ultimi giorni del regime dell'Iran. Se l'Iran attacca Tel Aviv [e perché dovrebbe attaccare Tel Aviv? Si prepara un false flag? Israele colpirà Teheran e ogni postazione militare in Siria".

    Poiché tutte le guerre scatenate dagli Stati Uniti dopo l'11 Settembre sono state guerre per Israele, ad Israele non basta ancora.

    Fonte: www.maurizioblondet.it

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Crisi in Siria, Conflitto, Guerra, uccisione, omicidi, Violenza, ISIS, Trump, Iran, Arabia Saudita, Israele, Washington, Gran Bretagna, Siria, Iraq, USA
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