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    Václav Klaus

    Ex presidente ceco: “l’Europa è indebolita dall’utopia della sinistra”

    © Sputnik . Dmitri Astahov
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    L’Europa “onnicomprensiva” (all Inclusive) indebolita dagli esponenti della sinistra che promuovono le migrazioni di massa – le parole dell'ex presidente ceco.

    L'Europa è stata indebolita da una "utopia della sinistra mondialista" che promuove l'idea delle migrazioni di massa e cerca di trasformare gli europei in "clienti dipendenti", ha scritto l'ex presidente ceco Vaclav Klaus nel suo nuovo libro euroscettico.

    L'afflusso di migranti "è paragonabile alle invasioni" barbariche "del mondo antico che hanno causato una regressione su larga scala nello sviluppo dell'Europa, che ci sono voluti diversi secoli per superare", Klaus, che è stato presidente della Repubblica Ceca dal 2003 fino 2013, ha scritto in una introduzione al suo libro "Europe All Inclusive", pubblicato all'inizio di marzo.

    Alcuni dei principali responsabili della crisi europea non sono altri che i partiti di sinistra, secondo Klaus. "L'Europa è indebolita dall'utopia della sinistra che cerca di trasformare un continente che un tempo era orgoglioso del suo passato in uno stato inefficiente di solidarismo, trasformando i suoi abitanti dai cittadini in clienti dipendenti", ha affermato l'ex alto funzionario.

    Secondo l'ex presidente ceco, il continente europeo e soprattutto la sua parte "integrata" è "crivellato di ipocrisia", di "pseudoumanesimo" e "in definitiva suicida, per effetto delle ideologie del multiculturalismo". Queste ideologie "promuovono la nozione che la migrazione per un essere umano sia giusto, e che il diritto di migrare porti a ulteriori diritti e diritti, compresi i sussidi per i migranti per il benessere sociale", ha affermato.

    Klaus ha denunciato "le attuali élite europee" che difendono e diffondono irresponsabilmente tali ideologie. "Le conseguenze di tali attività non sono ancora pienamente comprese e riguardano direttamente loro o le loro famiglie. I loro leader probabilmente pensano che il disastro non accadrà mai perché la loro era non sarà seguita da infami inondazioni bibliche", ha concluso l'eminente euroscettico.

    Eppure questa ondata migratoria è "ancora lontana dal raggiungere il suo picco", prevede il 76enne, le cui opinioni euroscettiche sono state articolate in numerosi articoli e discorsi. Insiste sul fatto che l'attuale crisi migratoria è un fenomeno grave e "fortemente sottovalutato".

    Rispondendo ad una domanda, Klaus ha dichiarato: "La migrazione di massa non è chiaramente un processo spontaneo. È qualcosa che è organizzato dalle élite politiche dell'Unione europea. Chi ha letto il mio libro "Migration of Peoples" (non ancora tradotto in inglese), probabilmente avrà capito che sottolineo una distinzione tra migrazione di massa e migrazione individuale. La migrazione di massa crea conflitti culturali, sociali e politici, shock e tensioni. Mina la struttura della società che si è sviluppata gradualmente nel corso dei secoli, forse anche di millenni".

    La migrazione di massa è un fenomeno completamente diverso rispetto a quella individuale. La natura socievole della migrazione di massa rende il processo decisionale molto meno importante di quanto non lo sia durante la migrazione individuale. La migrazione di massa ha anche l'effetto di cambiare gli obiettivi dei migranti. L'obiettivo non è più quello di essere assimilato nel nuovo mondo, ma quello di rafforzare il proprio vecchio modo di vivere nel nuovo contesto d'arrivo.

    Ciò che è nuovo con la migrazione di massa, è la volontà dei migranti di beneficiare solo dei vantaggi a loro disposizione. Anche al lavoro spesso è la volontà di estendere la propria identità culturale al paese ospitante e di trasformare questo gradualmente secondo la propria tradizione. Tale trasformazione non è l'intenzione principale di ogni migrante. Ma questa intenzione incoraggia gli attivisti politici o religiosi.

    La migrazione di massa a cui stiamo assistendo oggi in Europa non coinvolge l'individuo, ma la folla, il collettivo, il gruppo. La misericordia verso la sofferenza individuale del migrante ha senso solo con la migrazione individuale. La folla, il comportamento di massa non merita la stessa considerazione. Tuttavia, dovrei ricordare che non sto combattendo i migranti. Sto combattendo le élite politiche europee, a cominciare da Jean-Claude Juncker e Angela Merkel. Quelli sono i miei avversari, i miei nemici.

    I partiti politici di sinistra in tutta Europa hanno recentemente subito numerose sconfitte schiaccianti alle elezioni. Le prospettive euroscettiche, anti-immigrazione e anti-establishment sembrano essere sempre più attraenti per il pubblico rispetto ai punti di vista di sinistra.

    La scena politica italiana è stata l'ultima a vedere gli elettori abbandonare il centro-sinistra di governo e rafforzare le forze anti-establishment. Esperti politici ritenevano che la scossa fosse radicata nella questione della migrazione.

    Klaus ha dichiarato che lui restituirebbe la sovranità con la difesa dello Stato nazionale. "Credo davvero nello Stato nazione, quindi sono così critico nei confronti delle ambizioni continentali di molti funzionari europei. Non credo nell'Unione europea o nell'integrazione europea. Questo è per me il punto di partenza", ha detto Klaus.

    "Per me, lo Stato nazione è l'unico modo possibile per avere democrazia. La democrazia semplicemente non può esistere ad un livello più alto, come nei continenti, per non parlare della democrazia globale nel mondo. Quindi, il mio punto di partenza è lo stato nazione, la difesa dello stato nazione per combattere l'integrazione continentale", ha concluso l'ex presidente ceco.

    Nota: Non si può dire che Vaclav Klaus non abbia le idee chiare, lui ha compreso bene l'essenza di quello che sta accadendo in Europa al contrario di molti dei politici e premiers della UE che hanno acclamato all'idea della società aperta e multiculturale, mentre alcuni di loro intascano i finanziamenti di George Soros alle loro organizzazioni politiche. Questo spiega gli slogan di "Più Europa" che alcuni politici utilizzano nelle loro campagna di propaganda.

    Fonte: VDare.com / Controinformazione.info

    Traduzione e sintesi: Luciano Lago

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tags:
    relazioni internazionali, Repubblica Ceca, UE, USA, Russia
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