21:55 18 Agosto 2018
Una manifestazione per appoggiare il presidente di Venezuela Nicolas Maduro in Messico.

Gli USA si preparano a bloccare l’export di petrolio del Venezuela

© REUTERS / Ginnette Riquelme
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Segue parte dell’Intervista con il sociologo statunitende James Petras che analizza la realtà della attuale politica degli Stati uniti, in esclusiva per la radio spagnola CX36 Radio Centenario.

Il segretario di Stato USA, Rex Tillerson, sta effettuando un giro per la regione latinoamericana. E' stato in Argentina, se ne va adesso in Messico, poi in Perù, in Colombia e Giamaica. Quale è secondo lei l'obiettivo di questo giro?

James Petras (JP). Sono molti gli obiettivi. In primis l'aggressione contro il Venezuela. Tillerson vuole che l'Argentina, la Colombia, il Messico e il Perù — i quattro vassalli di Washington — operino coincidendo nel boicottaggio e nelle sanzioni contro il Venezuela. In secondo luogo, Tillerson si trova preoccupato perchè la Cina sta guadagnando molto spazio politico e economico in America Latina. E il terzo punto è che Tillerson si vuole concentrare in America Latina per compensare la perdita di influenza che Washington sta subendo nel Medio Oriente ed in Asia.

Dopo abbiamo la preoccupazione di Tillerson che gli accordi commerciali multinazionali non stanno funzionando e lui cerca di creare un nuovo tipo di alleanze dominate dagli USA in America Latina. Sarebbe una forma di integrazione panamericana, in stile coloniale e per la prima volta dispone di una collezione di leaders come Macri, Santos, Kuczynski o Peña; che sono però leaders di governi molto disprezzati.

Abbiamo il caso dell'Argentina che ha già smesso di essere un governo democratico liberale, Macri comanda per mezzo di decreti, è si trova in stato d'assedio ed utilizza soltanto le autorità ed i poteri della sua posizone per comandare. Il Congresso e gli altri poteri non hanno alcuna forza per contrastare il poteri assoluti dell'esecutivo di Macrì. In Colombia accade che nel solo anno trascorso ci sono stati oltre cento difensori dei diritti umani assassinati; in Messico l'anno scorso i narcos collegati con la Polizia messicana, con i militari e con la Presidenza hanno ucciso trentamila persone; abbiamo il Perù dove il presidente Kuczynski si trova implicato in una serie di truffe milionarie. Che altro? Sono politici totalemte consegnati all'imperialismo per difendere le loro posizioni di potere.

HS: Ci sarà da aspettarsi un qualche tipo di iniziativa commerciale? Questo perchè per contendere lo spazio che sta guadagnando la Cina nella regione, uno pensa che gli USA debbano offrire qualche cosa d'altro a questi paesi.

JP: Naturalmente qualche cosa vanno a architettare, una qualche proposta di trattato di commercio, peggiore però di quelli esistenti perchè gli USA sono concorrenti dell'Argentina nella vendita di grano e di carne; nel caso della Colombia neppure c'è molto da dire sulle basi commerciali, forse qualche cosa sul caffè o prodotti agricoli; con il Messico Trump sta mettendo in questione le relazioni commerciali e vuole camnbiarle, pregiudicando l'economia messicana; con il Perù l'unica cosa che interessa agli USA è lo sfruttamento delle miniere. Peggio delle influenze sul commercio, quello che Washington sta cercando è consolidare la sua influenza politica e andrà ad offrire ai governanti sudamericani l'appoggio USA a condizione che loro seguano imponendo l'ordine capitalista e repressivo.

Allora quello che vanno a guadagnare questi paesi sarà maggiore appoggio politico e minori esportazioni verso la Cina; quello che è un cattivo affare e presto i grandi imprenditori agrominerari si andranno a lamentare di Macrì perchè quello che si sacrifica per Washington non vale la pena per ottenere un appoggio repressivo e costoso.

HS: Molto bene sul finale, altri temi che voglia condividere con la celebrazione del centenario.

JP: Bene, possiamo parlare di due cose, una più importante dell'altra.

La grande contesa tra il presidente Trump e la polizia (FBI) e il Dipartimento di Giustizia, è molto grave perchè le due parti sono coinvolte in una guerra costante. La Polizia Federale sta da sempre implicata nella politica, interviene sempre, come da anni ricordiamo le inchieste che abbiamo visto con i movimenti a favore di Martin Luther King, ricordo le indagini che si fecero sul movimento contro la guerra nel Vietnam, ecc..; la Polizia Federale è sempre stata politicizzata ma diretta verso la sinistra, tuttavia adesso la stessa Polizia Federale si trova coinvolta nel cercare di pregiudicare Trump, un ultra di destra che però si trova in contrasto con i poteri di Wall Street che preferiscono un altro tipo di presidente che possa predisporre più possibilità di affari. Dall'altra parte si trova Trump che non vuole essere rovesciato dalla Polizia Federale che sta operando clandestinamente per pregiudicarlo.

Questo è un fatto curioso perchè lavano i panni sporchi in pubblico ma i media sono pieni tutti i giorni di questa contesa profonda e grave perchè si tratta dell'Istituzione della Polizia federale degli USA contro il presidente il quale a sua volta sta utilizzando tutti i mezzi presidenziali legali e illegali. Allora è una contesa molto rara dove la Polizia Federale repressiva si trova contro un Presidente conservatore ed era un presidente conservatore che utilizzava questa Polizia federale per reprimere la sinistra. (…..)

Da ultimo dobbiamo annotare che Washington sta pianificando un blocco economico del petrolio venezolano per aumentare le sofferenze del popolo venezuelano per predisporre una invasione o un golpe in Venezuela. E iniziando la lista dei complici si trova il signor Macrì, l'assassino degli oppositori in Argentina è il socio maggiore di Tillerson a questi effetti. Parla della "sofferenza del Venezuela ma il boicottaggio ed il blocco contro il Venezuela ha come meta aumentare la sofferenza. Sono lacrime di coccodrillo per il popolo venezuelano che non vanno ad aiutare a partite dalla maggiore repressione sulla circolazione della merce petrolifera venezolana negli USA.

Fonte: www.controinformazione.info

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Cooperazione economica, Cooperazione, Petrolio, geopolitica, Rex Tillerson, Mauricio Macri, Pedro Kuczynski, Perù, Argentina, Messico, Colombia, America Latina, Venezuela, USA
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