05:09 04 Agosto 2020
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Lo scontro diplomatico tra Egitto e Sudan sta registrando un escalation importante negli ultimi giorni.

Come riporta Foreign Policy, giovedì scorso il Sudan ha ufficialmente diramato una nota in cui parla di "minacce al confine orientale da parte delle truppe egiziane ed eritree", mentre Il Cairo ha schierato i propri militari nel territorio conteso tra i due paesi, nel triangolo di Halayeb. In tutta risposta il Sudan ha ritirato il suo ambasciatore in Egitto e si è rivolto all'Onu per chiedere a Il Cairo di abbandonare l'area contesta dal 1958. È l'ultimo capitolo di una crisi aggravatasi la scorsa estate.

La diga sul Nilo che minaccia Il Cairo

Tra le principali cause di queste tensioni diplomatiche c'è la costruzione dell'imponente diga sul Nilo, in territorio etiope, supportata dal Sudan e fortemente osteggiata dall'Egitto e dal presidente Al-Sisi. Come spiega l'Agi, a costruirla è la multinazionale italiana Salini Impregilo. Lunga 1,8 chilometri e alta 155 metri, è la più grande struttura di questo genere in Africa, e sosterrà quella che sarà la maggiore centrale idroelettrica del continente nero con 6.000 megawatt. Le frizioni hanno portato al congelamento dei colloqui tra Egitto, Sudan ed Etiopia su come gestire l'impatto della diga, mentre l'opera è completa al 60% e il tempo comincia a stringere e l'accordo manca. 

La costruzione della "Grande diga del rinascimento etiope", spiega Fp, è un vecchio pallino di Addis Ababa: ma è soltanto nel 2011, all'indomani della "Primavera Araba" e dei sconvolgimenti interni che hanno coinvolto anche l'Egitto, che l'Etiopia ha deciso in maniera unilaterale di avviare la realizzazione del più grande progetto idroelettrico di tutto il continente africano.

Cresce la tensione tra Sudan d'Egitto

"Le tensioni sono significative, reali e superiori al passato", afferma Steven Cook, esperto del Nord Africa e del Medio Oriente presso il Council on Foreign Relations. "Occorre un'azione immediata congiunta, perché il 2019 sarà un anno critico", osserva inoltre Ana Cascão, esperta di idropolitica del Nilo. Per l'Egitto, infatti, come ha dichiarato il presidente Al-Sisi, la diga rappresenta "una questione di vita o di morte". A seconda della velocità con con cui l'Etiopia riempirà la diga, i flussi a valle verso l'Egitto potrebbero essere limitati — una minaccia potenzialmente fatale per un paese dipendente dall'agricoltura e che sta già affrontando gravi carenze idriche. Uno scenario da incubo che Il Cairo vuole scongiurare. 

Le ambizioni di Ankara sul Mar Rosso

Lo scorso dicembre la Turchia ha concretizzato le proprie ambizioni nei confronti del Mar Rosso stipulando un accordo di affitto l'isola di Suakin, nel Nord-Est del Sudan. Ciò ha fatto infuriare l'Egitto e Riyad. "Credo che l'accordo sia destinato a spianare la strada a una presenza militare turca nell'isola, che è una minaccia per la sicurezza nazionale egiziana", ha dichiarato all'agenzia di stampa cinese Xinhua Ayman Shabana, vicedirettore dell'African Research Institute dell'Università del Cairo. Come riferisce askanews, secondo lo studioso, i progetti di sviluppo annunciati da Ankara celerebbero le reali intenzioni della Turchia, ossia stabilire la propria presenza a Sud dell'Egitto, di fronte all'Arabia Saudita. Un ulteriore elemento di frizione tra Sudan ed Egitto, sempre più ai ferri corti.

di Roberto Vivaldelli

Fonte: occhidellaguerra.it

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Nilo, Sudan, Egitto, Etiopia
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