12:43 22 Settembre 2018
Hezbollah in Jaroud Aarsal

Obiettivo Libano

© Sputnik . Zahraa El-Amir
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USA, Arabia Saudita e Israele puntano sul Libano per rifarsi della sconfitta subita dai loro mercenari in Siria.

Tutti gli analisti e gli osservatori indipendenti hanno dovuto prendere atto che, la vittoria ottenuta in Siria dalle forze dell'asse della resistenza, costituito da Siria e dai suoi alleati (Hezbollah e forze iraniane), ha rappresentato un evento di grande impatto per tutta la regione del Medio Oriente, una avvenimento finalmente positivo ed un balsamo per le popolazioni della Siria, dell' Iraq e dell'intera regione, una speranza anche per le popolazioni della Palestina e dello Yemen.

La sconfitta dei gruppi mercenari takfiri armati da USA ed Arabia Saudita è indubbiamente un grande progresso ma anche un segnale di allerta per quei paesi che hanno patrocinato il terrorismo nella regione ed in particolare per gli USA, per l'Arabia Saudita ed i loro alleati che hanno visto fallire i loro piani. Questa vittoria costituisce un avvertimento, nel senso che le forze della resistenza non faranno passare senza reagire le possibili nuove operazioni di sovversione e di destabilzzazione che già si preparano e stiamo parlando di una regione, il Medio Oriente, che è stata destabilizzata in funzione degli interessi strategici, egemonici, economici da parte degli USA, di Israele e dei loro alleati nella zona, sulla base di un preciso piano elaborato dagli strateghi di Washington e di Tel Aviv (il piano di balcanizzazione del Medio Oriente).

Con l'ultima vittoria ottenuta in Siria su Abu Kamal, con l'annientamente dell'ultima sacca dei terroristi dell'ISIS, grazie anche all'appoggio decisivo delle forze aeree russe, senza alcun dubbio si è realizzato un fortissimo successo ed una grande avanzata non soltanto nell'eliminazione del gruppo terrorista ma anche nel consolidamento dell'asse della resistenza (a cui si sono aggiunte le forze sciite irachene) che ha svolto un ruolo trascendentale nella difesa della Siria e che si è imposto come un elemento politico e militare che deve essere tenuto in conto.

Qualunque scenario futuro in Medio Oriente non potrà non considerare questa stretta alleanza costituitasi tra la Siria di Bashar al Assad, il movimento Hezbollah, l'Iran ed i combattenti delle milizie sciite irachene di "Hashd al-Shaabi" che hanno affiancato l'esercito di Baghdad e di Damasco nella guerra al Califfato.

La sconfitta del Daesh (ISIS) segnerà la storia della regione e nonostante questo, le potenze che hanno visto sconfitti i loro mercenari stanno già cercando di screditare l'asse della Resistenza con accuse false di terrorismo, di minaccia alla stabilità ed alla sicurezza di Israele e dei paesi vicini.

Proteste in Palestina contro Trump e Israele
© AFP 2018 / MOHAMMED ABED
Le accuse di terorrismo non debbono meravigliare visto che Washington ed i suoi alleati (G.B., Francia, Arabia Saudita, Israele) si affannano rabbiosamente ad attribuire i peggiori epiteti contro coloro che hanno combattuto e sconfitto i loro mercenari e vanificato i miliardi di dollari spesi in armi ed addestramento per le loro finalità geopolitiche. Washington e Rijad non possono perdonare coloro che si sono impegnati a combattere quei gruppi terroristi che sono stati armati e lautamente finanziati ed organizzati dall'occidente e suoi alleati nella zona, mandando in pezzi il sogno di dominazione e di rovesciamento di governi ritenuti ostili ai loro interessi.

Le forze dell'Asse della resistenza rappresentano oggi una muraglia solida, un argine che non è possibile scalzare facilmente ed è quindi normale che si cerca di screditarle accusando di terrorismo, quando effettivamente coloro che hanno organizzato e finanziato il terrorismo sono precisamente questi paesi, questi governi di Washington di Londra e di Rijad e di Tel Aviv con la loro aggressione contro la Siria, contro lo Yemen (vedi i rapporti dell'ONU) e queste accuse sono parte dell'ipocrisia e del doppio standard di questi paesi che cercano di sviare l'attenzione dalle loro responsabilità. Vedi: UN Report: Saudi Coalition Responsible For Mass Child Deaths In Yemen(Trapelato rapporto ONU: coalizione saudita e omicidi di massa )

In questo contesto si puo considerare la recente mossa saudita di far dimettere il premier Harirri a Rijad per fare pressioni su Beirut e screditare Hezbollah, accusare l'Iran, e da questa mossa, non a caso decisa dopo l'incontro svoltosi tra il principe saudita e il genero ultrasionista di Trump, Jared Kushner, si è intuito che esiste una organizzazione ed un complotto da parte dell'imperialismo, sionismo e wahabismo, la stessa triade che ha destabilizzato il Medio Oriente e il Nord Africa (Libia).

Senza dubbio qualificare gli altri di terrorismo è come se i governi di Washington, Rijad e Londra si guardassero allo specchio perchè i veri responsabili del terrorismo sono precisamente loro e le armi trovate nei magazzini dell'ISIS, tutte di fabbricazione USA e NATO, sono lì a dimostrarlo.

Queste potenze non si rassegnano alla sconfitta, piuttosto elaborano piani per mandare avanti le loro cospirazioni che cercano ancora di destabilizzare e che puntano adesso sul Libano, considerato l'anello debole della resistenza, quello più facile da aggredire. Non a caso da ultimo, le autorità di Tel Aviv hanno minacciato di far tornare il Libano all'età della pietra come punizione per aver dato appoggio ad Hezbollah ed alla lotta della Siria.

Recep Tayyip Erdogan
© Sputnik . Michael Klimentyev
Facile immaginare che queste potenze, USA, Arabia Saudita ed Israele, utilizzeranno altre risorse per riprendersi il controllo della regione, come hanno cercato di fare nel Kurdistan per dividere e indebolire l'Iraq, allineato con la Siria ed Hezbollah, così cercheranno di farlo in altre zone dove hanno il placet di governi fantoccio, come ad esempio in Giordania.

Come ha recentemente dichiarato il leader di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, "la sconfitta del Daesh e dei gruppi terroristi takfiri in M.O. non può lasciare tranquillo l'asse della resistenza, le forze della resistenza devono mantenersi allerta e devono seguire combattendo e devono appoggiare il popolo del Libano, il popolo palestinese, quello dello Yemen, della Siria e certo non possono rimanere con le braccia conserte nè possono aspettare che il nemico si riorganizzi, al contrario bisogna seguitare a combattere perchè il nemico è poderoso e dispone di armi e di grandi risorse finanziarie, di appoggio politico e diplomatico, bisogna ancora combattere perchè la causa è giusta e perchè gli interessi sono giusti e queste società appoggiate dall'asse della resistenza non devono essere abbandonate".

Fontewww.controinformazione.info

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Tags:
lotta contro il terrorismo, terrorismo, ISIS, Hezbollah, Israele, USA, Siria, Medio Oriente, Arabia Saudita, Giordania, Libano
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