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    Crimea, storia e futuro di un paese segnato dal mare

    © Sputnik. Konstantin Chalabov
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    Una striscia di terra sottile circondata dai due mari, il mar Nero e il mar d’Azov, ha deciso da sempre il suo destino. Unico legame con l’Ucraina da cui si è staccata nel 2014 con un referendum che la comunità internazionale non ha riconosciuto.

    L'istmo di Perekom collega la Penisola di Crimea con l'Ucraina, mentre lo Stretto di Kerch, un braccio di mare di Azov poco percorribile, la separa per poche decine di km dalla "madrepatria" Russia. Come annunciato da Vladimir Putin, proprio a ridosso dello stretto sorgerà tra meno di due anni un ponte costruito dai russi per collegare la penisola di Crimea alla terra russa, a cui sente di appartenere. E per cui la federazione sta impiegando risorse immani per avvicinare sempre di più la repubblica autonoma da tre anni tornata a casa.

    D'altronde la Crimea, come tutte le penisole, vede la sua esistenza condizionata dal mare che la circonda. E dalla sottile striscia di terra che sembra essere stata creata dalla natura per tenerla sospesa e in bilico dalla terra ferma.

    L'istmo di Perekom, con le sue baie, è l'unico legame geografico con l'Ucraina a cui è appartenuta, con lo Status di Repubblica Autonoma, dal crollo dell'Urss fino a tre anni fa.

    Dalla parte orientale della Crimea, il mar d'Azov è sempre stato considerato un mare russo, interno all'immenso Impero Russo, prima, e Sovietico, dopo. Fin quando esisteva l'Urss la Crimea poteva passare da Mosca all'Ucraina, ma nella sostanza non cambiava nulla e sempre di Unione Sovietica si trattava. Le cose chiaramente cambiarono quando l'Urss crollò e la Crimea diventò Ucraina. Il mar di Azov cessò di essere un mare interno e grossi problemi sorsero soprattutto per l'altro mare che circonda la Crimea, quello grazie a cui, con la conquista della penisola, la Russia era riuscita a dominare il mar Nero.

    François Fillon
    © Sputnik. Irina Kalachnikova
    Una Russia che dalla Crimea in realtà non è mai andata via davvero poiché l'imponente flotta del mar Nero è stanziata a Sebastopoli e vi sarebbe rimasta fino al 2042 anche senza referendum, a fianco però delle navi da guerra ucraine (che oggi, dopo il referendum, sono di base ad Odessa).

    Una penisola, la Crimea, dominata e condizionata dall'acqua.

    Il panorama della città di Jalta
    © Sputnik. Mihail Mokrushin
    Il panorama della città di Jalta

    Il mare della Crimea è sempre stato il luogo di villeggiatura dei russi, la sua riviera fatta di baie e altopiani a ridosso del mare attira i ricchi russi sulle sue spiagge.

    Uno dei luoghi più incantevoli della Crimea è Yalta. La città, oltre alla bellezza del mare, richiama il famoso incontro tenuto da Roosevelt, Stalin e Churchill del 1945. Mentre la seconda guerra mondiale era ancora in atto, le potenze alleate decisero il futuro del pianeta.

    Anche un pezzo della nostra storia è stata scritta nella penisola contesa. La Guerra di Crimea combattuta tra il 1853 e 1856 vide l'impero Russo contro un'alleanza formata da Impero Ottomano, Francia, Gran Bretagna e Regno di Sardegna.

    Il primo Ministro italiano Cavour, grazie alla partecipazione a quella guerra, ottenne dalla Francia l'appoggio necessario per combattere la Seconda Guerra di Indipendenza e aprire le porte all'Unità d'Italia.

    Ma, storia e bellezze naturali a parte, è un'altra la città che ha segnato e segna il destino della penisola. Sebastopoli, affacciata sul mar Nero, è uno dei porti più importanti dell'Europa orientale e di sicuro è stato il più importante dell'Unione Sovietica.

    Capitale commerciale, storica e strategica della Crimea (la cui capitale è Simferopoli), la città dal 1783 ha ospitato la flotta russa sul mar Nero e per questo, sin dal crollo dell'Urss, la Russia l'ha rivendicata. Fondamentale per la marina di Mosca poiché, a differenza di altri porti russi, l'acqua di quel porto sul mar Nero non rischia di ghiacciare d'inverno.

    Pur se appartenente all'Ucraina, la città ha goduto di uno status speciale, la flotta del mar Nero ne ha segnato e ne segna tutt'oggi la vita economica e commerciale. Sebastopoli fu fondata da Caterina II di Russia che vide in quelle baie il posto ideale per far stazionare le navi russe. Abitata dal 70 per cento da russi, dal 1992 Sebastopoli ha ospitato anche la marina ucraina, ma dal 2014, dal giorno del referendum che pur se contestato ha sancito il ritorno della Crimea alla Russia, Sebastopoli ospita solo la marina russa. Le acque miti del Mar Nero sono sempre state strategiche per la marina russa, e il controllo e il dominio sul mar Nero che la posizione della penisola comporta può farci comprendere l'importanza della Crimea, contesa da tre secoli.

    Russa dal XVIII secolo, è diventata Ucraina nel 1992 come Repubblica autonoma ma, a detta dei russi che in maggioranza vivono nel paese, non è mai stata ucraina. Più del 60 per cento degli abitanti è origine russa, il 15 per cento ucraina e il resto della popolazione è di origine tartara, i tartari di Crimea, gruppo etnico originario del luogo ma cacciato dalla Crimea e dispersi in Anatolia in due distinti momenti: durante la guerra combattuta tra il 1853 e 1856 e durante la seconda guerra mondiale a causa della deportazione imposta da Stalin.

    Per la prima volta la Crimea divenne russa nel 1783, è Caterina di Russia ad annettere la penisola all'Impero Russo e sempre di Caterina la decisione di porre la base della marina miliare russa, la famosa flotta del mar nero a Sebastopoli.

    Da allora la Crimea diverrà fondamentale per la Russia e per il suo ruolo di dominio nel mar Nero.

    La cattedrale di San Basilio alla Piazza Rossa di Mosca.
    © Fotolia/ Savvapanf Photo
    Dopo l'occupazione tedesca durata dal 1944 al 1945, la Crimea divenne un Oblast della Russia fino al 1954. In quell'anno, la svolta. Per festeggiare i 300 anni dal Trattato di Perejaslav, che aveva sancito la pace tra Russia e cosacchi di Ucraina, Nikita Krusciov, capo di Stato e di partito dell'Urss (nato al confine con l'Ucraina), decise di cedere l'Oblast di Crimea all'Ucraina.

    La decisione, definita dai russi "un errore storico", non ebbe ripercussioni sulla capitale Sebastopoli che, in virtù della sua posizione di base della flotta sul Mar Nero, ha sempre goduto di uno status speciale. Non 1954 non cambiò nulla nell'immediato nemmeno per la Russia e la Crimea stessa che, pur se ceduta all'Ucraina, era sempre sovietica.

    Come anticipato, la situazione cambiò radicalmente nel 1991, al crollo dell'Urss. Quando l'Ucraina si autoproclamò indipendente anche la Crimea cessò di essere sovietica e fu considerata ucraina, ormai senza più legami, almeno politici, con la Federazione Russa. Gli abitanti, in maggioranza russi, non accettarono il nuovo corso. La maggioranza del paese si sentiva russa, dalla lingua alla cultura tutto parlava di Russia.

    Il resto, è storia recente. Nel 2004 la rivoluzione arancione e il progressivo avvicinamento dell'Ucraina all'occidente e, nel 2014, la fuga del presidente ucraino filorusso Janukovyc e l'entrata di truppe filorusse in Crimea.

    A marzo di tre anni fa, il referendum per dichiarare l'indipendenza della Crimea e l'ingresso nella Federazione Russa. I votanti, oltre il 96%, si dichiararono a favore del "ritorno a casa", mentre l'Ucraina, l'Ue e gli Stati uniti dichiararono illegale il referendum.

    Kiev, a distanza di tre anni continua a dichiarare illegittimo il referendum, a chiedere il rispetto dei propri confini e ritiene il territorio di Crimea "occupato" dalla Russia.

    La Russia dal canto suo continua a ripetere che la decisione del popolo della Crimea va rispettato. Non solo. La federazione, come già detto sta costruendo con molta rapidità il ponte che da Kerch collegherà la Crimea con la regione russa del Krasnodar e che sarà il ponte più lungo della Federazione.

    A dispetto delle sanzioni e del gelo da parte della comunità internazionale, la Russia fa sul serio e sulla Crimea non torna indietro.

    Fonte: Odysseo

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Tags:
    Storia, Riunificazione della Crimea alla Russia, URSS, UE, Crimea, Ucraina, Russia
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