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    Alla parata militare a Pyongyang, Corea del Nord.

    Attaccare la Corea del Nord? E con cosa?

    © Sputnik. Iliya Pitalev
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    E’ il titolo di un articolo di Dedefensa.

    "Una voce ufficiosa del Pacific Command: "occorrerebbero almeno sei mesi di preparazione per disporre di forze disponibili ed utilizzabili in condizioni tali da poter lanciare attacchi ed essere allo stesso tempo pronti a respingere i contrattacchi nord-coreani".

    Il generale David Deptula, che fu il pianificatore della guerra aerea contro Saddam nel 1991, ed oggi è il massimo partecipante al Mitchell Institute, consacrato alla strategia aerea, dice ad Army Times:

    "Per quanto riguarda la flotta di bombardieri strategici a disposizione USAF: dei 75 B-52 pronti per azioni convenzionali e nucleari disponibili per l'USAF, 33 sono in realtà atti a svolgere missioni di guerra; per quanto riguarda i 62 B-1 a capacità convenzionali, l'operatività reale cade a 25; per 20 B-2 con capacità convenzionali e nucleari, la forza reale si riduce ad 8 aeromobili, o 38% degli effettivi, con la precisione supplementare".

    "Se qualcosa di buono esce dalla crisi della Corea del Nord, sarà una svegliata per il governo, ha detto. "Non è solo la forza di bombardieri che è ridotta così", Deptula. " sono le forze armate nel complesso. L'aviazione Usa è oggi la più ridotta e la meno pronta che sia mai stata nella storia": gli squadroni di bombardieri vengono impiegati intensamente da 15 anni, e su bilanci ridotti.

    "Come riferisce il New York Times, il Pentagono non sta inviando nuove navi verso la penisola di Corea, nonostante la retorica sempre più rovente". Le forze armate, usate in modo intensivo dopo la fine della guerra fredda [in gran parte per le guerre per Israele] sono depletate…. anche se dopo l'11 Settembre dispongono di un bilancio di importanza prodigiosa, di cui l'essenziale vola via in sprechi, in tecnologismi senza esito, in corruzioni diverse, mentre i nuovi equipaggiamenti sono delle catastrofi operative che divorano dei bilanci faraonici, come lo F 35, simbolo stesso di questa follia auto distruttrice.

    "La potenza militare Usa poggia essenzialmente, se non esclusivamente, sulla comunicazione, media del Sistema, Hollywood eccetera — il che spiega l'atteggiamento ambiguo del Pentagono, che sostiene una retorica bellicista ma frena a manetta quando si profila un confronto serio, Iran, Corea del Nord, senza parlare della Russia".

    Così Philippe Grasset, del sito Dedefensa-

    Dunque l'America non attaccherà? Sono solo minacce vuote quelle che Trump twitta a mezzo mondo, mentre il Pentagono frena? Insomma possiamo stare tranquilli? Grasset evoca il "Postulato di Audiard": poco noto fuori dalla Francia, esso vien fatto risalire a Michel Audiard, comico e regista, morto nel 1985:

    «Un con ça ose tout, c'est même à ça qu'on le reconnaît», ossia: "Un cazzone osa qualunque cosa, è appunto da questo che lo si riconosce".

    Originariamente pubblicato sul sito di Maurizio Blondet.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Tags:
    Situazione della penisola coreana, Pentagono, Donald Trump, Kim Jong-un, USA, Corea del Nord
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