23:21 24 Settembre 2017
Roma+ 13°C
Mosca+ 10°C
    Derry, Irlanda del Nord

    Un'Irlanda unita o una frontiera rigida dopo il Brexit?

    © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    Punti di Vista
    URL abbreviato
    246320

    Da nessuna parte nel Regno Unito il Brexit ha creato ansia come nell’Irlanda del Nord, soprattutto lungo il confine con la Repubblica d'Irlanda. L’Irlanda del Nord convive da anni senza confini con il suo vicino, ma il Brexit ha portato timori di barriere e spaccature alle comunità locali e al processo di pace.

    Stando sulla frontiera britannico-irlandese in Buncrana Road, non si direbbe che è il confine tra due stati sovrani, se non per i limiti di velocità espressi in miglia da una parte, e in chilometri dall'altra della strada.

    Una sgradita aggiunta sono gli improvvisati cartelli di avvertimento che questa strada potrebbe essere chiusa dopo il Brexit — come durante 30 anni di quel conflitto, conosciuto in inglese come "The Troubles", tra repubblicani irlandesi e lealisti pro-britannici.

    Un conflitto ha costato la vita a 3500 persone, per lo più civili, tra il 1969 e il 1998.

    Posters e segnali sulla strada di frontiera
    © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    Posters e segnali sulla strada di frontiera

    I posti di blocco sono stati rimossi dopo che l'accordo del Venerdì Santo del 1998 aveva messo fine alla violenza — o quantomeno alla maggior parte di essa. Quella che era una dogana irlandese è ormai una saletta di esposizione.

    Strabane, Irlanda del Nord
    © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    Strabane, Irlanda del Nord

    Da allora, chi attraversa il confine in entrambe le direzioni nemmeno lo nota.

    Un uomo passeggia con il suo cane attraverso la frontiera
    © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    Un uomo passeggia con il suo cane attraverso la frontiera

    Ma ora, con il Brexit in arrivo, lo spettro di un confine torna a perseguitare comunità locali che stanno mettendo questi cartelli di avvertimento.

    Theresa e Katrina attraversano questa linea invisibile in una tranquilla strada di campagna ogni giorno facendo jogging da Bridgend nella Repubblica d'Irlanda a Coshquin nel Regno Unito, e ritorno. Sono preoccupate che il loro jogging quotidiano possa essere accorciato?

    "Il jogging non è un problema, possiamo correre altrove. Ma viviamo in Repubblica e lavoriamo nel Regno Unito, per cui fare le pendolari attraverso un posto di blocco richiederebbe molto tempo. Abbiamo amici pendolari nella direzione opposta. I ‘denti del drago' tornano a bloccare questa strada? Preferiremmo un'Irlanda unita a un confine ‘rigido'. È per questo che si lotta," mi dice una di loro.

    Diciotto miglia [25 Km, ndr] più a sud, un gruppo di ragazzi attraversa il ponte sul fiume Foyle che collega — o separa, a seconda dei punti di vista — lo Strabane britannico con l'irlandese Lifford. Vivono nel Regno Unito ma vanno in Repubblica per incontrare amici e parenti, o, come dicono, semplicemente per una passeggiata. Anche loro vorrebbero vedere un Paese unito.

    "Voglio vedere solo un'Irlanda. Perchè tutte queste differenze?" dice una ragazza.

    "Vorrei un'Irlanda unita. Se qualcuno mi chiedesse se sono irlandese, direi che sì, sono irlandese, anche se vivo nel Regno Unito," mi dice un ragazzo.

    Quando chiedo se un'Irlanda unita sarà mai possibile, entrambi mi rispondono:

    "Non vediamo come possa accadere. Molta gente è contraria."

    L'Irlanda era un solo Paese. Ma la colonizzazione di massa dell'Ulster da parte di inglesi e scozzesi nei secoli XVII-XIX portò alla fuga degli irlandesi, trasformando le sei contee settentrionali in una provincia prevalentemente protestante e filo-britannica: l'Ulster. Questa si separò dal nuovo libero Stato irlandese a netta maggioranza cattolica dopo la guerra di indipendenza del 1921.

    Derry, Irlanda del Nord
    © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    Derry, Irlanda del Nord

    Quella secessione trasformò il fiume Foyle in un confine tra la Repubblica e il Regno Unito.

    Durante il conflitto ("Troubles") del 1969-1998 Strabane era probabilmente la città più "bombardata" d'Europa, per vie delle numerosi esplosioni, autobombe, ecc.

    Il suo tratto del confine era uno dei più militarizzati. Molti reggimenti dell'esercito britannico hanno trascorso periodi di servizio a Strabane, alloggiati nelle caserme della "collinetta di Camel". Molti membri di queste unità e civili sono rimasti uccisi o feriti nella zona durante i Troubles che hanno visto fuoco di pistola, autobombe, tumulti e attacchi con bombe rudimentali fatte con tubi di ferro.

    Oggi non ci sono più soldati britannici in questa zona prevalentemente nazionalista irlandese. Ma ancora lo scorso marzo, dopo 17 anni di processo di pace, un ordigno è esploso contro la polizia locale, fortunatamante senza vittime.

    I bambini di oggi non possono nemmeno immaginarlo, ma Jarlath McNulty, che gestisce un centro per ex detenuti repubblicani liberati in base all'accordo del Venerdì Santo, ricorda quegli anni in modo molto vivido:

    "Sono nato nel 1964, ho quindi vissuto attraverso l'intero conflitto. I giovani non capiscono quei giorni: non potevi lavorare, da una parte all'altra della città dovevi passare attraverso posti di blocco, e non potevi attraversarli senza essere fermato e perquisito, senza essere arrestato. Anche se la gente oggi dice 'ah, non era poi così male', per molte persone era terribile, e ha lasciato un segno sulle loro giovani vite".

    Jarlath McNulty
    © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    Jarlath McNulty

    "Vedere i tuoi amici arrestati, vedere qualcuno venire ucciso, c'era distruzione totale in questa città. Questa città è stata completamente bombardata, quasi annichilita. C'erano auto blindate, posti di blocco militari, torri di guardia, sorveglianza, elicotteri. E questa è solo una città sparsa proprio lungo il confine. Non potevi attraversare il confine senza che ti sparassero, non potresti uscire e socializzare con gli amici, c'era sempre paura. Questo è il tipo di cosa che, quando l'hai vissuta, non la vuoi condividere con la società, con i tuoi figli, con la tua famiglia," mi dice Jarlath.

    McNulty condivide invece la sua esperienza con le nuove generazioni per insegnare loro il valore della pace e della libertà. Mentre parliamo nel museo dei Troubles, Jarlath spiega:

    "Usiamo questo museo come punto focale per coinvolgere i giovani delle scuole della comunità locale. Se guardi intorno alle pareti, vedi automobili blindate, vedi la morte, vedi la distruzione. Le persone che hanno vissuto tutto questo, portano ancora molto dolore, un dolore emotivo, un dolore personale".

    The Troubles, il museo
    © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    The Troubles, il museo

    "Quando i giovani vengono qui, questo è ciò cerco di trasmettere loro: il conflitto non è bello. La società nel suo complesso ci perde. Noi agiamo come un faro per cercare di insegnare ai giovani che, se non siete d'accordo con qualcosa in politica dovete educarvi, impegnarvi politicamente, e procedere politicamente in avanti," mi dice.

    Appena 14 miglia [21 km ndr] lungo il fiume Foyle e si passa dalla "città più bombardata dell'Irlanda del Nord" a quella più tristemente famosa. Il suo nome britannico è Londonderry, ma la parte iniziale del nome, "London", è  cancellata, deturpata, in un bel po'di cartelli stradali che portano in città.

    Cartelli stradali con la parte 'London' rimossa
    © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    Cartelli stradali con la parte 'London' rimossa

    Derry è passata alla storia come luogo della Bloody Sunday, o Domenica di sangue, che l'ha fatta assurgere a fama internazionale come simbolo di lotta pacifica per i diritti civili e l'uguaglianza — e la Gran Bretagna a infamia internazionale per l'uccisione di civili disarmati.

    Tredici persone, molti dei quali ragazzi, furono uccisi dai soldati inglesi del Parachute Regiment il 30 gennaio 1972. "La morte di 13 martiri riempiva l'aria libera di Derry", e ha ispirato le canzoni di protesta di John Lennon, Paul McCartney e degli U2, canzoni che riverberano ancora oggi.

    Nel Museo di Free Derry, che commemora le vittime della Bloody Sunday, incontro Jean Hegarty il cui fratello Kevin McElhinney fu ucciso quel giorno.

    • Museo di Free Derry
      Museo di Free Derry
      © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    • Museo di Free Derry
      Museo di Free Derry
      © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    1 / 2
    © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    Museo di Free Derry

    Jean lavora nel Museo situato a pochi metri di distanza dal punto in cui Kevin venne sparato alle spalle mentre cercava di mettersi in salvo. Aveva 17 anni e secondo le dichiarazioni di testimoni oculari, era disarmato. Ma questo non sembrava importare ai parà britannici.

    Questo scambio di messaggi walkie-talkie tra parà, descritto nel video racconto della Bloody Sunday, riassume l'atteggiamento dei militari britannici nei confronti degli attivisti per i diritti civili.

    "6.1 Vedo il bomber dei chiodi. Vuoi che gli spari? Al momento non ha niente in mano. Passo."

    Museo di Free Derry
    © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    Museo di Free Derry

    "1.9 Colpiscilo a morte. Passo."

    Museo di Free Derry
    © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    Museo di Free Derry

    l soldato "6.1" mancò il sospettato bomber dei chiodi (il quale, secondo il resoconto del soldato, non aveva niente per le mani), ma 13 altri manifestanti non furono altrettanto fortunati.

    Jean Hegarty spera che la morte di suo fratello non sia stata vana. Ma le ragioni principali dei Troubles sono ancora presenti.

    "È morto, sono sicura, per i diritti civili. E a quel tempo i diritti civili per cui si combatteva erano alloggi, lavoro. E anti-internamento. Mio fratello era nazionalista, ma dubito fosse poi un repubblicano così radicale. Stava lottando per i diritti per tutti. E se la disoccupazione colpisce entrambe le parti della comunità, il problema degli alloggi storicamente ha colpito una parte più dell'altra. E queste questioni sono ancora rilevanti," mi dice Jean.

    I Troubles potrebbero tornare sotto qualche forma se il Brexit dovesse forzare la reintroduzione della frontiera, e portare ad un'altra divisione in una comunità che sta ancora elaborando il suo passato traumatico?

    'You Are Now Entering Free Derry', lapide
    © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    'You Are Now Entering Free Derry', lapide

    Quasi 20 anni dopo l'accordo del Venerdì Santo, il Bogside di Derry è ancora punteggiato dai segni del passato.

    Il confine britannico-irlandese corre lungo 4 miglia a ovest di Derry, ma sembra correre nel cuore della città stessa.

    Mentre il Bogside con il suo iconico murales "State entrando in Free Derry" racconta l'oppressione britannica, la zona lealista di The Fountain, poco più in là, è dipinta nei colori dell'Union Jack.

    Recinzione metallica estremamente alta per prevenire lanci di pietre divenuti con il tempo routine da queste parti
    © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    Recinzione metallica estremamente alta per prevenire lanci di pietre divenuti con il tempo routine da queste parti

    Un cancello in metallo all'entrata in The Fountain, vicino al Bogside, chiude ogni sera alle 21:00.

    The Fountain
    © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    The Fountain

    Nessuno, da entrambi i lati, sembra volere un simile rigido confine tra Nord e Sud.

    Jean Hegarty ricorda come persino un confine "normale", senza le postazioni militari, non fosse esperienza piacevole.

    "Dovevamo passare attraverso un posto di controllo quando attraversavamo il confine. In molte delle strade 'non approvate' potevi andare in bicicletta, ma non in auto. Quindi per molte di queste strade succederà la stessa cosa. Chissà quali restrizioni ci saranno… quando ero bambina c'erano restrizioni sul burro, sulle sigarette e su altre cose… è come tornare 50 anni — quasi 60 anni indietro!" dice Jean.

    "No, non lo è!" risponde Sammy Wilson, parlamentare [unionista, ndr] del Democratic Unionist Party (DUP).

    Sammy crede che tutto questo parlare di un ritorno ai posti di blocco è solo allarmismo da parte degli irlandesi nazionalisti.

    "Il Sinn Fein ha creato paura con la sua campagna terroristica per 30 anni e ora sta cercando di creare paura attraverso una campagna psicologica e politica secondo cui le persone che vivono lungo il confine saranno tagliate fuori dai loro posti di lavoro, scuole, amici o attività sociali. Tutte sciocchezze," dice Sammy.

    "È un partito malvagio. Purtroppo molti votano per loro in Irlanda del Nord. Ma quelli del Sinn Fein hanno intenzione malvage e utilizzeranno questi tipi di questioni e di questi tipi di argomenti. Non conoscono limiti: vuoi con il ricatto, vuoi con la paura, vuoi paventando minacce di violenza da parte di altre persone. Ma con queste loro tattiche allarmiste non offrono alcun servizio alle persone che vivono lungo il confine."

    Derry, Irlanda del Nord
    © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    Derry, Irlanda del Nord

    Jarlath McNulty, repubblicano e sostenitore del Sinn Fein, non condivide le accuse degli unionisti:

    "Non capisco di quale politica della paura stiamo parlando. Il Sinn Fein sta portando il dibattito per una nuova Irlanda e un referendum sulla frontiera. Il referendum sulla frontiera è un diritto nell'ambito dell'accordo di pace. E io penso debba accadere prima piuttosto che dopo, perché mostrerà una tendenza. E se la tendenza è un movimento verso una nuova Irlanda, allora si inizierà a negoziare per una nuova Irlanda. Chi dice che non possiamo fare un referendum sulla frontiera vive nel passato. Gli unionisti non vogliono concedere il referendum, perché lo temono," sostiene Jarlath.

    Sammy Wilson invece ritiene che gli unionisti non abbiano niente da temere perchè sono maggioranza.

    "In nessuna circostanza quella piccola frazione del 45% che ha votato Remain [al referendum sul Brexit] optarebbe per un'Irlanda unita. È un mito che il voto Remain sia un voto per un'Irlanda unita. Ma così non è. La maggior parte di chi ha votato Remain sono probabilmente unionisti. E gli unionisti, posti davanti a un sondaggio sulla frontiera, avrebbero una visione completamente diversa".

    Ma per Jarlath McNulty è solo una questione di tempo. E demografia.

    "Chiunque abbia un minimo di buon senso sa che l'unico motivo per cui non abbiamo la riunificazione è una semplice questione di aritmetica. Infatti i nazionalisti, i cattolici — comunque li si voglia chiamare — saranno maggioranza nei prossimi 10-15 anni. Penso che sarebbe meglio negoziare ora sulla nuova Irlanda, perché prima o poi la riunificazione avverrà."

    "Penso che il Brexit abbia messo la riunificazione nuovamente sul tavolo," dice Jarlath.

    Comunque, secondo Sammy Wilson, il Brexit e la frontiera non sono così prominenti come si crede.

    "Il problema principale è chi sarà il partito dominante dopo queste elezioni, chi avrà il maggior numero di voti. Questo si prefiggono quelli del Sinn Fein, e se lo ottengono, avranno la scusa per essere ancora più intransigenti, per fare maggiori richieste al governo britannico sul tipo di obiettivi che hanno. E dal lato unionista, la gente dice 'non possiamo permettere che questo accada'," dice ancora Sammy.

    Guidando in direzione di Derry attraverso il fiume Foyle, la prima cosa che si vede è il monumento "Hands Across the Divide". Inaugurata nel 1992, 20 anni dopo la Bloody Sunday, la scultura ritrae due uomini che si vanno incontro in una stretta di mano, e intende simboleggiare lo spirito di riconciliazione e la speranza per il futuro.

    Hands Across the Divide, il monumento a Derry
    © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    "Hands Across the Divide", il monumento a Derry

    Ma guardando più da vicino, la stretta di mano è incompleta — le loro mani non si toccano. C'è ancora un pò di strada da fare, dice Jean Hegarty.

    "Vorrei vedere la fine della politica settaria in Irlanda del Nord. Vorrei che avessimo i conservatori, i laburisti, i liberali e il partito verde. Vorrei che queste fossero le questioni per cui ci battiamo nelle elezioni, ma non credo che ci siamo ancora," mi dice Jean.

    Su una enorme rotonda, quasi equidistante dal britannico Strabane all'irlandese Lifford, ci sono giganti figure metalliche di ballerini e musicisti, affettuosamente conosciuti dagli abitanti come The Tinnies. Istituiti un anno dopo la firma dell'accordo di pace del Venerdì Santo, rappresentano una visione culturale condivisa in una zona in cui la musica e la danza sono grandi unificatori e forme d'arte molto popolari. La scultura è diventata una delle opere più fotografate dell'arte pubblica in Irlanda.

    The Tinnies
    © Sputnik. Nikolai Gorshkov
    The Tinnies

    Ma anche questo simbolo di riconciliazione è aperto a diverse interpretazioni, se non alla confusione. Ci sono due targhe dell'artista, contraddittorie.

    Quello del 1999, l'anno dell'inaugurazione delle sculture, recita: "Sul lato di Lifford si trova un musicista in possesso di un violino, e sul lato di Strabane un musicista con un flauto. Un batterista sta orgogliosamente fra loro".

    L'altra targa, più recente, mette il violino sul lato di Strabane, il batterista sul lato di Lifford, e il musicista con il flauto in mezzo.

    E poiché le figure stanno in cerchio, si può effettivamente scegliere l'angolo che meglio si adatta al proprio modo di vedere l'intera situazione irlandese.

    Il confine non corre attraverso il terreno. Passa attraverso le menti della gente. E ora ha un nome: Brexit.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Fonte: Sputniknews.com

    L'autore dell'articolo è Nikolai Gorshkov     

    Tradutto da Daniele Pozzati

    Tags:
    Brexit, Irlanda del Nord, Irlanda
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik