14:34 30 Ottobre 2020
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Chi ha visto il video delle telecamere di sorveglianza non può credere alla tragedia fortuita una Mercedes a velocità assolutamente folle devia sulla corsia opposta e colpisce, fra le cento vetture che filano sul viale Kutuzovsky, la BMW ufficiale del presidente Putin.

Scontro frontale. Tanto violento da uccidere il guidatore, l'autista di fiducia di Vladimir Vladimirovic — un uomo sperimentato, addestrato agli imprevisti, quasi di certo un uomo dei servizi, su una delle auto sicuramente più blindate che esistano sulla Terra.

Non sappiamo, né forse sapremo mai come si chiamava. Putin non era a bordo. Si può esser certi che se fosse stato su quella BMW ufficiale, un tale incidente non avrebbe potuto aver luogo, dato che in questo caso è preceduto, affiancato e seguito da auto della sicurezza, convogli a volte di 90 automezzi. Ma l'uccisione di una persona amica, a lui vicina da anni, è un colpo diretto, e un avvertimento a lui..

Subito sul web un pullulare di sospetti. Fra cui quello che la Mercedes investitrice (il cui guidatore è, dicono, fra la vita e la morte in un ospedale) sia stata "dirottata" a distanza, con un sistema di teleguida e trasformata in un drone letale su gomma. Ipotesi del tutto plausibile, dato che le più recenti auto di lusso sono dotate di guida autonoma potenziale.

Del resto al vertice G20 di Hangzou in Cina, solo pochi giorni fa, Obama ha fra l'altro minacciato Putin direttamente di "cyberwar", di guerra cibernetica, come ritorsione per le presunte intrusioni di hacker russi nei computer del Partito Democratico e nelle mail di Hillary….: "Gli Stati Uniti hanno più capacità di guerra cibernetica di qualunque altro stato, sia difensiva sia offensiva". Potrebbe esser questo un primo luttuoso avvertimento? 

Sappiamo troppo poco per scavare in queste ipotesi. Notiamo che il "Body Count — il conto dei cadaveri, come in Usa vien chiamato l'elenco degli uccisi che potevano creare problemi ai Clinton — si sta allungando anche attorno a Vladimir Putin, e si allunga. L'autista di fiducia è il quarto della lista, che comprende pezzi molto grossi.

C'è Christophe de Margerie, l'amministratore delegato della petrolifera francese Total, il cui Falcon 50 si schiantò all'aeroporto di Mosca la notte fra il 20 e il 21 ottobre 2014, dopo che il patron della petrolifera francese aveva incontrato l'uomo del Cremlino.

I due sono amici, e De la Margerie è una bestia nera per Washington: perché non ha obbedito all'ordine di sanzioni contro il governo Saddam in Iraq (ragion per cui è stato condannato per corruzione nel quadro della causa "cibo contro greggio") e contro l'Iran (per cui la Total è stata multata dagli Usa per 400 milioni di dollari, che ha dovuto sborsare proprio nel 2014).

"Total è un nostro partner prioritario da molti anni", disse il capo del Cremlino, e la scomparsa di Christophe de la Margerie è una perdita importante per il paese".

La versione dell'incidente colposo (il guidatore di uno spazzaneve ubriaco che ingombrava la pista) è sfatata da un libro inchiesta uscito in Francia e dal processo che si è aperto mesi fa a Mosca — per assassinio. 

Mikhail Lesin
© Sputnik . Iliya Pitalev
Mikhail Lesin
Mikhail Lesin, milionario, ex ministro di Putin per la Comunicazione (1999-2004), fondatore di Russia Today e del settore dei media controllati da Gazprom, viene trovato morto a Washington, nella stanza del lussuoso albergo Dupont Circle. Sconosciuti i motivi per cui fosse nella capitale americana: una missione per Putin? Oppure aveva rotto (come si è detto dai media Usa) con Putin e il sistema di potere russo? Lesin aveva comprato a Los Angeles una villa da 28 milioni di dollari, il che ha indotto l'FBI, su incitamento del senatore Roger Wicker, ad aprire contro il personaggio una inchiesta per riciclaggio). La causa della morte addotta all'inizio — infarto — è stata smentita.

Boris Efimovic Nemtsov: oppositore politico di Putin, playboy, capo di un partitino senza importanza, il 27 febbraio 2015 viene trucidato con quattro colpi di pistola da sicari che si allontanano su una Ford: mentre passa a tarda sera con un'amica ventenne, sul ponte Zamoskvoretski, cioè non solo nel centro di Mosca, ma davanti alle cupole del Cremlino. Persino esponenti dell'opposizione riconoscono che Nemtsov è un cadavere gettato davanti alla porta di Putin. Naturalmente altri oppositori, e i media occidentali, strillano che Putin è il mandante di questo omicidio, come di quello di Anna Politkovskaya e di Aleksandr Litvinenko, il sedicente agente avvelenato col Polonio a Londra nel 2006…..

Da esperto di servizi, Putin e il suo entourage saprà certo valutare se il nemico esterno, che riesce a mettere in atto azioni di sangue di grande sofisticazione a Mosca, abbia o no un appoggio all'interno, magari nei servizi di sicurezza, o fra i superstiti oligarchi di cui non ha ripulito il paese. E' notorio che egli è un "centrista", fra due gruppi di potere che sono definiti, o si definiscono, "Integrazionisti atlantici filo-americani", opposti ai"sovranisti eurasiatici"; lo schema può essere sommario e semplicistico per mancanza di informazioni. Di colpo, poche settimane, fa, Putin ha congedato il suo onnipotente capo dello staff, Sergei Ivanov: uomo di sua assoluta fiducia, suo braccio destro per dieci anni, esponente (e garante) della potente casta dei siloviki (gli ex Kgb), dato da tutti come suo alter ego e financo provabilissimo successore alla presidenza. Invece lo ha fatto "Inviato speciale alla conservazione, ecologia e trasporti". Tutti i commentatori sono d'accordo sul fatto che la sostituzione di Ivanov è un evento epocale: ma è una rimozione oppure un premio? Un metterlo in secondo piano in vista, appunto, di candidarlo alla presidenza? Egli mantiene il suo posto al Consiglio di Sicurezza, il corpo consultivo degli intimi collaboratori, il che rende difficile la valutazione.

Fatto sta che Putin non ha fatto la rivoluzione sovranista, tenendosi, al solito, su una linea mediana: "Abbiamo intenzione di continuare a ridurre il deficit di bilancio e di proseguire a ridurre la dipendenza delle entrate dello Stato dalle esportazioni di idrocarburi. Continueremo una politica equilibrata per garantire la stabilità macroeconomica. Continueremo a migliorare l'ambiente per fare impresa", — ha assicurato Putin.
La resa dei conti fra le due forze opposte non si è conclusa. D'altra parte, all'ambasciatore Usa a Mosca, John Tefft, si attribuisce il seguente esplicito proposito: "Toglieremo Putin dal suo posto e ci metteremo la nostra gente come capi del governo russo". Fino a che punto sono assistiti dall'interno, se riescono a compiere atti come l'uccisione dell'autista del presidente in piena Mosca?

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Vertice G20, G20, Mikhail Lesin, Barack Obama, Boris Nemtsov, Vladimir Putin, Russia
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