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    Omran Daqneesh

    La nostra cattiva coscienza sulla foto del piccolo Omran

    © REUTERS/ Mahmoud Raslan
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    La foto del piccolo Omran Daqneesh, il bambino di 5 anni ferito nei bombardamenti su Aleppo, che ieri campeggiava sulle prime pagine dei principali giornali e nei titoli dei tg, ha suscitato una profonda emozione.

    Perché tanto dolore provocato dagli uomini su altri esseri umani? Perché le vittime civili, soprattutto se innocenti come i bambini? Molte coscienze si saranno interrogate, forse senza trovare una risposta.

    Di fronte a ciò, se vogliamo spazzare via la cattiva coscienza dell'Occidente che si commuove davanti al bambino siriano ferito e resta indifferente di fronte ai circa 250mila morti (fra cui quante decine di migliaia di bambini?) di una guerra che non sarebbe mai scoppiata senza il fattivo sostegno dei nostri Alleati occidentali, si deve riferire del cinismo che ha ispirato questa "operazione psicologica", come l'ha definita l'analista militare Gianandrea Gaiani.

    La foto del piccolo Omran è tratta da un video realizzato dall'"Aleppo Media Center", strumento di propaganda del gruppo terrorista di Al Nusra, affiliato ad al Qaida e alleato dell'Isis, e i grandi media occidentali all'unisono la pubblicano ad orologeria nel momento in cui i gruppi di ribelli jihadisti vengono accerchiati dalla controffensiva dell'esercito siriano e dell'aviazione russa per invocare una tregua umanitaria proprio adesso. Una tregua umanitaria mai chiesta con tanto ardore nei lunghi mesi durante cui la città di Aleppo subiva l'assedio di questi ribelli, opponendovi una strenua resistenza perché pur essendo una metropoli in maggioranza sunnita ha sempre preferito il regime di Assad alla brutalità degli jihadisti.

    La verità è ben più terribile della guerra: è arrivato l'ordine di scuderia di chi comanda il nostro sistema di alleanza militare di chiedere una tregua umanitaria, sicuramente una cosa urgente e necessaria sempre in situazioni simili, ma con lo scopo di approfittarne per consentire la fuoriuscita dai quartieri orientali di Aleppo sotto attacco, dei terroristi che sono costati così tanto in formazione ed armamenti in modo da recuperarli per poterli impiegare su altri fronti. Del resto, non va mai dimenticato che molti "insorti" che hanno combattuto in Siria, sono stati a loro volta dirottati dalla Libia ed armati con lo svuotamento degli arsenali di Gheddafi, il tutto con la copertura politica del Dipartimento di Stato Usa, vicenda che incombe ora sulla campagna elettorale presidenziale di Hillary Clinton.

    Quale conclusione trarre di fronte ad una vicenda così agghiacciante? Chi ha una fede o un credo laico in qualche valore è costretto a prendere atto che l'Occidente è sotto il dominio della cultura nichilista, del compimento dello spirito nietzschiano, che dà l'illusione dell'onnipotenza, dello stare al di là del bene e del male, e di una perenne impunità. Ma ha il dovere anche di impegnarsi per contrastare gli effetti deleteri sulla democrazia di tale aberrazione culturale dei nostri tempi.

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    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Tags:
    Crisi in Siria, Omran Daqneesh, Aleppo
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