22:57 14 Maggio 2021
Politica
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Il presidente della Camera entra nella polemica sul Concertone del Primo maggio e sulla presunta censura del servizio pubblico e chiede di sfruttare lo slancio per riformare la tv di stato.

Per il presidente della Camera e terza carica dello stato Roberto Fico la polemica sul Concerto del Primo maggio può essere il trampolino di lancio per scardinare “la cultura della lottizzazione” una volta per tutte, sia in Rai che nelle “stanze dei partiti”, altrimenti sarà stato tutto inutile.

Neanche con il Movimento 5 Stelle questa situazione è cambiata, si rammarica Fico sulle pagine di Repubblica, con dirigenti e dipendenti che “cercano di essere sponsorizzati dalla politica o per avanzare di carriera o per avere nuovi posizionamenti di potere all’interno dell’azienda” e “nessun partito fino a oggi si è sottratto”.

Per questo Fico prende la palla al balzo della polemica e delle proposte di riforma della Rai e dice: “Facciamolo. Facciamolo adesso, nei giorni in cui ci sono le nomine del prossimo cda sulla base di una legge che io ritengo sbagliata, ma che il Parlamento in questi anni non è stato in grado di modificare”.

Bisogna rompere la “cultura politica di lottizzazione pura” prendendo a “pretesto questa discussione per promettere ai cittadini” di fare “delle nomine assolutamente fuori da ogni logica di partito”.

Fico non chiede le dimissioni dei vertici Rai ma “la cultura dell’indipendenza. La possibilità di assumere ruoli dirigenziali nella radiotelevisione pubblica senza sentirsi chiamare di continuo dalla politica”.

Serve autocritica dalla politica

Il presidente della Camera sottolinea poi che è giusto che i politici si schierino e commentino prendendo posizione sulle parole di Fedez, ma “tutta la politica, da destra a sinistra, deve avere l’onesta intellettuale di fare autocritica. I direttori dei tg e i direttori delle reti fanno parte di una storica spartizione di potere. È questo che dobbiamo risolvere”.

Fico chiede franchezza e sincerità ai colleghi: “O depoliticizziamo davvero la Rai, oppure diciamo che ci va bene la lottizzazione e che chi vince ha diritto di mettere alla guida i suoi uomini di riferimento”.
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