09:33 18 Maggio 2021
Politica
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La flessione delle relazioni tra le due superpotenze iniziata sotto Trump è continuata sotto Biden. La Casa Bianca ha aumentato le operazioni militari vicino ai confini della Cina, contro cui ha intrapreso una guerra diplomatica. Mercoledì Biden ha detto che gli USA sono in competizione con la nazione asiatica per "trionfare" nel 21° secolo.

Gli Stati Uniti non credono che il conflitto con la Cina sia inevitabile, ma entrambe le parti devono dare il loro contributo per evitare un'inutile escalation delle tensioni. Lo ha detto il vicesegretario alla Difesa Kathleen Hicks.

La Hicks, parlando a un evento virtuale ospitato dall'Aspen Institute, ha detto che "gli Stati Uniti e la Cina hanno tutte le ragioni per comunicare tra loro" e "la concorrenza estrema" non equivale necessariamente a un conflitto, che entrambe le parti hanno interesse a prevenire.

"Il presidente Biden ha affermato che, mentre si sviluppa la concorrenza estrema tra gli Stati Uniti e la Cina, non abbiamo bisogno di conflitti. Nel promuovere gli interessi americani, prevediamo che il nostro esercito servirà spesso come supporto per i settori diplomatico ed economico. Obiettivo dell'esercito è dimostrare la volontà e la capacità di scoraggiare in modo credibile l'aggressione della Repubblica Popolare Cinese. Questo ci posizionerà al meglio per evitare un conflitto. In casi estremi, qualora i nostri interessi vitali vengano minacciati, garantiremo la capacità degli Stati Uniti di combattere e vincere", ha aggiunto il vicecapo del Pentagono.

La Hicks ha avvertito che la Cina ora ha "la capacità economica, militare e tecnologica per sfidare il sistema internazionale e gli interessi americani al suo interno" utilizzando una vasta gamma di strumenti, "dalla politica di routine attraverso l'esercizio del potere nudo e crudo a tattiche da zona grigia, dal potenziale per operazioni di combattimento sostenute a un'impresa nucleare efficiente ed in espansione". Il politico ha anche sottolineato le crescenti capacità militari, spaziali e informatiche della Repubblica Popolare.

La Hicks ha continuato sottolineando l'importanza delle alleanze statunitensi, in particolare la partnership USA-Giappone, che ha suggerito essere basata su "valori condivisi e [una] storia di sacrifici condivisi".

Nessuna menzione invece su quali passi la parte statunitense intraprenderebbe per fermare un'escalation.

I commenti del vicecapo del Pentagono arrivano in seguito alla recente serie di escalation tra la Cina e l'amministrazione Biden, compreso un drammatico aumento del numero delle cosiddette 'operazioni di libertà di navigazione' nelle acque cinesi o nei loro pressi; il rafforzamento della presenza militare statunitense nella regione indo-pacifica; nuove sanzioni sul presunto 'genocidio' della Cina nello Xinjiang; l'escalation delle guerre commerciali e tecnologiche.

La Hicks afferma che Pechino ha schiacciato gli attivisti "pro-democrazia" a Hong Kong e si sta preparando a invadere Taiwan. La Cina ha negato tutte le accuse e ha esortato gli Stati Uniti a considerare il proprio comportamento, sia in patria sia all'estero, prima di attaccare la Repubblica Popolare Cinese.

Giovedì, dopo il discorso del presidente Biden ai legislatori in cui ha affermato che l'America è "in competizione con la Cina e altri Paesi per trionfare nel 21° secolo", un portavoce del ministero degli Esteri cinese ha suggerito che è naturale per le due parti essere competitivi in alcuni campi, ma "questa rivalità dovrebbe essere come competere per l'eccellenza in un campo da corsa, non battersi a vicenda in un'arena di wrestling".

Il portavoce ha continuato a criticare le affermazioni degli Stati Uniti sulle "pratiche commerciali sleali" della Cina, dicendo che è stata la parte statunitense a violare il principio di mercato della concorrenza leale e politicizzando questioni come l'ambiente, la tecnologia e il commercio. Pechino, ha aggiunto, "salvaguarderebbe risolutamente la propria sovranità, sicurezza e interessi di sviluppo", ora e in futuro.

Sempre giovedì un portavoce del ministero della Difesa cinese ha riferito di un drammatico aumento delle provocazioni americane vicino alla Cina, invitando gli Stati Uniti a fare marcia indietro e smettere di "intensificare la militarizzazione regionale e minacciare la pace e la stabilità regionali".

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