18:24 17 Maggio 2021
Politica
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L'Unione Europea "lascerà aperti" i canali di comunicazione con la Russia, nonostante le divergenze, ha affermato il capo della diplomazia europea Josep Borrell.

"Vogliamo affermare la nostra disponibilità a lavorare su questioni comuni, questo fa parte della nostra politica nei confronti della Russia. <...> Siamo pronti, quando possibile, a migliorare le nostre relazioni con le autorità russe, se mostrano una reale apertura, rispetteranno i nostri valori, i nostri principi", ha dichiarato intervenendo all'Europarlamento.

Borrell ha aggiunto che ritiene necessario costruire la comunicazione attorno a tre "concetti chiave": deterrenza, opposizione e interazione.

Secondo il capo della diplomazia europea, è proprio Mosca che "aumenta le tensioni e conduce campagne di disinformazione". Il diplomatico ha inoltre invitato Bruxelles a prepararsi a momenti difficili.

Le relazioni con alcuni Paesi della Ue sono peggiorate dopo che le autorità ceche hanno accusato i servizi segreti russi di coinvolgimento nell'esplosione di un deposito di armi a Vrbetica nel 2014. Sullo sfondo di queste dichiarazioni, Borrell ha invitato Mosca ad astenersi da attività che "minacciano la sicurezza e la stabilità in Europa".

Il Cremlino definisce le dichiarazioni di Praga infondate e inverosimili, mentre il ministero degli Esteri le considera come "una parata marasmica".

Sullo sfondo di questo conflitto, la Repubblica Ceca ha dichiarato persone non gradite diversi diplomatici russi, inoltre alcuni Paesi Ue, Slovacchia e Paesi baltici, in solidarietà con Praga hanno espulso analogamente funzionari delle missioni diplomatiche russe delle proprie ambasciate. Tutti hanno ricevuto una risposta simmetrica da parte di Mosca.

Di recente diplomatici russi erano stati espulsi anche da Stati Uniti, Bulgaria, Ucraina, Polonia e Romania e Italia.

In alcuni casi il provvedimento rientrava all'interno della politica sanzionatoria, in altri vi sono state accuse di spionaggio, in altri si faceva riferimento alla Convenzione di Vienna, che consente di non nominare il motivo.

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Josep Borrell, Occidente, Diplomazia Internazionale, Politica Internazionale, Russia, Unione Europea
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