01:21 08 Maggio 2021
Politica
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Dopo lo scontro diplomatico tra Praga e Mosca dei giorni scorsi per l'esplosione di un deposito d'armi in Repubblica Ceca nel 2014, questa volta è il turno della Bulgaria.

Sei russi sono sospettati di aver fatto esplodere depositi militari in Bulgaria, tre di loro sono stati accusati di tentato omicidio dell'imprenditore Emilian Gebrev, riporta la televisione nazionale bulgara (BNT), con riferimento alle carte della Procura.

Diverse esplosioni si sono verificate in depositi e aziende per lo smaltimento di esplosivi e la produzione di armi nell'arco di dieci anni. In quattro di questi casi, gli investigatori hanno riscontrato somiglianze, ha riferito la portavoce del procuratore capo Siika Mileva. In particolare in alcuni depositi erano immagazzinate armi da destinare alla Georgia e all'Ucraina.

L'attentato a Emilian Gebrev è avvenuto nell'aprile 2015. Secondo la Procura bulgara, hanno cercato di avvelenarlo con una sostanza organofosforica. L'uomo d'affari forniva armi alle forze armate ucraine nel pieno del conflitto del Donbass.

In precedenza Praga aveva lanciato accuse contro Mosca per incidenti in depositi di armi. Le autorità ceche hanno affermato che i servizi segreti russi hanno organizzato un'esplosione in un deposito di munizioni a Vrbetica nel 2014, dopodiché hanno espulso alcuni diplomatici dell'ambasciata a Praga. Questa mossa ha provocato la reazione da parte della Russia. Allo stesso tempo Mosca ha definito le accuse di Praga "una parata marasmica". 

Allo stesso tempo, il presidente ceco Milos Zeman ha affermato che il controspionaggio non lo aveva informato dei sospetti su Mosca per sei anni. Tra le possibili ragioni dell'incidente, ha nominato la negligenza dei dipendenti e il "gioco dei servizi segreti stranieri".

Lavrov ironico sulle accuse bulgare

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, commentando le dichiarazioni della Bulgaria sul presunto coinvolgimento dei russi nelle esplosioni nei depositi di armi, ha affermato che potrebbe essere il preludio per arrivare all'accusa dell'omicidio dell'arciduca Ferdinando, che ha fatto scoppiare la Prima Guerra Mondiale.

"È anche positivo che non abbiamo ancora ucciso l'arciduca Ferdinando, ma, a quanto pare, ci stiamo dirigendo verso questo", ha detto Lavrov in una conferenza stampa dopo i colloqui con l'omologo messicano.

Così ha risposto alla richiesta di commentare le dichiarazioni della Procura bulgara sul presunto coinvolgimento dei russi nelle esplosioni nei depositi di armi.

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Russia, Bulgaria
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