22:51 14 Maggio 2021
Politica
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Le forze di maggioranza hanno raggiunto un compromesso in un ordine del giorno che prevede un possibile spostamento dell'orario del coprifuoco entro due o tre settimane.

Il governo potrebbe rivedere l’orario del coprifuoco a partire dalla seconda metà di maggio. È quanto messo nero su bianco da un ordine del giorno della maggioranza sulle riaperture. Una valutazione, si legge nel testo del provvedimento, divulgato dall’Ansa, che verrà presa “sulla base dell'andamento del quadro epidemiologico oltre che dell'avanzamento della campagna vaccinale” e che potrebbe rivedere “i limiti temporali di lavoro e spostamento".

Insomma, secondo quanto riferito da fonti di governo anche all’agenzia di stampa Adnkronos, tra un paio di settimane l’esecutivo potrebbe pensare ad un allentamento delle restrizioni e ad eventuali modifiche sulle regole attuali. Per ora non sarebbero previste nuove cabine di regia. Ma l’ordine del giorno, che riformula quello proposto da Fratelli d’Italia che chiedeva l’abolizione del coprifuoco, rappresenta uno spiraglio per una revisione delle limitazioni.

Come si legge sul Corriere della Sera, infatti, l’esame dell’ordine del giorno presentato dal partito di Giorgia Meloni è slittato proprio per il raggiungimento dell’accordo di maggioranza.

L’odg che chiedeva l’apertura fino a mezzanotte per i ristoranti nelle zone gialle alla fine è stato bocciato, e la maggioranza ha optato per un compromesso per evitare una spaccatura, visto che anche la Lega e Italia Viva si sono dichiarate a favore dell’abolizione del coprifuoco.

A votare a favore sono state FdI e Alternativa C'è, mentre Forza Italia e Lega hanno preferito non votare. "Assurdo", è stato il commento su Facebook di Giorgia Meloni. "Mentre FdI ha votato per abolire questa misura irrazionale e liberticida, tutti i partiti di maggioranza hanno votato a favore o non hanno partecipato alla votazione. - ha scritto la leader del partito - Da non crederci".

Si è preferito optare, quindi, per una formulazione più diplomatica, che rimanda di qualche settimana la decisione, sulla base dell’andamento della curva.

A condurre la mediazione, secondo l’Adnkronos, sarebbe stato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, che avrebbe affrontato la questione anche con lo stesso premier Draghi.

Nelle scorse ore ad invocare l’abolizione del coprifuoco o un suo spostamento in avanti di almeno un’ora erano stati diversi esponenti politici tra cui il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, e il leader di Italia Viva, Matteo Renzi.

“Quella del coprifuoco è una norma che non è nemmeno supportata e certificata da evidenze scientifiche e sanitarie”, aveva detto il leghista proponendo lo slittamento delle limitazioni alle 23 per facilitare il lavoro dei ristoratori.

"Io la penso come Stefano Bonaccini: è ovvio che vada rivisto il coprifuoco delle 22. Lo sanno tutti e privatamente lo dicono tutti: così non ha senso. Dunque, nei prossimi giorni il coprifuoco andrà tolto o l'orario prolungato", aveva scritto invece Renzi nella sua ultima Enews.

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