19:10 17 Maggio 2021
Politica
URL abbreviato
456
Seguici su

Meloni e Fratelli d'Italia si asterranno dal votare il Pano nazionale di recupero e resilienza (Pnrr), perché 24 ore per leggerlo e discuterne sono troppo poche.

Giorgia Meloni con il suo Fratelli d’Italia non ci sta a votare questo Recovery plan da oltre 200 miliardi di euro che promette sulla carta di riplasmare l’Italia come il piano Marshall fece nel secondo dopo guerra.

Non voteranno il piano di ripresa (Pnrr) perché 24 ore di tempo per leggere le 319 pagine del testo sono poche, la decisione politica è quella della astensione.

“La domanda che le faccio, Presidente Draghi, è: davvero pensate che sia giusto e normale che il Parlamento della Repubblica voti un documento di tale portata, il più importante nella storia repubblicana, senza aver avuto il tempo necessario a leggere questo Piano? Pensate che sia normale votarlo a scatola chiusa?”, domanda Meloni alla Camera dei deputati.

Meloni contro chi ha fatto cadere Conte

Il discorso della Meloni è chiaro, avete fatto cadere il governo di Giuseppe Conte perché non vi faceva leggere il piano o ve lo consegnava nel cuore della notte, ma ora siete disposti a votarlo con un preavviso di 24 ore.

“Il ruolo dei parlamentari non è quella di fare il pubblico pagato alle sue comunicazioni. Noi non siamo nella condizione di giudicare in coscienza un documento di oltre 300 pagine”, dice la Meloni.

“È questa la famosa unità nazionale che ci avete tanto decantato? Tutti uniti a non contare assolutamente nulla. La Commissione ha sempre indicato la data del 30 aprile, quindi si poteva dare almeno una settimana al Parlamento per lavorare bene e consegnare il Piano nei tempi”, arringa ancora la leader di Fratelli d’Italia.

E quindi l’affondo:

“Noi di questo Pnrr non abbiamo visto nulla. Ma intanto c'è il disco verde della Commissione europea, perché loro il documento lo hanno potuto leggere”.

La risposta di Mario Draghi

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha rinnovato il suo personale profondo rispetto per il ruolo del Parlamento ed ha ammesso che i tempi sono stati ridotti, ma ha anche aggiunto la motivazione di una tale corsa.

Il 30 aprile per la consegna ufficiale a Bruxelles è stato scelto per poter accedere quanto prima ai fondi dell’Unione Europea.

La Commissione UE, infatti, già a maggio andrà sui mercati finanziari con una emissione di debito comune per finanziare i primi fondi da elargire agli Stati che richiederanno l’accesso al Next Generation EU.

Allungare i tempi avrebbe voluto dire non ricevere la prima tranche tra pochi mesi, ma verso la fine del 2021.

Tags:
Politica Italiana, Giorgia Meloni
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook