00:34 08 Maggio 2021
Politica
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Un governo di avversari che devono dialogare e con atteggiamento costruttivo nell'interesse del Paese, questa la prospettiva del ministro Franceschini sull'attuale governo.

Non è un governo nato tra partiti che condividono una certa storia, ma un governo di avversari che devono collaborare per ricostruire il Paese. Lo ha esplicitato meglio il ministro della Cultura, Dario Franceschini, intervistato dal Corriere della Sera.

“Questo è un governo di avversari nato per l’emergenza… di avversari che devono collaborare, inclusa la redazione del Recovery and resilience plan. Io credo che non ci vorrebbe molto a mantenere, da parte di tutti, un atteggiamento costruttivo nell’interesse del Paese”.

Il ministro Franceschini sembra con queste parole bacchettare un po’ tutti nel governo, in particolare Enrico Letta segretario del suo stesso partito e Matteo Salvini con la Lega che nell’ultimo Consiglio dei Ministri dedicato al decreto sulle riaperture si è astenuto con tutta la sua componente di ministri per una questione di parte politica.

La riapertura dei luoghi della cultura

Franceschini parla anche dei luoghi della cultura che dal 26 di marzo hanno riaperto, ma con non poche difficoltà.

I teatri dovranno rivedere completamente i posti per il pubblico e anche fare le prove degli spettacoli non sarà affatto semplice.

I cinema riaprono ma non hanno una grande scelta di titoli perché molti sono andati direttamente sulle piattaforme on demand.

“Conto sull’aiuto dei distributori cinematografici perché ora nelle sale arrivino buoni e grandi film, ce ne sono tanti in attesa, dai primi segnali posso dire di essere ottimista”, ha affermato il ministro.

E il ministro annuncia anche un potenziamento di Cinecittà, ora trasformato in “set” per le vaccinazioni.
“Nel Recovery abbiamo previsto 300 milioni per il potenziamento sia di Cinecittà che della Fondazione Centro sperimentale di cinematografia”.

Tags:
Politica Italiana, Dario Franceschini
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