22:28 14 Maggio 2021
Politica
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Trovato l'accordo sul superbonus durante il Consiglio dei Ministri sul Piano di Ripresa e Resilienza che si è svolto in tarda serata, dopo una telefonata fra il premier e la Von Der Leyen che ha sbloccato l'impasse con Bruxelles.

L'Europa accende la luce verde per il Recovery Plan italiano, dopo una giornata di stallo e serrate interlocuzioni con Bruxelles. A sbloccare l'impasse una telefonata pomeridiana fra Mario Draghi e Ursula Von Der Leyen. Lo ha annunciato il premier durante il CdM notturno durante il quale è arrivato il via libera del governo alla bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che lunedì verrà trasmesso alle Camere.

Superate le frizioni in maggioranza sul superbonus con l'impegno del ministro dell'Economia di inserire la proroga al 2023 in manovra. Dopo il passaggio in Parlamento il Piano da 221,5 miliardi verrà trasmesso a Bruxelles entro venerdì 30 aprile. 

Superbonus

La mancanza di una copertura per l'estensione del superbonus per l'edilizia al 2023 aveva mandato in fibrillazione la maggioranza. Netta presa di posizione del M5S, fautore e maggior sostenitore della misura, con la discesa in campo dell'ex premier Giuseppe Conte, adesso alla guida del movimento, che è intervenuto con un post di Facebook per chiedere "segnali politici forti e chiari a salvaguardia" di una misura "fondamentale per la transizione ecologica". 

Anche Forza Italia aveva chiesto di inserire l'estensione del superbonus al 2023 nella bozza del PNRR. Il nodo è stato sciolto dal ministro Franco che ha preso l'impegno ad inserire la misura in manovra, rimandando la valutazione sugli effetti dell'agevolazione a dopo l'estate. Se questa valutazione sarà positiva le coperture per la proroga al 2023 verranno inserite nella Legge di Bilancio. Soddisfatti per l'intesa trovata M5S e PD. 

Lo stallo con Bruxelles 

Le perplessità di Bruxelles sul Recovery Plan italiano hanno determinato uno stallo durato l'intera giornata di sabato. L'impasse ha fatto slittare a notte fonda il CdM previsto alle dieci di sabato mattina. Serrate interlocuzioni e infine una conversazione diretta al telefono tra il premier Draghi e la presidente della Commissione europea ha consentito di trovare un'intesa sul piano da oltre 200 miliardi di euro. 

Il disco verde dall'Europa al Pnrr di Draghi non pone fine al confronto, che continuerà per "rifiniture" su aspetti marginali. Bruxelles conferma la piena coerenza del piano con i sei pilastri del Next Generation Eu e i parametri fissati dai regolamenti europei che prevendono una quota di progetti "verdi" pari al 40% del totale e di progetti digitali del 27%.

Cosa contiene il PNRR 

Il Piano comprende "un ambizioso progetto di riforme" con quattro riforme di contesto: "pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione della legislazione e promozione della concorrenza", si legge nel preambolo scritto dal premier. Nella bozza sono tratteggiate sei missioni: 

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  • Istruzione e ricerca
  • Inclusione e coesione
  • Salute

Le riforme affronteranno trasversalmente tre priorità di sostegno a giovani, donne e al Sud. Ci sono poi misure volte alla "modernizzazione del mercato del lavoro; il rafforzamento della concorrenza nel mercato dei prodotti e dei servizi" e la riforma del fisco. 

Al Sud sono destinati 82 miliardi, circa il 40% delle risorse territorializzabili. I piano è fortemente orientato all'inclusione di genere e al sostegno all'istruzione, formazione e occupazione dei giovani. In base a quanto riferito da Adnkronos nella redazione del documento è stato adottato un criterio di condizionalità, la cosiddetta "norma Letta": ciascun progetto del Recovery dovrà avere una quota obbligatoria di assunzioni di donne e giovani, per essere approvato. 

 

 

Tags:
Ursula von der Leyen, UE, Mario Draghi, Italia
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