18:47 17 Maggio 2021
Politica
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Il MoVimento perde il suo strumento di democrazia diretta dal basso, che ha permesso la partecipazione degli attivisti. L'associazione ha annunciato sul Blog delle Stelle il divorzio e l'avvio della procedura di cassa integrazione del personale.

Rousseau si separa dal M5S. Un annuncio definitivo e irrevocabile, così come compare sulla pagina del Blog delle Stelle. "L’Associazione Rousseau cambia strada. La scelta è dolorosa, ma inevitabile", l'incipit. Causa della rottura sarebbe l'ingente indebitamento accumulato dal movimento che non avrebbe onorato i suoi impegni nonostante i continui solleciti dell'associazione. 

Il divorzio era nell'aria già da inizio mese quando l'associazione aveva dato un ultimatum per definire i rapporti pendenti: la data del 22 aprile. L'ingente debito accumulato dal Movimento non sarebbe l'unica ragione della rottura, dovuta anche a incomprensioni di natura politica.

"In questi 15 mesi abbiamo sollecitato costantemente la risoluzione delle criticità", si legge nel comunicato. "Ma stare insieme - prosegue - deve essere una scelta reciproca e deve presupporre rispetto e assunzione di responsabilità da ambo le parti. E questo, purtroppo, non si è verificato". 

Nel comunicato Rousseau spiega di essere costretto a procedere con l'avvio della cassa integrazione per i suoi dipendenti. "A fronte dell'enorme mole di debiti accumulati dal M5S", non è più possibile "sostenere le spese necessarie per il personale che lavora quotidianamente ai 19 servizi di cui il MoVimento 5 Stelle usufruisce".

L'addio a Beppe Grillo e al suo movimento non segnerà la fine dell'esperienza Rousseau: il progetto proseguirà nel suo percorso a costruire movimento, seppur dopo "pesanti ridimensionamenti". 

"La visione di Gianroberto è chiara e noi la porteremo avanti. Ci impegneremo, infatti, ancora di più e in tutte le forme che saranno necessarie, affinché le sue idee continuino a camminare sulle gambe di coloro che vorranno esserci", prosegue il comunicato.

Rousseau partirà con un nuovo progetto e con nuovi attori protagonisti per diventare "uno spazio aperto, laico e trasversale" per dare voce a chi vorrà proporre nuove idee. 

"Uno spazio che ha l’ambizione di realizzare la più grande “lobby” dei cittadini attivi", scrivono gli attivisti. "Oggi siamo a terra, ma ci rialzeremo perché noi siamo MoVimento", conclude il comunicato.

Le tensioni interne al M5S

La scelta di sostenere il governo di Mario Draghi ha letteralmente spaccato il M5S e portato all'espulsione nei gruppi parlamentari degli onorevoli contrari, astenuti o assenti in aula al momento del voto di fiducia.

La svolta è arrivata dopo l'addio al movimento di uno dei leader storici e più irriducibili, Alessandro Di Battista, dopo l'esito della votazione su Rousseau. Votazione contestata dalla "frangia anti-draghi", che reputava il quesito referendario fazioso. 

Successivamente, per ritrovare l'unità e, soprattutto, iniziare un nuovo corso, è stato affidato un ruolo guida all'ex premier Giuseppe Conte all'interno del M5S.

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Beppe Grillo, M5S, Italia
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