22:23 07 Maggio 2021
Politica
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La denuncia di Silvia Sardone, consigliere comunale ed eurodeputata della Lega, che accusa l'amministrazione Dem: "Privilegia gli stranieri nell'inserimento lavorativo e spende centinaia di migliaia di euro per i migranti".

Nel Comune di Milano dal 2018 al 2021 le borse di lavoro erogate dal Centro di Mediazione al Lavoro (Celav) del capoluogo lombardo, sono andate a finire per il 51 per cento a cittadini stranieri.

Un dato che evidenza una sproporzione ai danni dei cittadini italiani, visto che la popolazione immigrata a Milano è di circa il 20 per cento. A denunciare lo squilibrio nell’assegnazione delle offerte di lavoro è l’eurodeputata e consigliere comunale leghista, Silvia Sardone che in un’intervista al Giornale.it sottolinea come a questo si aggiungano anche le spese di centinaia di migliaia di euro destinate ai migranti ospitati nei centri di accoglienza.

"Dal 2018 al marzo del 2021, su 3.060 persone che hanno beneficiato delle borse lavoro erogate dal Celav 1.575 sono straniere: praticamente il 51 per cento”, rende noto la leghista, che fa sapere come "nello stesso periodo" siano stati "spesi 650mila euro per gli ospiti dei centri d'accoglienza Sprar".

Sardone e colleghi si chiedono quali siano le modalità con cui la struttura milanese nata con l’intento di ridurre la disoccupazione cittadina mettendo in comunicazione domanda e offerta lavorativa, visto che negli ultimi due anni il bilancio delle borse assegnate ha premiato quasi sempre i migranti.

A parlare sono i numeri. Nel 2018 su 1.129 beneficiari di tirocini 628 erano stranieri e 501 italiani. Nel 2019 i selezionati sono stati 1019 e anche in questo caso i dati sono molto vicini: 444 assegnati a stranieri e 575 ad italiani. Nel 2020, sempre secondo i dati citati da Sardone, su 627 tirocinanti 345 erano stranieri e 282, la minoranza, italiani. In più nel 2018, 2019 e nel 2020 sono stati spesi rispettivamente 331mila, 229mila e 100mila euro per gli Sprar.

Anche per il primo trimestre del 2021 gli stranieri sono già in vantaggio. "Gli italiani a Milano non possono continuare a vedersi sistematicamente scavalcati da chi è arrivato nel nostro Paese da poco tempo: non è razzismo, è semplice buonsenso di cui però non sono forniti Pd e compagni", protesta la consigliera leghista, citata dal Giornale.

“I numeri parlano chiaro e fanno impallidire per il netto squilibrio che pende dalla parte degli immigrati”, commenta. Squilibri che, secondo la Sardone, si verificherebbero anche con altre misure di sostegno.

"Perché privilegiare sempre gli stranieri nell'inserimento lavorativo? Perché usare due pesi e due misure? Perché gli italiani sono considerati cittadini di serie B?”, si domanda l’esponente leghista che lancia una stoccata a Sala. "La sinistra sempre più anti-italiana ha molto ben chiare le sue priorità per Milano: dare la precedenza sempre agli stranieri, e questo – denuncia - è inaccettabile".

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