18:32 17 Maggio 2021
Politica
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Lo strappo di Matteo Salvini sul decreto Covid rischia di minare la sintonia all'interno della maggioranza. Il premier Draghi: "Un precedente grave che fatico a comprendere".

Non potevamo votare un decreto che continua a imporre chiusure, coprifuoco, limitazioni. I dati sanitari fortunatamente sono in netto miglioramento: negli ultimi giorni sono migliaia i letti di ospedale che si sono liberati. Con rigidi protocolli di sicurezza, con prudenza e mantenendo le distanze, si può anzi si deve tornare a vivere e lavorare al chiuso e all’aperto”.

Così sui social il leader della Lega, Matteo Salvini, spiega le ragioni del no del suo partito all’ultimo decreto Covid del governo che sarà in vigore dal 26 aprile al 31 luglio.

Un provvedimento che lo stesso Salvini aveva definito di “buon senso”. Ma alla fine il compromesso raggiunto non è piaciuto al segretario della Lega che, secondo la ricostruzione del Corriere della Sera avrebbe annunciato al premier Draghi, con un sms, che il suo partito non avrebbe avallato le nuove misure.

Non c’è solo il problema del coprifuoco, che resterà alle 22 fino a fine luglio. Secondo Salvini le linee guida adottate sarebbero troppo “punitive” per ristoranti, palestre e piscine.

Voteremo il prossimo decreto – ha annunciato il leader leghista sui social - se insieme al piano vaccinale e alla tutela della salute prevederà il ritorno alla vita e il ritorno al lavoro”.

Una mossa che, sempre secondo il retroscena pubblicato dal quotidiano di via Solferino, il premier non si aspettava. Durante la riunione a Palazzo Chigi la definisce “un precedente grave”.

”Fatico a comprendere, le decisioni su coprifuoco e ristoranti le avevamo prese insieme”, è stato il commento del premier dopo l’annuncio del ministro leghista dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, che secondo le fonti del Corriere era pronto a votare il nuovo decreto, ma che ha dovuto comunicare il cambio di linea dettato al telefono da Matteo Salvini.

L’incidente di ieri non sarà privo di conseguenze sulla “stabilità” della maggioranza di governo, che finora si è mossa con una relativa “sintonia”. Una sintonia che si era vista nell’ultima cabina di regia e che si è persa ieri con la rottura di Salvini.  

L’obiettivo ora, assicurano le fonti di Palazzo Chigi, è quello di superare l’incidente, anche se c’è chi pensa che il segretario leghista stia pensando ad un passo indietro, visto che continua a perdere consensi, mentre a crescere sempre di più nei sondaggi è il partito di Giorgia Meloni.

Anche la leader di Fratelli d’Italia, ieri, si è scagliata contro il provvedimento. La conferma del coprifuoco alle 22, ha scritto, “è l’ennesima mazzata per tutto il Paese e una scelta folle che rischia di distruggere definitivamente il tessuto economico nazionale”.

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riapertura, decreto, Mario Draghi, Matteo Salvini
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