14:04 16 Maggio 2021
Politica
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Il nuovo progetto imprenditoriale del senatore di Italia Viva si chiama Ma.Re. Consulting e punta a fornire assistenza e servizi in materia strategica ad imprese ed enti.

Qualcuno mormora che sia tentato di lasciare la politica e un partito che dalla sua fondazione stenta a decollare, anzi, come dicono i suoi, che ha proprio “il piombo nelle ali”, e dedicarsi al ruolo di conferenziere.

Ruolo prestigioso e redditizio che gli consente di intessere importanti relazioni a livello internazionale. Lui, Matteo Renzi, ha smentito in tutti modi rilanciando il partito con una serie di iniziative e proposte. Ma nel frattempo, come rivela L’Espresso, starebbe lavorando anche ad altri progetti.

La scorsa settimana, secondo quanto si legge sul settimanale, ha aperto la Ma.Re. Consulting, una Srl che porta le iniziali del suo nome, di cui è fondatore ed azionista unico, e che si occuperà di “consulenza, assistenza, prestazione di servizi, svolgimento di analisi, studi e ricerche” per imprese o enti, e fornitura di “servizi in genere, in materia di strategia aziendale e industriale, operazioni straordinarie quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, acquisizioni, fusioni”.

La sede è in uno storico palazzo del centro di Roma, di proprietà della famiglia Torlonia. È lo stesso Renzi a chiarire all’Espresso come la Srl con 10mila euro di capitale, non servirà per fatturare i suoi cachet come conferenziere, come quello percepito nella discussa visita in Arabia Saudita.

La partecipazione al summit della Future investment iniziative, organizzato dalla monarchia di Riad per attrarre capitali stranieri nel Paese, non è l'unica trasferta a cui Renzi ha partecipato nell'ultimo periodo.

Nelle scorse settimane è stato in Senegal, per accompagnare alcuni imprenditori italiani a discutere “un progetto di piattaforma di trasporti e logistica a livello della zona economica speciale di Diass”. Poi c'è la misteriosa comparsata al gran premio di F1 del Bahrein, assieme a Jean Todt e al primo ministro  Salman ben Hamad Al Khalifa.

Il senatore, quindi, viste anche le magre prospettive politiche di Italia Viva, forse intende davvero concentrarsi maggiormente sugli affari, provando a sviluppare un settore in cui aveva cercato di far breccia anche due anni fa con la Digitstart, società fondata a Firenze con uno statuto quasi identico, che non fu mai messa in moto. Ora però i tempi sono cambiati.

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