01:00 08 Maggio 2021
Politica
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Nella vicenda dell'esplosione del deposito d'armi nel villaggio di Vrbetice non si tratta di un attacco russo contro la Repubblica Ceca, ma di un'operazione di ufficiali dell'intelligence russa sulla merce di un trafficante d'armi bulgaro, ha affermato il premier ceco Andrej Babiš.

"Non è stato un atto di terrorismo di Stato, come abbiamo sentito ieri da alcuni politici. È stato un attacco di agenti del Gru su merci appartenenti ad un uomo d'affari bulgaro, trafficante di armi. Volevo declassificare il documento sull'incidente. Ma le indagini continuano", ha detto Babiš in una conferenza stampa a margine di una riunione del governo.

La sera del 17 aprile aveva annunciato che le autorità ceche sospettavano che i servizi segreti russi fossero coinvolti nell'esplosione in un deposito di armi a Vrbetice nel 2014. A sua volta il vicepremier Jan Hamacek ha detto che 18 diplomatici russi sarebbero stati espulsi dal Paese, che devono lasciarlo entro 48 ore, e la polizia ceca ha inserito nella lista dei latitanti i cittadini russi Alexander Petrov e Ruslan Boshirov.

La sera del 18 aprile la Russia ha annunciato le sue misure di ritorsione. L'ambasciatore della Repubblica Ceca Vitezslav Pivonka, convocato presso il ministero degli Esteri della Federazione Russa, è stato informato che sono state dichiarate persone non gradite 20 dipendenti dell'ambasciata, che devono lasciare il Paese entro 24 ore. Il ministero degli Esteri russo ha sottolineato che le dichiarazioni sul coinvolgimento dei servizi segreti russi nell'esplosione di Vrbetice sono assurde, infondate e inverosimili.

Questa sera il viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko non ha escluso che i partner europei di Praga diano seguito ad una reazione a catena con l'espulsione di altri diplomatici russi, tuttavia ha auspicato che prevalga la razionalità.

In precedenza la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova aveva dichiarato che dietro l'espulsione dei diplomatici russi dalla Repubblica Ceca vi fosse la mano statunitense. Inoltre aveva affermato che l'espulsione dei diplomatici russi da parte di Praga era un escamotage per nascondere informazioni su un possibile colpo di stato contro il presidente bielorusso.

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Andrej Babiš, Russia, Repubblica Ceca
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