14:37 16 Maggio 2021
Politica
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Il tribunale di Palermo ha rinviato a giudizio Matteo Salvini, accusato di sequestro dei migranti a bordo della Open Arms. Per il suo avvocato, Giulia Bongiorno, quella dei magistrati è una decisione politica.

All'indomani della decisione dei giudici di Palermo di rinviare a giudizio Matteo Salvini per il caso Open Arms, Giulia Bongiorno, avvocato del leader leghista e senatrice del Carroccio, parla dal quotidiano La Stampa per un commento sull'udienza di sabato nell'aula bunker dell'Ucciardone. Per la Bongiorno non ci sono dubbi, si tratta di una decisione politica e ribadisce che Salvini secondo una linea condivisa dal governo. Per questo citerà in aula l'ex premier Giuseppe Conte e il ministro Di Maio. 

"La decisione dell’allora ministro Salvini di non far sbarcare i 147 migranti dell’Open Arms fu dettata dalla linea politica del governo Conte 1. Faccio fatica, quindi, a pensare che ora il leader della Lega debba andare a processo. Ci sono ambiti politici in cui i magistrati non devono entrare", afferma.

Secondo la Bongiorno gli ex alleati di governo di Salvini hanno commesso "un grave errore" demandando "le loro scelte" ai magistrati. 

"Si sono rivelati timorosi di rimarcare la linea di confine tra i poteri dello stato", sottolinea.

Il Parlamento è venuto meno al suo ruolo perché le "scelte politiche non dovrebbero essere sottoposte al potere della magistratura".

Il caso Open Arms

Matteo Salvini è accusato di aver tenuto contro la loro volontà 147 migranti a bordo della Open Arms al largo dell’isola di Lampedusa nell’agosto del 2019. 

Il mese scorso il capo della Procura di Palermo, Francesco Lo Voi, ha chiesto il rinvio a giudizio per Salvini per il caso Open Arms.

Sabato scorso, invece, il pm di Catania, Andrea Bonomo, ha chiesto il non luogo a procedere per il ritardo dello sbarco dei 131 migranti a bordo della nave Gregoretti nel luglio del 2019, dichiarando che "non fu sequestro di persona".

 

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Matteo Salvini, Italia
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