13:09 09 Maggio 2021
Politica
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Il presidente del Veneto ha lanciato un appello affinché, in presenza di riaperture, ogni cittadino faccia la propria parte per garantire la sostenibilità degli allentamenti alle restrizioni.

Con il mese di maggio e le probabili riaperture di diverse attività commerciali e l'allentamento di alcune restrizioni, ogni cittadino italiano sarà chiamato a mostrare un senso di responsabilità ancora maggiore nei confronti della collettività. A sostenerlo, in un'intervista al Corriere della Sera, è il governatore del Veneto Luca Zaia:

Un milione di vaccini Pfizer consegnati in tutta Italia
© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Ufficio Stampa Presidenza del Consiglio dei Ministri / Antonio Morlupi
"Soprattutto quando arriveremo alle riaperture, le responsabilità diventeranno di ciascuno di noi", ha chiarito Zaia.

Secondo l'esponente della Lega, infatti, il virus potrà essere definitivamente sconfitto "soltanto se tutti comprendiamo la posta in gioco".

Per quanto riguarda la campagna vaccinale e l'approvvigionamento di nuove dosi per l'Italia, Zaia ha invitato il premier Draghi a esplorare la possibilità di un mercato parallelo dei vaccini:

"Se tra qualche mese, o anno, venissimo a sapere che qualche Paese i vaccini se li è procurati autonomamente, sarebbe la certificazione di essere stati, a esser buoni, distratti. Credo che abbiamo l’obbligo di chiarire se questo mercato parallelo esista o ci sia un mondo di millantatori. Dobbiamo capirlo", ha chiarito Zaia.

Il governatore del Veneto non ha esitato a definire l'attuale situazione pandemica "una guerra", nell'ambito della quale "i vaccini sono le munizioni".

Un conflitto che però, rispetto ad un anno fa, è possibile combattere ad armi pari, grazie agli "anticorpi monoclonali" e, ovviamente, alle "vaccinazioni".

"E dunque, è umano e logico prevedere una nuova forma di convivenza con il virus", ha sentenziato Zaia

Non mancano infine le critiche all'Unione europea, che secondo Zaia avrebbe imposto ai Paesi membri "zavorre, vincoli che ci stanno tracinando negli abissi".

Le riaperture in Italia

Domani, venerdì 16 aprile, la riunione della cabina di regia sulla road map per riaprire progressivamente nei prossimi due mesi. 

In questo senso, l'obiettivo delle Regioni è diccelerare sull'allentamento delle restrizioni, a partire dal ripristino delle zone gialle, già a partire da fine aprile nelle zone in cui l'andamento epidemiologico dovesse consentirlo.

Bar e ristoranti dovrebbero poter aprire a pranzo già nella prima metà di maggio e a cena nella seconda metà, con il conseguente slittamento del coprifuoco fino alle 24.00. Il via libera sarà condizionato al rispetto delle misure anticontagio, con un distanziamento dei tavoli ad un metro per l'esterno e due metri all'interno del locale. 

Le ripartenze riguarderanno anche altri settori colpiti dalle restrizioni, a partire da cinema, musei e teatri. Si ipotizza una riapertura iniziale con capienza all'aperto del 25-30%.

Palestre e piscine, invece, dovranno attendere fino a giugno: l'ok per la ripartenza potrebbe arrivare, infatti, in concomitanza con l'Europeo 2021. Il Cts ha già fissato le distanze di sicurezza: 2 metri per le palestre e 10 metri per le piscine. Non si esclude, però, la concessione del via libera solo per lezioni individuali. 

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