16:13 10 Aprile 2021
Politica
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Il primo discorso di Giuseppe Conte da leader del M5S non convince tanti parlamentari grillini. E alcuni esponenti del Movimento ad Italia Oggi parlano già di leader "commissariato": "Nei momenti importanti decide solo Grillo".

Il bilancio del primo discorso di Giuseppe Conte da leader del Movimento 5 Stelle è in chiaroscuro.

Oggi il punto forte dell’ex premier è la popolarità, grazie alla quale il partito di Beppe Grillo riuscirebbe a risollevarsi, riuscendo a raggiungere, secondo alcuni sondaggisti, persino il 20 per cento delle preferenze.

Al momento, però, sono pochi gli entusiasti e altrettanti i delusi da un discorso che doveva rilanciare un Movimento alla deriva e che invece è sembrato rinviare le questioni più scottanti a data da destinarsi.

Tutti, del resto, come si legge sul Fatto Quotidiano, sono concordi nel dire che Conte debba andare fino in fondo ed affrontare le questioni nodali. Ma a parte la celebrazione del passato e la strategia di “ripartire” dalla politica sul territorio, le principali criticità, a partire dai rapporti con Davide Casaleggio, la selezione dei rappresentanti e i tagli sullo stipendio degli eletti sono stati appena sfiorati.

Conte ha parlato di un nuovo statuto con “regole ben rigorose”, di confronto diretto attraverso la “democrazia digitale” e così via. Insomma, prende tempo. E in molti se ne sono accorti.

“Ha rinviato su tutto, non ha sciolto nessuno dei nodi che doveva sciogliere”, si lamenta un esponente del Movimento che al giornalista di Italia Oggi, Marco Antonellis, confida che in tanti hanno visto il discorso dell’ex premier come “la solita passerella mediatica”.

La preoccupazione della pancia è che anche Giuseppi sia in fin dei conti un leader “commissariato”, come lo furono Di Maio prima e Crimi poi. A tessere le fila c’è sempre Beppe Grillo.

Il comico genovese ha partecipato alla riunione, ma solo ascoltando. Si è scollegato, ricorda lo stesso quotidiano, alla fine del discorso di Conte, senza neppure ascoltare cosa avessero da dire deputati e senatori grillini. Come sempre sarà lui, pensano molti deputati, "a decidere nei momenti cruciali".

Conte non convince neppure i fuoriusciti. Raffaele Trano, uno degli espulsi confluiti in Alternativa C’è, bolla il discorso programmatico dell’ex premier come un semplice “comizio”. “Non c'è stato un confronto – spiega ad Italia Oggi - e non sono stati sciolti i grandi nodi come il rapporto con Rousseau”.

“Visto così – conclude - il M5S sembra sempre più orientato ad un modello politico ambiguo, che cerca di tirare a campare ‘salvo intese’ e con un'energia lontana anni luce dalla vitalità messa in campo in passato”.

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