08:54 14 Aprile 2021
Politica
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Venerdì scorso Antony Blinken ha annunciato l'annullamento di un ordine esecutivo dell'era Trump che sanzionava i funzionari della Corte penale internazionale e limitava il rilascio dei visti al personale del tribunale. Allo stesso tempo ha sottolineato che Washington non è d'accordo con le indagini sui crimini di guerra di Stati Uniti e Israele.

Durante una telefonata tra Blinken e il ministro degli Esteri israeliano Gabi Ashkenazi, sono stati discussi diversi argomenti, tra cui le sfide alla sicurezza regionale per il governo israeliano, l'assistenza umanitaria ai palestinesi e "la normalizzazione delle relazioni con i Paesi a maggioranza araba e musulmana", ha riferito il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price.

"Il segretario ha sottolineato la convinzione dell'amministrazione che israeliani e palestinesi dovrebbero godere di pari misure di libertà, sicurezza, prosperità e democrazia", ​​ha detto Price. "Il segretario ha ribadito il forte impegno statunitense per Israele e la sua sicurezza e di attendere con impazienza il rafforzamento di tutti gli aspetti del partenariato USA-Israele".

Nella dichiarazione di Price sulla telefonata tra i capi delle diplomazie di Usa e Israele non c'è alcuna menzione sulla decisione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden di sospendere le sanzioni contro la procuratrice capo della Corte Penale Internazionale Fatou Bensouda e Phakiso Mochochoko, direttore della divisione di Giurisdizione e Cooperazione della Corte.

La Bensouda aveva annunciato in particolare a marzo che la Corte avrebbe indagato sui presunti crimini di guerra perpetrati dalle forze di difesa israeliane e da altri gruppi militari a partire dal giugno 2014.

Avvisi formali sull'indagine sono stati inviati sia a Israele che all'Autorità Palestinese (AP).

La scorsa settimana Israele si è mosso per sospendere il permesso di viaggio di Riyad al-Maliki, ministro degli Esteri dell'Autorità Palestinese, a seguito della sua visita alla Corte penale internazionale. Lo stesso giorno, la squadra di al-Maliki è stata interrogata da funzionari dell'intelligence israeliana.

"Il ministro è stato trattenuto per circa mezz'ora e il suo staff per un'ora", ha spiegato il funzionario del ministero degli Esteri palestinese Ahmad al-Deek, osservando che il titolare del dicastero diplomatico è stato fermato durante il viaggio dalla Giordania alla Cisgiordania.

All'inizio di marzo, The National, media con sede negli Emirati Arabi, aveva riportato con riferimento ad un documento ufficiale del Dipartimento di Stato, che Washington aveva in programma di ripristinare le relazioni con la Palestina, invertendo diversi passi intrapresi dalla precedente amministrazione Trump a sostegno dell'attività dei coloni israeliani in Cisgiordania e in contrapposizione al principio dei due stati come base per risolvere l'annoso conflitto.

La Russia ha accolto con favore le dichiarazioni di Washington a sostegno della soluzione dei due Stati per il conflitto israelo-palestinese, ma si aspetta che l'amministrazione Biden passi dalle parole ai fatti.

"Il nostro approccio è stato confermato dalla nostra posizione sulla scena internazionale e dal lavoro concreto nelle organizzazioni internazionali. Al momento, le somiglianze tra il nostro approccio e quello degli Stati Uniti sono confermate solo nelle dichiarazioni. Ecco perché dobbiamo aspettarci azioni concrete", ha detto la scorsa settimana il ministero degli Esteri russo.

La soluzione dei due Stati prevede la creazione di uno Stato palestinese che coopererà pacificamente con l'attuale Stato d'Israele, ponendo così le basi per una pace duratura in Medio Oriente.

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Tony Blinken, Medio Oriente, situazione in Medio Oriente, Palestina, Israele, USA
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