04:50 15 Aprile 2021
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Secondo il presidente dell'Inps il requisito della “residenza in Italia da dieci anni” per i beneficiari del reddito di cittadinanza sarebbe “eccessivo”. Salvini: "Prima pensi agli italiani in difficoltà".

Reddito di cittadinanza anche ai migranti che vivono nel nostro Paese da meno di dieci anni. È la proposta del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che in un’intervista a La Stampa ha chiesto di allargare la platea dei beneficiari della misura assistenziale appena rifinanziata con un miliardo.

Secondo i dati citati dallo stesso Tridico finora il reddito di cittadinanza finisce nelle tasche di circa 3 milioni di persone per una media di circa 550 euro ognuno.

“Ora – ha detto a La Stampa - sono necessarie risorse aggiuntive soprattutto per le famiglie numerose e gli immigrati”.

Secondo il numero uno dell’ente previdenziale, infatti, il requisito della “residenza in Italia da dieci anni” sarebbe “eccessivo” e rappresenterebbe un unicum nel panorama europeo. L’idea, quindi, sembra essere quella di snellire i requisiti per includere anche chi è approdato da poco in Italia.

Immediate le critiche da parte del centrodestra. “Dopo le fesserie di Letta sullo Ius soli, il delirio di Tridico per dare il reddito di cittadinanza agli immigrati. Alla faccia di tutti gli italiani che aspettano ancora risarcimenti che nemmeno l'ultimo decreto ha stanziato in misura adeguata”, tuona via Twitter il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, che chiede le dimissioni del dirigente.

Duro anche il commento del leader della Lega, Matteo Salvini, che chiede di aiutare prima “i (tanti) italiani in difficoltà”. “Poi (se avanza) si penserà ad altri. Punto”, scrive in un post sullo stesso social network.

“Il presidente Inps Tridico, tanto caro al M5S, chiede risorse per finanziare il reddito di cittadinanza agli immigrati, ritenendo esagerato il requisito di 10anni di cittadinanza”, incalza la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che parla di “delirio”. “Il tutto – prosegue sempre via social - mentre le attività chiudono e i cittadini sono insoddisfatti delle briciole del decreto sostegni”.

La risposta alle polemiche, prevedibili, era già stata anticipata nell’intervista, in cui Tridico aveva detto di non temere le critiche. “Per formazione culturale mi occupo di sistemi economici comparati, faccio confronti con le migliori esperienze nei Paesi avanzati”, ha chiarito, specificando come non spetti a lui prendere decisioni o fare “riflessioni politiche”.

Nel colloquio con il quotidiano di Torino il presidente dell’Inps ha affrontato anche il tema delle donne, suggerendo “un esonero contributivo di tre anni" per chi torna al lavoro dopo la maternità, per evitare discriminazioni verso coloro che scelgono di coniugare lavoro e famiglia. Tra le proposte anche quella del riscatto della laurea ai fini della pensione per promuovere gli studi.

Sulla proroga del blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione il manager ha fatto sapere di “condividere i provvedimenti del precedente governo che sono assolutamente in linea con l’attuale” riguardo il “connubio tra la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti” definito “ragionevole” e dettato dalla prudenza. 

Infine, il nodo del sistema pensionistico con la previsione di una “tutela per fragili e disoccupati nella fase post pandemica”.

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Pasquale Tridico, INPS, reddito di cittadinanza
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