04:10 15 Aprile 2021
Politica
URL abbreviato
513
Seguici su

A poco più di una settimana dal voto che ha sancito l'ascesa di Enrico Letta alla segreteria dei dem, l'ex presidente del Consiglio ha evidenziato l'importanza dell'asse con i pentastellati affinché il centrosinistra possa confrontarsi ad armi pari con gli avversari alle prossime elezioni.

Il Partito Democratico ha bisogno di consolidare le proprie alleanze, anche e soprattutto con il Movimento 5 Stelle, perché rimanendo isolato il rischio concreto è quello di cedere il passo alla destra nei prossimi appuntamenti elettorali.

Ad affermarlo è il neo-segretario del Pd, Enrico Letta, il quale a La Stampa ha esplicitato la propria linea di pensiero su tale questione:

"Se si va da soli si perde. Vogliamo unire la sinistra e lavorare a un discorso comune con i Cinque Stelle. Ma senza veti. Battere le destre sarà difficilissimo, non possiamo dividerci”.

Per Letta, in tal senso, Matteo Renzi ed Italia Viva starebbero commettendo un errore nel dire 'No' a prescindere ai grillini, ai quali, secondo l'ex premier, dovrebbero approcciarsi senza pregiudizi:

"Renzi dice no ai 5S? Atteggiamento sbagliato. Non è il nostro. Noi vogliamo aprire alleanze. Non mettiamo veti, non ne vogliamo"

Sulla convivenza con la Lega

Enrico Letta ha anche affrontato la tematica relativa alla convivenza con la Lega Nord alla maggioranza, esprimendo il plauso a Mario Draghi e allo stesso PD per aver limitato le pretese avanzate dai leghisti:

"Draghi è stato bravissimo nel limitare al massimo le richieste della Lega in fatto di condoni. Draghi e il governo al completo hanno saputo rispondere bene a un segretario di partito che ha tentato di prendere in ostaggio un intero Consiglio dei ministri. Questo anche grazie a un Pd unito che è più forte di prima. Il Pd diviso e debole non ce l'avrebbe fatta, questo è il primo frutto del nostro cambiamento", ha detto ancora Letta.

In tal senso, Letta ha rivendicato l'appartenenza dei dem al nuovo Governo, mettendo al contrario in dubbio la partecipazione allo stesso da parte del Carroccio in virtù del suo repentino cambiamento di posizione relativo all'UE:

"Non siamo noi a dover spiegare il sostegno a Draghi, semmai è la Lega che deve spiegare il suo. La Lega ha cambiato posizione sull'Europa, con una riunione fra Salvini e Giorgetti in un bar davanti a un caffè. Il Pd discute, anche animatamente. La Lega oggi è una caricatura della politica. In un altro bar fra qualche mese, davanti a un altro caffè, potrebbe tornare anche il Salvini di prima", ha incalzato il segretario dem.

Con Letta PD secondo partito

Secondo il sondaggio realizzato da Tecné per l’Agenzia Dire  in data 19 marzo, l'elezione di Enrico Letta alla segreteria del Partito Democratico avrebbe riportato in alto i democratici nello scacchiere politico italiano.

Se la Lega non si schioda dalla prima posizione con il 23,6%, al secondo posto è tornato il PD con il 18%, mentre al terzo viene dato Fratelli d’Italia con un significativo 17,6%, con il M5S solo quarto al 15,8% (-0,2%).

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook