18:54 22 Aprile 2021
Politica
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Con l'arrivo di Enrico Letta al Nazareno cinque parlamentari di Italia Viva avrebbero deciso di tornare al Pd. Domani, nella prima assemblea di Italia Viva dalla crisi di governo, si discuterà della collocazione politica del partito dell'ex Rottamatore.

Per Italia Viva l’arrivo di Letta alla guida del Pd è una “classica situazione win-win”, scriveva qualche giorno fa Matteo Renzi in una delle sue E-news.

“Ha delineato un profilo riformista, molto diverso dal recente passato, a cominciare dalla legge elettorale e dal rapporto con i Cinque Stelle”, è stato il commento del leader di IV, che ha definito il ritorno dell’ex premier, che proprio lui contribuì a spodestare, “una buona notizia”.

Eppure, il cambio al vertice del Nazareno ha già creato scompiglio nel piccolo partito del senatore di Scandicci, con due deputati e tre senatori che hanno deciso di abbandonare la nave e tornare alla casa madre, il Pd.

“Italia viva non riesce a decollare, ha il piombo nelle ali”, avrebbe confidato al Foglio un esponente del partito, che ha chiesto ai giornalisti di rimanere anonimo. Un partito che non si smuove dal 2,5 per cento, non ha futuro. È questo quello che pensano, in sostanza, quasi tutti i parlamentari che hanno scelto di seguire Renzi in questa impresa.

Sempre secondo quanto si legge sul Foglio, a breve potrebbero rientrare nel Pd i senatori Eugenio Comencini, Leonardo Grimani e Mauro Marino e i deputati Marco Di Maio e Camillo D’Alessandro.

Insomma nel partito dell’ex Rottamatore crescono i mal di pancia, non solo da chi non vede sbocchi per il partito, ma anche da parte di chi è stato escluso dalla squadra di governo.

La questione entrerà prepotentemente nel dibattito di sabato, quando si terrà la prima assemblea di Italia Viva. All’ordine del giorno, come si legge su Repubblica, c’è “l’emergenza sanitaria, economica ed educativa”, ma non si potrà ignorare la questione politica. Il leader del partito dovrà indicare la direzione da prendere, che può essere quella dell’apertura ad un’alleanza con il centrosinistra, senza il M5S, o di un patto, meno probabile, con Azione e +Europa.

Ma si vocifera anche che Renzi stia addirittura pensando a fare un passo indietro, forse dopo l’elezione del capo dello Stato.

Intanto, la linea del partito alle elezioni amministrative sembra sarà incentrata sul pragmatismo: sì a Beppe Sala a Milano, ma anche al centrodestra in Calabria e a Torino.

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