09:28 17 Aprile 2021
Politica
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In precedenza Teheran aveva respinto la proposta degli Stati Uniti e della Ue di avere colloqui diretti sul nucleare con Washington nelle prossime settimane in quanto voleva garanzie sulla revoca delle sanzioni americane dopo l'incontro.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato che la revoca delle sanzioni unilaterali contro l'Iran e il ritorno al piano d'azione globale congiunto contribuiranno alla stabilità regionale.

A febbraio in una telefonata Erdogan ha detto al presidente iraniano Hassan Rouhani di aver visto una finestra di opportunità per Iran e Stati Uniti, aggiungendo che voleva che le sanzioni statunitensi fossero revocate.

Nel 2015 Iran, Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito, Stati Uniti e Unione Europea avevano firmato l'accordo nucleare con Teheran, concordando la rimozione delle sanzioni internazionali contro l'Iran in cambio del ridimensionamento del suo programma nucleare. Nel 2018 Washington si è ritirata unilateralmente dall'accordo ripristinando le sanzioni contro l'Iran. Teheran ha reagito recedendo gradualmente dai propri obblighi derivanti dall'accordo. 

A dicembre l'Iran ha approvato una legge per l'aumento del livello di arricchimento dell'uranio e la sospensione delle ispezioni dell'Aiea nei suoi siti nucleari nel tentativo di ottenere la rimozione delle sanzioni economiche statunitensi. All'inizio di gennaio, l'organizzazione iraniana per l'energia atomica ha annunciato che il Paese era riuscito ad arricchire l'uranio al 20% presso l'impianto di arricchimento di Fordow.

L'Iran aveva anche minacciato di sospendere tutte le ispezioni dell'Aiea negli impianti nucleari entro il 23 febbraio se le sanzioni statunitensi non fossero state revocate entro quel momento. Tuttavia, dopo i colloqui con l'organismo di vigilanza internazionale, Teheran ha accettato di prolungare le ispezioni, ma solo temporaneamente.

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Accordo nucleare, Sanzioni, USA, Iran, Recep Erdogan, Turchia
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