16:45 10 Aprile 2021
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Solidarietà bipartisan dal mondo della politica per l'intimidazione subita dal leader di Italia Viva. E i parlamentari renziani denunciano: "Risultato della campagna d'odio di questi giorni".

Al centro delle polemiche in questi ultimi giorni per la visita alla corte del principe ereditario saudita, Mohammed Bin Salman, oggi Matteo Renzi si è ritrovato una busta contenente due bossoli nel suo ufficio di Palazzo Madama.

A dare la notizia è l’agenzia Ansa, che cita fonti parlamentari. Immediata la solidarietà bipartisan nei confronti dell’ex premier. Tra i primi a sentirlo al telefono c’è la presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati.

Messaggi di vicinanza sono arrivati via Twitter dal coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, che parla di “gesto vile”, e da altri big azzurri, come Anna Maria Bernini, Licia Ronzulli e i ministri Mara Carfagna e Renato Brunetta, che invoca “coesione sociale e unità nazionale”.

​Solidarietà anche dal gruppo della Lega alla Camera e al Senato. “Il dibattito per le differenti idee politiche non dovrebbe mai sfociare in atti intimidatori e violenti. I confini del rispetto della persona non possono mai essere oltrepassati. A Renzi va tutta la nostra solidarietà”, sono le parole di Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, rispettivamente capogruppo a Montecitorio e Palazzo Madama.

“Solidarietà e vicinanza a Matteo Renzi per questa ignobile minaccia: ho ricevuto in passato in diverse occasioni buste con proiettili o bossoli, per cui conosco bene lo sgomento e l’angoscia di fronte a tutto questo. Non sottovalutiamo mai queste minacce: auspico una condanna unanime e trasversale”, scrive anche un altro leghista, Roberto Calderoli.

Decine di tweet a sostegno di Matteo Renzi sono arrivati anche dai parlamentari e ministri del Pd, a cominciare dal leader Dem, Nicola Zingaretti. A condannare il gesto è il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Al coro della solidarietà si uniscono il segretario Dem nel Lazio, senatore Bruno Astorre, il ministro Andrea Orlando, che invita a “combattere tutti insieme contro queste forme di violenza che avvelenano la vita democratica", il capogruppo Pd in Senato, Andrea Marcucci, i deputati Laura Boldrini e Luca Lotti e molti altri.

​“Solidarietà a Renzi. Ha tanti difetti, fatto tanti errori e danni per l’Italia, ma la violenza e gesti di questa gravità si condannano sempre ed a prescindere”, scrive su Twitter Stefano Buffagni, del M5S.

In serata è arrivato anche il tweet della sindaca di Roma, Virginia Raggi, che definisce "gravi e intollerabili le minacce" dirette a Renzi.

​​I parlamentari di Italia Viva e la ministra renziana Elena Bonetti, nel frattempo, si stringono attorno al leader e puntano il dito contro la “campagna d’odio” nei confronti del senatore di Scandicci.

“La campagna d'odio contro Matteo Renzi ha superato ogni limite tollerabile: da mesi il leader di Italia Viva è oggetto di insulti, aggressioni mediatiche, addirittura accuse di immoralità per aver espresso legittime posizioni politiche. Chi aizza questo odio deve essere perseguito”, scrive su Twitter il deputato Michele Anzaldi.

Le stesse parole vengono usate dal presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone: “Il clima d’odio di questi giorni contro #Renzi dimostra che siamo all’imbarbarimento della politica e del dibattito pubblico e i bossoli dimostrano che dalle parole d’odio è facile passare ai fatti”.

​“Nessuno si stupisca: la costante, pervicace campagna di odio nei confronti suoi e di Italia Viva rischia di produrre minacce simili”, scrive anche il deputato renziano Luciano Nobili.

Le polemiche sulla visita in Arabia Saudita

Artefice della crisi che ha portato alla caduta del governo Conte Bis, Renzi è finito nell’occhio del ciclone per i suoi rapporti con la monarchia saudita, ed in particolare per la partecipazione come membro dell’advisory board del FII Institute, l’ente che si occupa di salute, sostenibilità, Intelligenza Artificiale e robotica, creato dal principe saudita Bin Salman, al summit Future investment initiative, andato in scena a fine gennaio nella capitale Riad.

Con la diffusione, nei giorni scorsi, di un rapporto segreto della Cia che indica proprio nel principe ereditario saudita il principale mandante del brutale omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, si sono riaccese le polemiche sui rapporti dell’ex premier con la monarchia saudita. Ad andare all’attacco di Renzi sono stati in particolare Pd, Movimento 5 Stelle e Leu, con Nicola Fratoianni, di Sinistra Italiana, che ha presentato un’interrogazione in Parlamento chiedendo di verificare l’esistenza di possibili conflitti d’interesse.

Ad invocare le dimissioni del senatore leader di Italia Viva, qualche giorno fa, era stato Alessandro Di Battista, sottolineando come sia "assolutamente prioritaria una legge sul conflitto d’interessi, che impedisca ai politici in carica di prendere soldi da enti esteri”.

A criticare Renzi, in un’intervista all’Ansa, oggi era stata anche la fidanzata del giornalista massacrato nel consolato dell’Arabia Saudita in Turchia, Hatice Cengiz. "Non è possibile essere ben informati sull'Arabia Saudita e allo stesso tempo sostenere che il principe ereditario Mohammed bin Salman sia un riformatore”, ha detto la donna. “Forse – ha concluso - deve cercare di capire meglio la realtà della situazione in Arabia Saudita e cosa bin Salman ha fatto a Jamal".

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Solidarietà, Senato, proiettili, Matteo Renzi
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