09:20 14 Aprile 2021
Politica
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Luigi Di Maio parla di una trasformazione del M5S che è quasi completa, manca solo la "ciliegina" ed è Giuseppe Conte che fa da capo politico dei grillini.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, elemento di spicco all’interno del Movimento 5 Stelle prova a tirare dentro il partito l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Al quotidiano La Repubblica afferma che il M5S è "cresciuto" e "maturato":

"Questo governo rappresenta il punto di arrivo di una evoluzione in cui i 5 Stelle mantengono i propri valori, ma scelgono di essere finalmente e completamente una forza moderata, liberale, attenta alle imprese, ai diritti, e anche incentra la sua missione sull’ecologia”.

Una sorta di trasformazione dal populismo di cui negli anni è stato accusato di essere uno dei maggiori esponenti in Italia insieme alla Lega, verso il centro moderato o meglio ancora verso il centrosinistra moderato. Tant’è che M5S-PD-Leu hanno siglato una intesa che li vede uniti in un soggetto politico che nel 2023 potrebbe presentarsi alle elezioni politiche unito.

Giuseppe Conte, sullo sfondo il portavoce Rocco Casalino
Filippo Attili
Giuseppe Conte, sullo sfondo il portavoce Rocco Casalino

La base elettorale ha capito

“Molti pensavano che la nostra base non avrebbe capito, ma il 60% ha votato sì a un esecutivo che nessuno si aspettava. Penso che l’esperienza di governo abbia portato a un’evoluzione dei 5 Stelle, oggi completa”.

Di Maio si riferisce al quesito sottoposto agli iscritti alla piattaforma Rousseau che hanno votato il quesito Draghi sì o no, che in molti nel Movimento 5 Stelle hanno bollato come un quesito costruito ad arte per spingere i votanti verso il sì. Tanto che su Change è stata aperta una petizione per richiedere una nuova votazione.

Al voto hanno partecipato in 74.537 su 119.544 iscritti e il 59,3% ha detto sì a Draghi mentre il 40,7% no.

Conte, entra nel M5S!

“Sarei veramente felice di un passo avanti di Conte dentro il M5S. Quando sono stato eletto capo politico nel 2017 avevo un obiettivo: portare i 5 Stelle fuori dalle ambiguità. Sono stato il primo a dire che non dovevamo più parlare di uscita dall’euro”, rivendica Di Maio.

In definitiva Di Maio spiega che l’evoluzione europeista ed atlantista del M5S “si può completare con l’ingresso di Conte”, da qui l’appello.

“L’ex premier, che ha rappresentato questi valori, metta la parola fine alle nostre ambiguità e ai nostri bizantinismi”.

Intanto Conte da domani ritorna ad insegnare all’Università degli Studi di Firenze.

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Politica Italiana, Luigi Di Maio
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