03:17 05 Marzo 2021
Politica
URL abbreviato
Di
322
Seguici su

In una lunga intervista a La Stampa il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, tesse le lodi del nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi: "Ha le carte in regola non solo per farsi accettare, ma anche per farsi valere in Europa”.

Un governo “fortemente atlantista ed europeista, dentro una Ue rafforzata”. Così il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, definisce l’esecutivo guidato dall’ex presidente della Bce, Mario Draghi. Che, assicura l’ex premier in un’intervista a La Stampa, ha “le carte in regola non solo per farsi accettare, ma anche per farsi valere in Europa”.

“Con il governo ancora precedente avevamo avuto alcune gravi sbandate”, dice Gentiloni a proposito dell’alleanza tra Lega e M5S. Oggi “prende atto” della “svolta europeista” di Matteo Salvini e parla di come la pandemia abbia ridimensionato i sovranisti, che “navigano bene nelle crisi che loro stessi producono” ma “non sanno gestire le crisi prodotte dall’esterno”.

"L'Italia può diventare protagonista della rinascita europea"

“A questo punto l’Italia può diventare protagonista della rinascita europea”, è convinto il commissario. Al centro c’è il nodo del Recovery Plan, con “il finanziamento del 13 per cento dei fondi complessivi e l’erogazione della prima tranche” che arriverà, assicura, entro l’estate.

Dopo le polemiche sulla “task force” voluta da Conte per gestire i finanziamenti in arrivo da Bruxelles, Gentiloni plaude alla decisione di Draghi di affidare la pratica al Mef. È una scelta “razionale”, dice l’ex premier al quotidiano torinese, e “facilita il lavoro di Bruxelles”.

“Già da questa settimana riprenderemo i contatti tecnici con Roma: ci aspettiamo versioni via via più avanzate del Piano”, fa sapere. “Con le correzioni e le integrazioni fatte al Recovery nelle ultime settimane – va avanti - abbiamo già una buona base, coerente con le priorità Ue”. “Ma restano – aggiunge - ancora parecchi passi avanti da fare, sia sugli impegni di riforma sia sulle procedure di attuazione”.

L'effetto Draghi sulle riforme

Il commissario, però, si fida del nuovo esecutivo e “dell’effetto Draghi”. Il premier, spiega Gentiloni, “ha il profilo giusto e una base parlamentare adeguata a compiere questi sforzi ulteriori”.

“Un’Italia finalmente virtuosa può spostare gli equilibri interni all’Unione”, continua il commissario all’Economia. La ricetta è concentrarsi “sulle riforme strutturali per una crescita sostenibile e meno disattenta alla dinamica del debito, all’instabilità finanziaria, allo spreco di denaro pubblico”.

“L’azione del suo governo, che va esattamente in questa direzione, - dice parlando ancora di Draghi - è fondamentale perché ricrea fiducia nel Paese e aiuta a superare le eventuali resistenze degli altri Stati membri sui meccanismi di riforma del Patto”. “Un fattore importantissimo a Bruxelles- assicura Gentiloni - ma anche a Roma”.

Paolo Gentiloni
© AP Photo / Amr Nabil
Paolo Gentiloni
Una volta superata la fase di emergenza, mette in chiaro il commissario, dovranno esserci meno sussidi a pioggia e ristori e più investimenti verso gli “obiettivi qualitativi dello sviluppo”.

La previsione per il futuro è sostanzialmente ottimista: “Usciremo dai lockdown, l’onda della domanda compressa in questi lunghi mesi tornerà a crescere e diventerà impetuosa, riportando migliaia di miliardi di risparmi finora congelati dentro l’economia reale”.

“Dovremo essere bravi a cavalcare quest’onda, - avverte -a sfruttare bene questa potente voglia di rinascita”.

I nuovi equilibri internazionali

Sul piano dei rapporti internazionali il presidente americano Joe Biden rappresenta una “bella ventata di aria nuova”. Mentre è dalla Russia e dalla Cina che arrivano, secondo il commissario all’Economia, le sfide per l’Ue.

Con Mosca, spiega, bisogna alternare “fasi di dialogo e misure severe, a partire dalle sanzioni”, mentre a proposito di Pechino mette in guardia: “l’Unione non può fare da spettatrice inerte quando la Cina pretende di allargare la sua influenza in aree per noi sensibili come l’Africa e il Mediterraneo”.

Correlati:

Draghi piace non solo ai mercati
La “fama” di Draghi migliorerà la reputazione dell’Italia? Parola a Davide Ippolito
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook