03:50 02 Marzo 2021
Politica
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Il comitato dei probiviri allontana l'ipotesi scissione sospendendo le espulsioni annunciate da Vito Crimi in attesa della formazione del nuovo organo direttivo.

Alessandro Di Battista si è rivolto ai ribelli del M5S per costruire una nuova opposizione al governo Draghi, dopo il voto contrario alla fiducia di 15 senatori e 16 deputati oltre a diversi astenuti e assenti in aula che potrebbero trovare casa in un un nuovo gruppo parlamentare. 

"Ci sono cose da dire. Scelte politiche da difendere. Domande a cui rispondere ed una sana e robusta opposizione da costruire", ha scritto su facebook il leader politico, fuoriuscito dal moVimento dopo il voto su Rousseau, dando appuntamento su Instagram agli attivisti scontenti della svolta per sabato pomeriggio.

Espulsioni in stand by

Intanto l'espulsione dei senatori dissidenti viene smentita dal comitato dei probiviri, di cui fa parte l'ex ministro Fabiana Dadone, in attesa della nuova governance del moVimento. 

"Il comitato dei probiviri smentisce lo stand by delle espulsioni dei parlamentari" riferisce il collegio all'agenzia Adnkronos il comitato dei probiviri M5s. L'organo disciplinare di riunirà oggi per prendere una decisione sull'espulsione dei parlamentari che hanno votato contro la fiducia, "anche alla luce del voto alla Camera".

Il collegio dei probiviri - composto dall'ex ministro Dadone, Jacopo Berti e Raffaella Andreola -  sarebbe favorevole ad attendere la nomina della nuovo comitato direttivo a 5 e per sospendere tutte le attività di ordinaria competenza e spettanza del collegio, fino ad oggi nelle mani del reggente, a partire dai provvedimenti disciplinari, fa sapere Adnkronos.

I parlamentari dissidenti

Sono 16 i deputati che questo giovedì hanno votato il No al governo Draghi, pronunciando durante la dichiarazione di voto la parola d'ordine "l'alternativa c'è". Fra questi Pino Cabras, Alvise Maniero, Giovanni Russo che ha concluso il suo discorso al grido di "Viva l'Italia. 

Si aggiungono ai 15 senatori ribelli, tra cui l'ex ministro Barbara Lezzi e il presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra, che da quanto si apprende da fonti stampa potrebbero costruire un nuovo gruppo a Palazzo Madama chiedendo il prestito il simbolo dell'Italia dei Valori. Nella nuova casa potrebbero confluire gli astenuti e gli assenti, tra cui Dessì e Ehm, ma anche qualche ex. Come Raffaele Trano che dai banchi del gruppo misto ha dichiarato il voto contrario alla fiducia sotto il motto "l'alternativa c'è". 

Il destino del M5S resta un'incognita e se per il momento la scissione appare meno ineluttabile, non sarà facile ritrovare l'unità nei gruppi e garantire il sostegno al governo con almeno 30 parlamentari all'opposizione.  

Tags:
Camera dei deputati, fiducia, Mario Draghi, Alessandro Di Battista, M5S, Italia
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