14:25 15 Maggio 2021
Politica
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Questa mattina il reggente del movimento aveva annunciato tramite i social l'espulsione dei 15 senatori che hanno votato contro la fiducia al governo Draghi. La sua decisione è stata disconosciuta dall'ex ministro.

La senatrice Barbara Lezzi ha giocato un ruolo centrale nella crisi politica sin dal voto sul Mes di dicembre, trovando un "punto di caduta" sul voto per saldare il voto dei parlamentari grillini sulla riforma del trattato. Adesso, dopo la votazione in Senato e l'annuncio dell'immediata espulsione dei 15 senatori "dissidenti", la Lezzi sfida Crimi e si candida al nuovo direttivo del Movimento 5 Stelle. 

"Ho preso la decisione. Mi candido a far parte del comitato direttivo del M5S (da cui non sono espulsa). Credo che il 41% degli iscritti contrari ad allearsi con tutti, compresi Berlusconi, Salvini e Renzi, debbano essere rappresentati. Sono convinta, inoltre, che se il quesito fosse stato riproposto, come lo statuto prevede, quel 41% sarebbe stato più alto", scrive. 

La senatrice non risparmia una frecciata a Vito Crimi, definendolo il "reggente perpetuo" del moVimento e disconoscendo quindi la sua decisione sull'espulsione annunciata tramite i social. 

Con il voto su Rousseau di ieri,  12 mila voti sui 119.721 membri iscritti sulla piattaforma hanno deciso per il cambio della governance che non sarà più affidata ad un capo politico ma ad “Comitato direttivo composto da 5 membri” e che resterà in carica per 3 anni.

"Da oggi non sarà più guidato da un capo politico e neanche da un reggente", ha affermato la Lezzi in un precedente post di Facebook, chiedendo con urgenza la convocazione degli iscritti "per l'elezione del nuovo comitato direttivo in quanto il M5S non può restare privo delle figure autorizzate ad assumere decisioni sulle linee politiche", ha aggiunto.

Con l'annuncio su Facebook la senatrice ha disconosciuto l'autorità di Crimi e si è quindi candidata al Comitato direttivo, nelle cui mani passerà la governance del movimento.

La fiducia al governo Draghi

Nella tarda serata di ieri il presidente del Consiglio Mario Draghi incassa la fiducia al Senato con 262 Sì, 40 No e 2 astenuti. Una maggioranza schiacciante per quello che si preannuncia un "governo di unità nazionale", nato per affrontare l'emergenza sanitaria, sociale ed economica, come ha sottolineato il premier nel discorso tenuto mercoledì mattina a Palazzo Madama. 

Dalla votazione è uscito spaccato il M5S, con 15 senatori che hanno votato contro la fiducia a Draghi. Tra i no annunciati quelli dell'ex ministro Barbara Lezzi e del presidente della commissione parlamentare antimafia Nicola Morra, oltre a quelli di Abate, Angrisani, Corrado, Crucioli, Di Micco, Giannuzzi, Granato, La Mura, Lannutti, Mantero, Mininno, Moronese e Ortis.

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Mario Draghi, M5S, Italia
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