03:04 05 Marzo 2021
Politica
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La vaccinazione di massa sarà la sfida prioritaria per la nuova squadra di governo. Il piano vaccini ne esce ridisegnato, con il rafforzamento del personale e l'esercito a fianco della protezione civile.

Addio alle primule di Arcuri, allestite per far "rinascere l'Italia". La parola d'ordine di Mario Draghi è fare presto, accelerare la campagna di vaccinazione di massa e rendere disponibili i siti già esistenti, perché non c'è tempo di attendere la predisposizione di nuove strutture. 

"Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: Abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private", ha detto Mario Draghi durante il discorso con cui ha chiesto la fiducia a Palazzo Madama. 

Bisognerà ricorrere a "tutte le forze disponibili", non solo la protezione civile, ma anche esercito e volontari che l'affiancheranno durante le vaccinazioni di massa. 

Ogni spazio disponibile potrà essere allestito a sito di vaccinazione, non solo palazzetti e stadi, ma anche le caserme

La campagna di vaccinazione dovrà puntare a 500.000 somministrazioni di dosi al giorno e, da quanto si apprende da fonti stampa, i vertici della protezione civile starebbero già valutando l'impiego di 300 mila persone "pronte a dare una mano". 

Resta il limite esterno della carenza di forniture, con i ritardi e il taglio di dosi imposto dalle società farmaceutiche con cui la commissione europea aveva siglato i contratti di pre-acquisto, ma l'Europa sarebbe al lavoro per avere più dosi.

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vaccino, Mario Draghi, Italia
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