14:33 05 Marzo 2021
Politica
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Secondo gli ultimi sondaggi non ci sono variazioni di rilievo nell'equilibrio fra i partiti. Ma secondo il sondaggista Renato Mannheimer, raggiunto al telefono da Sputnik Italia, nei prossimi mesi "ci saranno grandi mutamenti".

L’esordio del nuovo esecutivo sembra non aver provocato particolari sconvolgimenti negli equilibri tra i partiti. Ma nel prossimo futuro ci sarà una vera e propria “rivoluzione dell’offerta politica”. Parola di Renato Mannheimer, sociologo e sondaggista, fondatore dell’Ispo e membro dell’Advisory Board di Eumetra.  

“Il governo Draghi cambierà tutto, compresi gli equilibri interni ai partiti, ci aspettiamo grandi mutamenti che però ancora non ci sono stati”, spiega l’esperto raggiunto al telefono da Sputnik Italia.

I sondaggi

In effetti secondo le ultime rilevazioni la Lega resta il primo partito. Per il sondaggio di Tecné, realizzato per la trasmissione di Mediaset Quarta Repubblica, il partito di Matteo Salvini guadagna lo 0,7 per cento e sfiora il 24 per cento delle preferenze. Scende, invece, il Pd che si attesta al 19,3 per cento, con un calo dello 0,9, e cresce il partito di Giorgia Meloni che arriva al 17,4.

Crolla ancora il Movimento 5 Stelle, dilaniato dal dissenso interno, che, sempre stando all’indagine di Tecné perde l’1,2 e vale oggi il 13,1 per cento. In crescita dello 0,2 per cento anche Forza Italia, che arriva al 10,6. Si ferma sotto il 3 per cento il partito di Matteo Renzi, Italia Viva, con il 2,7.

Secondo un’altra rilevazione, quella di Swg per il Tg La7, invece, a perdere quota sarebbero tutti i partiti eccetto Forza Italia che, complice il ritorno in scena di Silvio Berlusconi, guadagna punti. Per il sondaggio di Swg il partito del Cavaliere sfiorerebbe ora il 7 per cento.

Spostamenti in arrivo?

“Per ora non ci sono grandi spostamenti, in generale tutti i partiti maggiori hanno piccolissimi decrementi di pochi punti percentuali - conferma Mannheimer a Sputnik Italia - l’elettorato sta a vedere quello che fa il governo”.

Di sicuro qualcosa, però, cambierà nelle prossime settimane.

“Spostamenti ce ne saranno perché al momento del primo incarico a Draghi molte basi di partito erano perplesse, a cominciare da quella del Movimento 5 Stelle, vedremo nei prossimi giorni se faranno o meno la scissione, ma anche tanti del Pd avrebbero preferito il Conte Ter”, spiega il sondaggista.

“Così come dall’altra parte – va avanti - tanti elettori di Fratelli d’Italia hanno visto e vedono positivamente l’ingresso della Lega nel governo, in disaccordo con la scelta fatta da Giorgia Meloni”. “Tutto questo – conclude – si tradurrà in futuro in grandi spostamenti, che per adesso però non ci sono stati".

Lo scenario ipotizzato da Mannheimer vede un passaggio di elettori insoddisfatti dalla Lega a Fratelli d’Italia e viceversa. E poi un Pd logorato dalle fratture interne che, secondo l’esperto, “possono portare ad un ulteriore indebolimento del partito”. “Al governo – spiega il sondaggista - ci sono i rappresentanti delle diverse correnti e questa divisione finirà con l’incidere”.

L’unico che per ora sembra uscire vincitore dalla crisi a livello di consenso è Silvio Berlusconi. “Credo che abbia giocato un ruolo importante e che sia cresciuto – dice Mannheimer - quindi potrebbe esserci anche un ulteriore incremento di Forza Italia”.

Conditio sine qua non per assicurarsi il sostegno degli elettori, nei prossimi mesi, per i partiti, conclude il sondaggista, sarà essere protagonisti di “una efficace azione di governo”.

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