14:21 05 Marzo 2021
Politica
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L'Assemblea nazionale vota contro la fiducia al nuovo governo ma Palazzotto e De Petris di LeU si esprimono diversamente.

L'Assemblea nazionale di Sinistra italiana, riunitasi oggi in modalità on line, ha votato contro la fiducia al governo Draghi.

Si sono registrati 122 voti favorevoli, 16 contrari e 4 astenuti.

All'Assemblea, eletta nel recente congresso nazionale a fine gennaio, si sono tenuti nel corso della giornata ben 54 interventi dopo la relazione del segretario nazionale Nicola Fratoianni. 

"L’assemblea nazionale di Sinistra Italiana approva la relazione e le conclusioni del segretario. Su questa base propone ai propri parlamentari di votare contro la fiducia al governo Draghi. Nello stesso tempo ribadisce il proprio impegno per costruire l’alleanza con PD e Movimento 5 stelle e con le forze della sinistra, dell’ambientalismo e del civismo, per le prossime elezioni politiche e a partire dalle prossime elezioni amministrative", si legge nella relazione.

Hanno invece votato per la fiducia la senatrice Loredana De Petris e il deputato Erasmo Palazzotto, entrambi di LeU.

"Al termine di un dibattito molto articolato e sofferto l'Assemblea nazionale di Sinistra italiana ha deciso di esprimersi contro la fiducia al governo Draghi. È una scelta che rispettiamo ma che riteniamo sbagliata e controproducente per la sinistra e per le fasce sociali messe più a rischio dalla crisi", hanno commentato i due.

Per i due politici infatti bisogna "assumersi la responsabilità di dare risposte al Paese difendendo quanto era stato fatto fino a qui dal Governo Conte bis, a partire dalle scelte fatte sulla sanità anche grazie alla continuità di Roberto Speranza alla guida del Ministero della Salute" e in prospettiva lavorare per "confermare e rinsaldare l'asse strategico costituito dall’alleanza tra Pd, M5S e LeU, che hanno sostenuto con lealtà e sino all'ultimo l'esperienza positiva del governo Conte bis, anche a partire dalle prossime elezioni amministrative".

Per la De Petris e Palazzolo "questo governo non è e non potrà mai essere una maggioranza politica" e quindi bisogna agire "all'interno di questa anomalia, nel tentativo di rinsaldare un fronte progressista e non scegliendo la via dell’autosufficienza".

"È questo il campo dove bisogna combattere perché si operi una vera transizione ecologica, per prorogare il blocco dei licenziamenti, per un fisco più equo e progressivo, per il ritorno a un sistema sanitario davvero pubblico e universalistico, perché il Recovery Fund sia uno strumento utile a rimuovere le diseguaglianze sociali e territoriali. Questo ci chiedono di fare le associazioni ambientaliste e le forze sindacali e sociali: difendere sul campo e con la possibilità di incidere, l’ambiente, un modello di sviluppo sostenibile e gli interessi dei lavoratori e delle fasce sociali più deboli”, hanno concluso.
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