15:28 13 Maggio 2021
Politica
URL abbreviato
1434
Seguici su

Il senatore pentastellato scioglie le riserve dopo l'annuncio della squadra di governo e dichiara sui social che voterà NO alla fiducia a Mario Draghi.

La vittoria del Sì sulla piattaforma Rousseau non è stata sufficiente a dissolvere i malumori di quella parte del Movimento 5 Stelle contraria a Mario Draghi. Dopo l'addio di Alessandro Di Battista, annunciato poco dopo l'esito delle votazioni, il senatore Emanuele Dessì scioglie le riserve e annuncia che voterà No alla fiducia al presidente incaricato Draghi e alla sua squadra di governo, nonostante la presenza di quattro ministri pentastellati, tra cui Luigi Di Maio riconfermato alla Farnesina. 

Questo venerdì Dessì aveva rilasciato un'intervista in cui si manteneva prudente sulla fiducia. "Presto per dirlo", aveva dichiarato. Ma dopo la presentazione della lista dei ministri, il senatore ha sciolto le riserve e annunciato in un post di Facebook il suo voto in controtendenza rispetto alla linea del movimento. 

"Ieri pomeriggio ho rilasciato questa intervista, non era ancora stata resa pubblica la lista dei ministri e non era quindi ancora definito quello che oggi viene chiamato "perimetro politico". Stamattina invece è tutto molto chiaro e mi permette di poter affermare con sicurezza che voterò NO al governo Draghi", scrive in un post. 

Il senatore scrive che nelle prossime ore spiegherà pubblicamente le ragioni della scelta.  Ci sarà modo, fin dalle prossime ore, per discutere insieme sui motivi di questa scelta", conclude.

Il commento di Di Battista

L'ormai ex grillino Alessandro Di Battista ha criticato duramente la presenza dei ministri di Forza Italia all'interno della squadra di governo. 

"Tra poche ore giurerà al Quirinale il governo Draghi. Ne faranno parte, tra gli altri, anche i deputati Brunetta, Carfagna e Gelmini. I tre erano ministri nell'ultimo governo Berlusconi, un governo che ricordiamo soprattutto per le leggi ad-personam, ovvero il tentativo (in parte riuscito) di 'deviare' le Istituzioni per metterle al servizio di un leader politico", scrive in un post di Facebook.

Di Battista ricorda come furono proprio loro, nel 2008, ad approvare in sede di Consiglio dei ministri il Lodo Alfano, un disegno di legge poi votato dal Parlamento per fornire uno scudo penale alle più alte cariche dello Stato.

"Un provvedimento che, in sostanza, violava il principio d'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Chiaramente venne licenziato per salvare Berlusconi dai processi", osserva.

Draghi ha presentato venerdì pomeriggio la lista dei ministri della propria squadra di governo che ha prestato giuramento sabato alle 12.

Tags:
M5S, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook