23:22 05 Marzo 2021
Politica
URL abbreviato
595
Seguici su

Alessandro Di Battista rivolge critiche molto dure a Mario Draghi, accusato di essere l'artefice di una "restaurazione" che porta indietro l'Italia di 12 anni.

Ad un giorno dal suo abbandono del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista torna a commentare la squadra di governo del nuovo esecutivo Draghi, scagliandosi duramente contro alcune delle scelte operate per i ministeri dall'ex governatore della BCE.

"Tra poche ore giurerà al Quirinale il governo Draghi. Ne faranno parte, tra gli altri, anche i deputati Brunetta, Carfagna e Gelmini. I tre erano ministri nell'ultimo governo Berlusconi, un governo che ricordiamo soprattutto per le leggi ad-personam, ovvero il tentativo (in parte riuscito) di 'deviare' le Istituzioni per metterle al servizio di un leader politico", è stato l'affondo dell'ex deputato in un lungo post su Facebook.

Di Battista ha quindi ricordato come "nel 2008  i tre approvarono in Consiglio dei ministri il Lodo Alfano", una misura che "serviva a creare un vero e proprio scudo penale per le quattro più alte cariche dello Stato" e che di fatto, afferma Di Battista, "violava il principio d'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge".

L'ex grillino ha poi definito "immorale" che "politici che hanno speso tempo (e dunque denaro pubblico) non per occuparsi del Paese ma per risolvere le grane giudiziarie del loro leader, possano avere ancora ruoli così apicali".

La "restaurazione" di Draghi

Di Battista non si nasconde e parla apertamente di "restaurazione" in relazione alla composizione del nuovo governo nazionale:

"Lo so, parlare di Lodo Alfano, di Legittimo impedimento, di Mozione Ruby negli ultimi tempi sembrava anacronistico. Negli ultimi tempi però. Ieri è cambiato tutto. Giorni fa parlai di 'restaurazione'. Oggi mi sembra di esser tornati indietro di 12 anni. I 'giornaloni', che fino a 24 ore fa esultavano per il Governo dei Migliori, oggi hanno cambiato linea. Ora provano a spingere il concetto del 'Povero Draghi, costretto a piegarsi alle richieste dei partiti e delle loro correnti'. Non funziona così!", è stato l'attacco di Di Battista.

Che ha poi richiamato Draghi alle sue responsabilità, legate a delle scelte, anche passate, che l'ex dissidente pentastellato non esita a definire "scellerate":

"Il Presidente del Consiglio è responsabile della scelta dei suoi ministri. Con questi nomi perde la santità e torna ad essere un semplice beato. Quando la pubblica opinione conoscerà più nel dettaglio le scelte politiche prese da Draghi da Direttore del Tesoro, da Governatore di Bankitalia e da Presidente della BCE, magari, verrà trattato da comune mortale. Con i suoi pregi e con i suoi difetti. Un uomo che ha preso delle decisioni. A volte sensate ma molto spesso scellerate e soprattutto nefaste per il pubblico interesse. Tempo al tempo", conclude Di Battista.
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook